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LOL: su Prime Video si ride in tutte le lingue del mondo!

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Se non avete ancora visto LOL: Chi ride è fuori, recuperatelo subito, se lo avete già fatto allora non potete mancare su Prime Video le versioni internazionali del format, da quella giapponese che ha dato il via a tutto a quella australiana, tedesca e messicana.

LOL: su Prime Video si ride in tutte le lingue del mondo!

Se, come noi, vi siete sbellicati con LOL: chi ride è fuori, sarete sicuramente curiosi di scoprire cosa fa ridere gli spettatori degli altri Paesi, qual è il loro senso dell'umorismo, chi sono i comici per noi sconosciuti che si sfidano all'ultima risata. Tutto questo è possibile farlo grazie ad Prime Video, che oltre alla versione italiana del format - nato come gli altri dal programma giapponese Hitoshi Matsumoto Presents Documental - ha reso disponibile al momento la prima stagione del LOL australiano condotto da Rebel Wilson, le prime due stagioni del messicano presentata da Eugenio Derbez, il tedesco condotto da Michael Bully Herbig, mentre la versione francese con la conduzione di Philippe Lacheau debutterà il 23 aprile. E non è tutto! È stata da poco annunciata la prossima versione canadese di LOL che sarà presentata da Jay Baruchel, il giovane attore e doppiatore che tra le altre cose ha prestato la voce originale all'Hiccup di Dragon Trainer. Il fatto che lo show di Amazon si stia espandendo rapidamente in tutto il mondo la dice lunga sul bisogno che abbiamo di ridere in questo tragico momento. Vediamo ora rapidamente le particolarità e le differenze tra le varie versioni dei format: come avrete forse già notato, l'unica condotta da due persone e non attori, è quella italiana, che ha anche introdotto i pulsanti di disturbo e altri elementi per ravvivare la situazione, che a parer nostro la rendono finora la migliore di quelle che abbiamo visto.

Guarda LOL- Chi ride è fuori su Prime Video

Il primo LOL: Hitoshi Matsumoto Presents Documental

Il format che ha dato il via al tutto è made in Japan e si intitola Hitoshi Matsumoto Presents Documental. Hitoshi Matsumoto è un celebre comico giapponese 57enne, palestrato e coi capelli tinti di biondo (un po' alla Kitano vecchia maniera), che ha avuto l'idea di creare uno show che contraddicesse l'idea stessa della commedia. In Documental - crasi tra le parole documentario e mentale - trattandosi di un format giapponese, tutto è permesso (inclusi i colpi bassi) e nella lunga introduzione dell'autore viene accentuato il carattere di esperimento di questa vera e propria battaglia tra guerrieri. Guerrieri che in questo caso somigliano però in genere più a Sancho Panza che a Toshiro Mifune e ai samurai della tradizione. La durata delle puntate rispetto ai format successivi è doppia ed è molto presente il popolarissimo showrunner, alle cui spalle si vede la troupe che se la spassa allegramente. Il tutto si svolge in quello che sembra un gigantesco magazzino. La particolarità è che i concorrenti invitati, per partecipare devono pagare di tasca loro 100.000 yen e il vincitore si mette in tasca i 10 milioni di yen che ne risultano (una cifra intorno ai 77.000 euro). Oltre al cartellino giallo e rosso ce n'è uno arancione intermedio, per l'ammonizione.

Guarda Hitoshi Matsumoto Presents Documental su Prime Video

Come avvenuto in passato con un altro programma estremo, Takeshi's Castle (qualcuno ricorderà Mai dire Banzai), anche Documental ha avuto un enorme successo e va in onda dal 2016. Dentro c'è davvero di tutto: scherzi di mano (scherzi da villano) pesanti e dolorosi, esplorazioni ravvicinate ed esibizioni delle parti intime dei concorrenti (sia pure pixellate), comicità da caserma. Del resto Matsumoto mette subito in chiaro che lo show è vietato a "donne, anziani e bambini" ed è dunque riservato a un pubblico di maschi adulti, in cui la goliardia sfocia a volte in sadismo. Il clou della prima stagione sono le "Analympics", ma non immaginereste nemmeno di cosa si tratta. Ovviamente il programma è stato girato in epoca pre-covid e dunque sono consentiti contatti ravvicinatissimi. Hitoshi Matsumoto Presents Documental è il prototipo hard di tutte le successive versioni di LOL, a modo suo bizzarramente (ed antropologicamente) affascinante. Paese che vai, comicità che trovi. Chissà cosa direbbe di un programma del genere un noto critico italiano che ha stroncato la nostra versione come puerile.

