Anticipazioni TV

Il Commissario Ricciardi: Antonio Milo ci parla del suo Maione, accogliente come la città di Napoli

64

Straordinario coprotagonista a tutti gli effetti de Il Commissario Ricciardi è Antonio Milo nel ruolo del brigadiere Raffaele Maione. Abbiamo parlato via zoom con l'attore, che ci ha raccontato la sua visione del personaggio.

Il Commissario Ricciardi: Antonio Milo ci parla del suo Maione, accogliente come la città di Napoli

Arrivati alla quarta puntata de Il Commissario Ricciardi, in onda il 15 febbraio, possiamo già dire che la serie tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni, è un grande successo per Rai 1. Merito dei personaggi, degli attori, della regia e delle atmosfere, già note ai numerosissimi lettori dei libri, che hanno conquistato anche chi non li conosceva. Tutti, dalle opinioni espresse sui social alle critiche ufficiali, sono concordi su una cosa: Antonio Milo, coprotagonista nel ruolo del brigadiere Raffaele Maione, braccio destro e figura paterna al fianco di Ricciardi, è così bravo da rubare la scena anche a Lino Guanciale. Già sulla pagina scritta, Maione è un bellissimo personaggio, ma la grande espressività e la sensibilità di Milo lo rendono indimenticabile, sia nei momenti divertenti che in quelli drammatici. È stato dunque un piacere incontrare per una breve conversazione via zoom l'attore napoletano, assieme alle protagoniste femminili (di cui vi parleremo prossimamente), e abbiamo deciso di estrapolare le sue dichiarazioni in questa intervista, per dedicargli lo spazio che merita. Ma prima di dargli la parola vediamo chi è e cosa ha fatto Antonio Milo in attesa di rubarci il cuore con Il Commissario Ricciardi.

L’occhio curioso e sensibile del nostro grande capitano è riuscito a ricreare un quartiere della Napoli degli anni 30,...

Pubblicato da Antonio Milo su Venerdì 12 febbraio 2021

Antonio Milo: la carriera prima del Commissario Ricciardi

Nato a Castellammare di Stabia il 4 maggio 1968, Antonio Milo ha dovuto mettere su un bel po' di chili per interpretare il brigadiere Raffaele Maione, “ombra” di Luigi Alfredo Ricciardi, ma non è un attore che si faccia intimidire dalle sfide. Se per molti è stato una piacevole scoperta, per chi segue da anni la televisione si è trattato di una attesa conferma. Come molti colleghi, Milo ha calcato le scene teatrali, interpretando drammi di Pirandello e Shakespeare, ma la visibilità gliel'ha data il piccolo schermo, anche se il suo esordio ufficiale è stato al cinema, in Caro Diario di Nanni Moretti, anno 1993, seguito da I cavalieri che fecero l'impresa di Pupi Avati. In tv nel 2000 compare in un episodio de La squadra, seguito da molte partecipazioni in serie e tv movie come Distretto di polizia, Gente di mare (dove ha un ruolo fisso), Joe Petrosino, La nuova squadra (è il commissario Ciccone), Il commissario Montalbano e Gomorra – la serie dove appare nel primo episodio al fianco di Marco D'Amore nel ruolo di Attilio o'Trovatello. Sono proprio loro ad aprire quella che diventerà la serie italiana di maggior successo nel mondo. E ancora Don Matteo, Maltese – Il romanzo del Commissario (è Saverio Mandarà), Il Paradiso delle Signore (Giuseppe Iorio), L'amica geniale (Silvio Solara) e l'adattamento televisivo di Edoardo De Angelis di Natale in casa Cupiello. Al cinema lo abbiamo visto anche, tra gli altri, in Benvenuto Presidente! e Nottetempo.

