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USA: I segreti di un'estate di successi

Da Covert Affairs a White Collar, è un'estate record per la rete via cavo USA. Nove tiri, nove "centrato!". Qual è la chiave del successo?

USA: I segreti di un'estate di successi

Scotta d’estate e non si spegne mai, cos’è? Vi sembrerà l’indovinello più facile del mondo, eppure la risposta non è così scontata. C’è qualcosa di più caldo e inarrestabile del sole quest’anno, e per trovarlo dovrete accendere il televisore. Stiamo parlando della rete via cavo USA e dei suoi numerosi show. Dal fascino della criminalità di White Collar (in onda su Italia1 dal 28 luglio) all’irresistibile gioco del gatto e del topo di Covert Affairs e Duro a morire (in onda ogni lunedì su Fox), oltre alle nuove Suits e Necessary Roughness, USA sta attraversando un momento molto fortunato. Ma come hanno spiegato a TVLine i co-presidenti Jeff Wachtel e Chris McCumber, il successo “senza precedenti” e “storico” che quest’estate USA sta avendo nei rating ogni settimana, è il risultato della somma di molteplici momenti come questo. Matt Webb Mitovich ha voluto saperne di più, scoprire la formula che ha permesso a USA di trasformare una scommessa rischiosa come il desiderio di ampliamento in una vincita a sei zeri, dimostrando che ci si può rinnovare senza dover sentire per forza il peso della concorrenza.

State uscendo da una settimana piuttosto impressionante - White Collar e Covert Affairs hanno registrato un nuovo record stagionale, altri show tornati in onda hanno dimostrato di essere ancora molto forti, e Necessary Roughness e Suits reggono il successo dalle premiere. Quel è lo stato d’animo? Vi siete dati molte pacche sulle spalle?
McCumber: E’ davvero buono. Abbiamo sette serie [ci sono anche In Plain Sight e Royal Pains] in onda contemporaneamente, quindi si tratta solo di fare in modo che questo slancio possa continuare. Questa è stata la prima volta in cui la rete ha lanciato due nuove serie a una settimana di distanza l’una dall’altra, e l’offerta che proponiamo, non era stata mai così ricca prima d’ora.
Wachtel: Un altro aspetto davvero emozionante per noi è la nozione di successo costante. Non solo abbiamo sette serie in onda allo stesso tempo, sono serie che si trovano a stadi diversi del loro ciclo vitale. Duro a morire è tornata con una quinta stagione forte come lo era stata la prima, creativamente e nei rating. White Collar, giunta alla terza stagione, non è stata mai migliore di così. Poi abbiamo queste serie che muovono i primi passi fuori dal recinto, come Suits e Necessary Roughness, le quali hanno superato entrambe le aspettative. Quindi, non è una questione di quante pacche sulle spalle ci siamo dati. Più che altro abbiamo tirato un sospiro di sollievo.

C’è un successo in particolare di cui siete fieri?
Wachtel: Una cosa davvero incredibile in un mondo in cui solo il lancio di uno show su quattro è un successo, è che noi ora abbiamo - incluse Suits e Necessary - nove serie di fila [tra cui Psych e Fairly Legal] che hanno esordito con numeri straordinari. Chris e io amiamo il nostro lavoro, e penso che siamo abbastanza bravi in quello che facciamo, ma non sono sicuro che una cosa simile sia mai avvenuta prima. La vita non è perfetta, neppure Albert Pujols le colpisce tutte, ma il fatto che nove di fila siano riuscite a sopravvivere fuori dal recinto testimonia la straordinaria originalità dei creativi che abbiamo qui.
McCumber: Ogni volta Jeff e io ci guardiamo l’un l’altro prima di lanciare una serie, pensando “Potrebbe essere questa la volta in cui potremmo non farcela?”. Ma sappiamo che tutto il team mette ogni goccia di sudore in ciò che fa. Ognuno vuole che sia un successo.

Quel è stato il rischio più grande che avete corso? C’è stato un momento in cui vi siete resi conto che stavate uscendo un po’ dalla vostra zona di sicurezza?
Wachtel: Proviamo questa sensazione ogni volta che prendiamo una decisione. C’è stato il nono anniversario della premiere di Monk [il 12 luglio], e ricordiamo ancora quello che all’epoca ci disse la dirigenza: “Voi siete pazzi. USA è la rete di Walker Texas Ranger e JAG, nessuno guarderà questo show. E’ troppo stravagante, troppo eccentrico”. Monk fu una grande giostra. Quando sviluppammo Duro a morire, eravamo molto nervosi perché in quel periodo avevamo The Starter Wife, e ci stavamo spostando da Hollywood e Debra Messing a una stanza in Nigeria con Jeffrey Donovan che scopre di essere stato bruciato! E proprio ora, pensiamo che Suits sia un altro rischio, un rischio che continua a crescere, ma è una serie fantastica.
McCumber: Ci siamo costruiti una base di telespettatori che si aspetta certe cose da uno show USA, quindi il rischio che corriamo è sempre calcolato. In Suits, abbiamo due personaggi che francamente non avreste visto su USA quattro o cinque anni fa. Uno è più simile a un avvocato che non è così simpatico come potrebbe sembrare a un primo sguardo, e l’altro è un ragazzo che è stato arrestato per aver venduto droga. Spingiamo il brand verso nuovi orizzonti, prestando attenzione a non alienare il pubblico che già abbiamo, ma attirarne di nuovo.