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LOL Messico: Last One Laughing

Il primo LOL vero e proprio è nato in Messico, e dopo quella giapponese si tratta della versione più strana e particolare, che per uno spettatore mediterraneo ha un che di inquietante. Qua i 10 sfidanti all'ultima risata sono rinchiusi in un ambiente molto più ristretto e spartano (si tocca con mano il budget limitato). La sigla è in parte animata (le introduzioni nelle varie versioni sono sempre diverse) e a contendersi il bottino di 1 milione di pesos (circa 41.000 euro) sono 10 personaggi eterogenei, che devono consegnare al conduttore e giudice Eugenio Derbez 100.000 pesos a testa per partecipare. E glieli danno estraendoli da reggiseni, mutande e altri posti poco igienici. Del cast della prima stagione fanno parte tre donne, un transessuale molto noto in Messico e una varietà di caratteri e razze che rendono la versione messicana quella più rappresentativa delle diversità. La comicità è anche in questo caso più "corporea" che fisica, abbondano espliciti riferimenti sessuali e fa la sua comparsa tra gli oggetti di scena un cappello con un dildo gigantesco (indossato per altro dalla comica più anziana). La ristrettezza degli spazi dà un senso di claustrofobia, accentuato da concorrenti molto rumorosi e anarchici e assieme all'atmosfera generalmente più cupa scelta dalla regia, alla fine (almeno nella prima puntata) ci lasciano addosso un vago senso di inquietudine.

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LOL Germania: ride bene chi ride ultimo

La versione tedesca è forse la più tecnologica, a partire dalla control room dove siede, da solo, Michael "Bully" Herbig, alle telecamere poste in ogni angolo della zona di gara, fino al metodo di eliminazione del concorrente: niente cartellino giallo o rosso ma un pulsante che mostra una caricatura animata del comico colto in fallo, premuto dal conduttore o dallo stesso trasgressore. L'ingresso alla stanza dei giochi avviene attraverso una biblioteca e il locale, che ha un aspetto molto confortevole, è abbondantemente fornito di cibo, a cui i 10 concorrenti fanno spesso ricorso per dissimulare le risate incombenti. I tedeschi sono un po' più oculati col denaro: al vincitore vanno 50.000 euro e un enorme trofeo, messi a disposizione dalla produzione e non dai partecipanti. Chi vuole esibirsi sul palco e accentrare l'attenzione su di sé deve suonare un gong. Le attrici comiche sono 3 e ci sono esponenti di vari tipi di comicità, dall'imitatore, Max Giermann, che arriva a rasarsi i capelli in diretta (bellissima la sua imitazione di Klaus Kinski), allo stand-up comedian, dal classico comico esperto in gag fisiche che si esibisce in buffi travestimenti a quello che utilizza come oggetto di scena un criceto parlante. Tutto sommato più divertente di quello che si saremmo aspettati e, anche se non ne ricordiamo i nomi, riconosciamo alcuni dei concorrenti per averli visti in qualcuno dei rari film tedeschi arrivati sui nostri schermi. Quanto al pubblico, diremmo che è adatto a tutti, almeno da quello che abbiamo visto.

Guarda LOL Germania: Ride bene chi ride ultimo su Prime Video

LOL: Australia

La cosa piacevole delle varie versioni di LOL è che non si tratta del solito format fotocopia che ogni Paese riproduce tale e quale, e dunque, a parte il logo, ognuno personalizza come vuole la presentazione dei concorrenti, scenografia e sigla. Nella versione australiana, condotta da Rebel Wilson, la conduttrice per arrivare sul "terreno di gara" attraversa un lungo corridoio fiancheggiato da enormi botti. Ciascun concorrente (anche qua 3 femmine e 7 maschi di varia provenienza professionale e personale) riceve una carta jolly, che gioca quando decide di esibirsi sul palco per tentare di far ridere gli altri. Anche quella Aussie è una versione vietata ai minori, ma al tempo stesso ci è sembrata anche la più infantile: l'umorismo è spesso di grana grossa, abbondano le parolacce e i riferimenti al sesso, qualcuno mostra il sedere e si utilizzano oggetti di scena espliciti. Non sappiamo se il baffuto Sam Simmons avesse visto la versione messicana e abbia preso spunto per la sua esibizione dal copricapo indossato da una concorrente, ma a un certo punto lo vediamo esibirsi in un grottesco balletto, vestito con una giacca su cui ha attaccato dei falli di gomma, con cui interagisce. E non mancano nemmeno i fart jokes sulle puzzette. Non sappiamo se dopo la prima puntata la situazione sia migliorata, ma il livello comico non è, decisamente, elevato. Il vincitore riceverà 100.000 dollari australiani, più o meno 64.000 euro.

Guarda LOL Asutralia su Prime Video

Saziata la curiosità, a conti fatti, continuiamo a preferire il nostro Lol - Chi ride è fuori, uno show veramente per tutti e dove la cattiveria, innocua, sta solo in certe battute. Consigliamo comunque di farsi un giro anche tra le versioni straniere, perché è sempre interessante riflettere sulle differenze culturali e sul fatto che una gag che ci fa scompisciare dalle risate possa risultare fastidiosa, sciocca o offensiva per qualcun altro.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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