Riccardo Scamarcio, la Ferrari 308 e l'inversione in derapata: Lo Spietato da oggi in streaming su Netflix

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Riccardo Scamarcio, la Ferrari 308 e l'inversione in derapata: Lo Spietato da oggi in streaming su Netflix

Dopo essere stato al cinema per tre giorni l'8, 9 e 10 aprile, debutta oggi in streaming su Netflix Lo spietato, il film che vede Riccardo Scamarcio nei panni di Santo Russo e ne racconta l'epopea criminale: da manovale della n'drangheta a Milano e nel suo hinterland, fino a potente e ricchissimo boss del traffico della droga, e alla sua inevitabile caduta.
Basato su  "Gangster calibro 9", il libro di Pietro Colaprico e Luca Fazzo che racconta la carriera criminale di Saverio Morabito, il pentito che ha rotto per la prima volta l'omertà della 'ndrangheta calabrese migrata al Nord, Lo spietato è diventato, nelle mani di Renato De Maria, è diventato un film che sta a cavallo tra il ganster movie all'americana e una commedia vagamente intinta nel surrealismo scombinato di Paz!, il film che De Maria realizzò a partire dai fumetti di Andrea Pazienza.

Come ampiamente sottolineato nella recensione del film, per raccontare gli anni Settanta e Ottanta e l'ascesa economica e sociale del suo protagonista, Lo spietato fa un uso attento e abbondante di automobili storiche e di supercar che hanno segnato l'immaginario di quegli anni. Una delle prime scene del film vede Scamarcio al volante di una Lamborghini Diablo gialla, mentre in altre (relative ai primi anni Ottanta), guida una Ferrari 308 GTB ovviamente rossa.
Presentando il film, De Maria ha sottolineato come nelle scene in cui è volante di queste auto è stato realmente Scamarcio a guidarle. Anche in quella in cui, dopo essere uscito con la bellissima Marie-Ange Casta (la sua amante) da una cena nello storico ristorante da Bruno, in Via Gonzaga, Scamarcio riparte in Ferrari verso casa facendo inversione di marcia con una derapata controllata.
"Volevo che in quella scena la macchina compisse un'inversione a U," ha raccontato De Maria, "ma il proprietario dell'auto mi spiegò che non sarebbe stato possibile, per via dell'ampio raggio di sterzata della 308. Allora spiegai a Riccardo che avrebbe dovuto fare un'altra manovra, avvicinandosi in retromarcia alla macchina da presa per poi compiere l'inversione in due tempi, ma lui mi fermò subito. 'Ci penso io all'inversione', mi disse Riccardo. Salì a bordo, accese il motore e iniziò a farlo ruggire. Io mi avvicinai e gli chiesi 'Riccardo, l'hai mai guidata una Ferrari?', e lui, tranquillissimo, mi rispose semplicemente 'No?. Prima di battere il ciak sudavo freddo, ma è stato in grado di chiudere quell'inversione in derapata alla perfezione."
"Merito della mia infanzia a Andria," ha sorriso Scamarcio sornione.



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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