Sentite di dover competere con la programmazione delle altre reti del gruppo, o con le altre reti via cavo, come TNT?
McCumber: Tutti ci preoccupiamo della concorrenza.
Wachtel: Non è tanto una questione di dover competere. Guarda, non sai mai cosa succederà, ma ci sentiamo parte dell’insieme. Sviluppiamo ciò che sentiamo davvero, davvero di amare; ascoltiamo quelle voci che hanno qualcosa da raccontare in modo totalmente diverso; tutto questo rimanendo fedeli al nostro pubblico, che è la cosa più importante.
McCumber: Iniziamo lo sviluppo di ogni show nello stesso modo in cui facevamo dieci anni fa: “Ci piace? E’ qualcosa in cui crediamo?”. Perciò non si tratta di competizione ma trovare delle idee che piacciano alla gente, trovarle un posto nel network, e coltivarle anno dopo anno.

In che percentuale il successo di uno show è determinato dal cast, rispetto all’idea?
Wachtel: Se posso, sarebbe rispetto alla sceneggiatura, l’idea non è così determinante. Lo sceneggiatore è responsabile quasi per metà, e il cast dell’altra metà. L’idea lo è solo in piccola parte, diciamo che è la scusa che permette a una serie di avere un’occasione.

Parlando di cast: qualche aneddoto interessante nel corso degli anni? Qualcuno difficile da ingaggiare per un ruolo, nessuno arrivato sul filo del rasoio?
Wachtel: L’ingaggio di Callie Thorne [di Necessary Roughness] è stato meraviglioso. I nostri produttori pensavano che sarebbe stato bello avere un’attrice famosa per il ruolo. Qui però crediamo che sia la tv a creare delle star non viceversa. Callie si avvicinò al progetto timidamente. Era stata una guest star in tre dei nostri show, quindi è stato divertente trovare qualcuno che sapevamo per esperienza diretta essere un’interprete brillante, com’era stata in Royal Pains, Duro a morire e White Collar.

Ho visitato numerosi set dei vostri show, e l’atmosfera è più o meno la stessa: gioia e lucentezza su tutta la linea. Riflette quello che è il mantra di USA, il cielo azzurro, oppure avete semplicemente la fortuna di lavorare con showrunner e attori piacevoli?
Wachtel: Come uomini d’affari, parliamo spesso del mondo che vogliamo creare. Abbiamo questa fortuna di poter scegliere con chi vogliamo metterci in affari. Fare una serie tv è un progetto a lungo termine, e deve esserlo per ognuno dei nostri show, quindi è meglio mettere insieme una squadra che possa funzionare bene nel tempo.

Uno degli aspetti più affascinanti di Covert Affaris è l’ambientazione: Parigi, Istanbul... Come avete fatto a far quadrare i conti, dal momento che altri show non sembrano riuscirci?
Wachtel: Ci piacerebbe dirtelo, ma dopo dovremmo ucciderti. [Ride] Guarda, [i produttori esecutivi] Doug Liman e Dave Bartis sono il team dietro Covert, e Doug sa come fare un film come Mr. & Mrs. Smith con 100 milioni di dollari e sa come fare dei film indipendenti come Go. Lui semplicemente è eccezionale, e hanno capito come farlo. Sì, con Covert spendiamo qualcosa in più rispetto a quanto spendiamo con la maggior parte dei nostri show, ma in parte perché ha un grande appeal a livello internazionale e il mercato estero lo supporta.

I fan di Psych sono un po’ tesi perché la serie non andrà in onda questestate e la data del suo ritorno si limita a un vago “autunno”. Cosa potete dire per tranquillizzarli?
McCumber: Possiamo confermare che il mese sarà ottobre.
Wachtel: I fan di Psych sono probabilmente i nostri fan più attivi e passionali, e a loro prometto che offriremo tante chicche in attesa di ottobre, com’è avvenuto al Comic-Con, dove c’è stata una sorprendente anteprima. Credetemi, stiamo lavorando duramente per mettere insieme uno show che possa soddisfarli il più possibile, e sappiamo di doverglielo in ragione del tempo in più che li stiamo facendo aspettare. Ne varrà la pena.

Common Law, il pilota che avete appena trasformato in una serie, sarà pronto in tempo per affiancare Psych? E’ questo il piano?
McCumber: Non lo sappiamo ancora. Ci sono un sacco di decisioni da prendere. E’ “da definire”, mettiamola così.

Dove vedete USA a cinque anni da oggi? Una programmazione sei notti su sette, tutto l’anno?
Wachtel: Il nostro obiettivo non è quello di essere un broadcast con una programmazione in prima serata. Pensiamo che la natura artigianale dei nostri programmi ci permetta di avere una certa costanza nel livello qualitativo, ma non possiamo esagerare. Quindi non importano i cinque anni, le sei notti a settimana e le 52 settimane l’anno. Vogliamo essere una rete che ha qualcosa da offrire in ognuna delle quattro stagioni, e che è presente per tutta la settimana.
McCumber: Stiamo avendo un incredibile successo con i nostri show. Ora si tratta di ampliare la varietà della nostra programmazione. Stiamo pensando a dei reality, a serie da mezz’ora, probabilmente a delle miniserie evento, cose che USA ha dimostrato di saper fare in passato. Stiamo cercando di fare qualcosa per la serata del venerdì - che potrebbe essere uno slot in cui proporre degli show originali o dei film. Si tratta di fare in modo che l’offerta sia sempre più diversificata.

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