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Un ritorno alle origini e un tuffo nel futuro

Desperate Housewives e Brothers & Sisters sono tornate con le nuove stagioni. Ecco il resoconto delle due season premiere.

Un ritorno alle origini e un tuffo nel futuro

E’ stata una serata molto piacevole quella che ci è stata offerta ieri sera dal canale satellitare FoxLife, con i debutti in prima visione assoluta in Italia delle nuove stagioni di Desperate Housewives e Brothers & Sisters. Una doppia premiere simile a quella proposta poche settimane fa dal canale americano ABC, che produce entrambe le serie. Una doppia premiere che non si è fatta mancare i colpi di scena, sia nell’una sia nell’altra serie, proseguendo il racconto lì dove si era interrotto la scorsa primavera, o saltando a piè pari un intero anno nel tentativo riuscito, e vedremo più avanti perché, di rinnovare le proprie storyline.

Il caos a Wisteria Lane

Il primo episodio della settima stagione di Desperate Housewives ha eseguito una decisa (e decisiva?) sterzata a “U”, riportando il proprio pubblico affezionato alle origini della serie stessa. Non c’è voluto molto per capirlo, sicuramente meno di quant'è costato a Marc Cherry riportare a Wisteria Lane il candore e i volti che un tempo abitavano quelle strade, a cominciare da Brenda Strong - in una delle sue rare apparizioni nel telefilm dopo il suicidio del suo personaggio nel primo episodio - Steven Culp e Mark Moses. Tutto questo per ricordare a chi se ne fosse dimenticato quale paradiso finto fosse Wisteria Lane prima che un biglietto, quello scritto dalla signora Huber, scatenasse un vortice senza fine di ritorsioni, segreti e omicidi. E dimostrare quale paradiso finto la cittadina è ancora oggi. Messaggio sapientemente veicolato da un ritorno inaspettato, quello del raggelante Paul Young, deciso a tessere la sua ennesima vendetta dopo la scarcerazione.

Come suggerisce anche il titolo, in Le brutte notizie viaggiano veloci abbiamo assistito nel giro di pochi minuti a una detonazione dopo l'altra. Un boccone grande e duro da masticare, il quale ha aperto il sipario su una stagione che sembra promettere tanto divertimento. E’ incredibile la capacità con la quale Cherry ha tirato fuori dal cilindro avvenimenti destinati a stravolgere ancora una volta il piccolo universo di Wisteria Lane, ciò nonostante siano trascorsi quasi sette anni dal primo guizzo creativo. Perché il ritorno di Paul non è stato l’unico avvenimento che ieri sera ha fatto cadere le mandibole ai fan italiani di Desperate Housewives. Carlos (Ricardo Chavira) ha scoperto da un legale dell’ospedale locale che una delle sue figlie non è biologicamente nata dalla sua unione con Gabrielle. C’è stato uno scambio al momento della nascita, notizia che l’uomo preferisce per ora insabbiare nella vana speranza di non destabilizzare la vita finalmente perfetta della moglie. Ma lui non sa che Gabrielle (Eva Longoria) ha appena ricevuto un’altra butta notizia da Bree (Marcia Cross). Quest’ultima, dopo la separazione da Orson, ha deciso di ripulire la sua insopportabile coscienza sporca, rivelando all’amica la verità sulla morte della madre di Carlos - come forse ricorderete fu Andrew, il primogenito di Bree, a investirla.

E’ stato come se tutti i nodi stessero finalmente per arrivare al pettine, è ciò spiega perché non saremo né i primi né gli ultimi a sospettare che questa possa essere la stagione conclusiva di Desperate Housewives; ricordiamoci anche dei contratti in scadenza delle quattro protagoniste. Ma c’è stato dell’altro. L’episodio non è stato solo un ritorno alle origini di Desperate Housewives, Cherry ha avuto la saggezza d'introdurre nelle storyline anche qualcosa di nuovo. Quel pizzico di frivolezza in più che dopo l’addio di Nicollette Sheridan sembra dovesse essere ereditato dal personaggio di Teri Hatcher, Susan, è invece è stato affidato alla new entry Vanessa Williams. Cherry ha colto al volo l’opportunità offerta dalla conclusione di Ugly Betty, affidando alla Williams un ruolo che si può riassumere come la versione apparentemente munita di un'anima di Wilhelmina Slater. Renée è un personaggio che attira immediatamente l’attenzione. Una donna dalla lingua lunga, sfacciata e sexy, in poche parole una specie di valvola di sfogo di quella pentola a pressione che mai come quest’anno Wisteria Lane rischia di diventare a furia di cose non dette e piani diabolici.