Antonio Milo ci parla di Raffaele Maione

Tutti sappiamo che Raffaela Maione è legato al commissario Ricciardi da un rapporto di amicizia e profondo affetto, ricambiato, perché grazie al “dono” del superiore ha conosciuto l'ultimo pensiero del figlio, a lui diretto. Nelle storie lo abbiamo visto straziato dal dolore e preoccupato per l'allontanamento della moglie, che non riusciva a superare la perdita del primogenito, poliziotto come il padre, ucciso nell'adempimento del suo dovere. Abbiamo già assistito anche al ritrovarsi di lui e Lucia (interpretata dalla bravissima Fabrizia Sacchi) e alle scene amorevoli con i suoi quattro figli, il più grande dei quali, con disappunto della madre, vorrebbe seguire le sue orme. Ma un rapporto particolare è quello che lega Maione al femminiello dei Quartieri Spagnoli, Bambinella, e di questo anche ci ha parlato Antonio Milo, partendo da una domanda sul fatto se si può dire che Maione è il personaggio che rappresenta Napoli:

Giustamente, come dicevi tu, forse Maione è uno dei personaggi che esprime in maniera più chiara quella che è la napoletanità. In realtà leggendo anche nei romanzi, la cosa che salta agli occhi è che dovrebbe essere il riassunto di una città. È uno che è ottimista, è un buon padre di famiglia, ama sua moglie, ama il suo lavoro, è accogliente come la città di Napoli perché in qualche modo accoglie una diversità, cioè la figura del femminiello, di Bambinella, una figura lontana e per quell'epoca forse incomprensibile, anche se all'interno della cultura napoletana è sempre esistita e anzi è stata anche benvoluta dal popolo e dai regnanti che si sono succeduti nella nostra città. E quindi anche questo è stato un punto di forza sul quale lavorare, per questi vari registri che il personaggio mi permetteva di esplorare. Quello con Bambinella è sia un rapporto sia di accoglienza, come ho detto prima, che di scambio, di curiosità. Anche con Bambinella ci saranno delle scene dove esce fuori il dramma in qualche modo. Il personaggio di Maione ha una dicotomia che è un po' anche quella di Napoli, che è una città contraddittoria, col dolore che porta dentro e che poi vedremo come supererà, e che lo lega anche a Ricciardi, e il fatto che in qualche modo riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno. Quindi torniamo a quello che dicevo prima, Maione rappresenta la città anche nelle contraddizioni intrinseche del personaggio, che unisce dolore e ottimismo, come dimostrano il rapporto con Bambinella, che ci porta a sorridere ma anche un attimo dopo a pensare se non a commuoversi e quello paterno con Ricciardi, che deriva dal suo dono che poi permette a Maione di risolvere delle cose. Per me, dato che io parto come lettore dei libri di De Giovanni, è stato un privilegio interpretare Maione ed è stato veramente un bel viaggio, sia professionale che umano, perché nel corso delle riprese ho conosciuto delle persone, dei colleghi e delle colleghe straordinari, ma anche delle grandi umanità.

Ma non hai provato nemmeno un po' di apprensione sapendo che avresti interpretato un personaggio tanto amato e di doverti dunque confrontae con le aspettative del pubblico?

La strizza dell'andare in scena è normale averla, qualsiasi attore ce l'ha, anche se navigato. Lo stesso Eduardo, in una famosa dichiarazione che fece a Taormina, affermò che nelle prime, nei debutti, il cuore gli batteva forte, quindi è giusto che sia così. Poi ti butti e ti affidi anche a delle mani esperte come sono quelle di Alessandro D'Alatri, che devo dire è riuscito a tradurre le storie di Maurizio in immagini, cosa che non era né scontata né facile, e lo ha potuto fare perché è dotato di una grande sensibilità artistica e di un ottimo livello culturale, che erano due caratteristiche indispensabili per affrontare questo lavoro. Ha avuto a disposizione una tavolozza con tanti colori e li ha saputi dosare in maniera sapiente. È un grande regista e anche un grande uomo, e io lo ringrazio.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per l'articolo