Di nuovo la pace in casa Walker

La scorsa primavera, più di qualcuno aveva storto il naso di fronte al finale a effetto della quarta stagione di Brothers & Sisters: un mastodontico incidente a catena che sembrava aver compromesso l’esistenza di numerosi personaggi. Il naso aveva rischiato poi di precipitare dopo l’anticipazione estiva del salto temporale che avrebbe caratterizzato la quinta stagione. Quale senso avrebbe avuto un disastro di una simile portata se il racconto sarebbe ricominciato un anno dopo quel giorno? David Marshall Grant, nuovo showrunner della serie, si è servito dell’intero primo episodio per rispondere a questa domanda. Una spiegazione la sua convincente e coraggiosa, che ha saputo anche gestire nel miglior modo possibile i diversi addii che caratterizzavano questo quinto ciclo di episodi ancor prima del suo debutto. Inoltre, com’è avvenuto in altre serie, il flash-forward ha finalmente permesso agli autori di liberare i piedi da quel pantano che Brothers & Sisters era diventato nelle ultime due stagioni, rinnovando il look, le storie e le ambizioni di ciascun personaggio.

Il racconto è ricominciato dal ritorno a Los Angeles di Justin (Dave Annable). Una partenza che aveva sconvolto gli equilibri all’interno della famiglia Walker più di quanto aveva fatto l’incidente, in modo particolare nel suo rapporto con la madre e la moglie, spaventate dalla possibilità che la guerra potesse ucciderlo. Tuttavia, quella che in un primo momento era sembrata una fuga, si rivela straordinariamente l’unica esperienza capace di riunire una famiglia che si è allontanata, che è cambiata, e ha perso il suo punto di riferimento: Nora. Sarah (Rachel Griffiths) sta per vendere il terreno della Ojai e trasferirsi in Francia insieme con Luc. Kevin (Matthew Rhys) è di nuovo un avvocato ma ha perso la speranza di diventare padre. Kitty (Calista Flockhart) ha chiuso gli occhi di fronte alla sua tragica situazione - il coma irreversibile di Robert - e perpetua la loro finta immagine di famiglia perfetta tenendo in vita l’uomo con le macchine. L’aspetto ancora più assurdo di tutta questa situazione è che nessuno, fuorché Justin, sembra volersi interessare agli altri. Un atteggiamento intollerabile per Brothers & Sisters, che ha costruito il successo delle sue storie attorno al confronto dei membri di questa famiglia. Ma Justin, pur nella precarietà del suo matrimonio con Rebecca, trova le parole giuste per riunire la famiglia nell’ennesimo e assordante litigio che per qualche ragione, ancora una volta, avvicina tutti, ristabilendo inoltre la leadership di Nora (Sally Field) in uno dei dialoghi tra madre e figlio più belli nella storia del piccolo schermo.

Ora la speranza è che gli autori riescano a sfruttare appieno le possibilità offerte dal salto temporale. Le esili anticipazioni avute nell’episodio di ieri sera - il ragazzino aiutato da Kevin, l’amnesia retrograda di Holly, gli sviluppi nelle relazioni tra Justin e Rebecca e tra Sarah e Luc, la nuova carriera politica di Kitty, e la presunta storia d’amore di Saul - lasciano ben sperare. Con Un anno difficile, Brothers & Sisters torna finalmente a essere un family drama, riconquistando quella coralità e quel dramma semplice e sincero persi negli ultimi anni.

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