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The Witcher: Le nostre interviste alla showrunner Lauren Schmidt Hissrich e alle protagoniste Anya Chalotra e Freya Allan

In occasione dello scorso Lucca Comics & Games abbiamo avuto il piacere di incontrare i volti femminili della nuova attesissima serie Netflix, disponibile dal 20 dicembre.

The Witcher: Le nostre interviste alla showrunner Lauren Schmidt Hissrich e alle protagoniste Anya Chalotra e Freya Allan

A Lucca Comics & Games, lo scorso novembre, grazie a Netflix abbiamo avuto la possibilità di incontrare, in conferenza stampa prima e in una roundtable più ridotta poi, la showrunner e sceneggiatrice Lauren Schmidt Hissrich e le giovanissime protagoniste femminili Freya Allan (Ciri) e Anya Chalotra (Yennefer), della serie The Witcher, una delle più attese di questa stagione, che debutterà sulla piattaforma il 20 dicembre. Anche se Henry Cavill, che interpreta Geralt di Rivia, era assente, gli spunti di discussione sono stati parecchi. Come tutti ormai sappiamo, la serie prende spunto dai racconti (e non dai sucessivi videogame) di Andrzej Sapkowski, creatore della saga, e la prima stagione si compone di 10 episodi, quattro (tra cui il primo) diretti da Alik Sakharov (regista anche de Il Trono di spade e di House of Cards) e due ciascuno da Alex Garcia Lopez, Charlotte Brändström e Marc Jobst. È stato molto interessante incontrarle e ascoltare l'energica e decisa showrunner rivelare il procedimento di traduzione per il medium televisivo di questa amatissima saga fantasy dark e adulta e in cosa si differenzia da quelle arrivate finora al cinema o in tv. Le protagoniste, entrambe inglesi e finora relativamente sconosciute, non sono state da meno nel raccontare l'attrazione per i temi esplorati nella serie. A chi chiedeva quali fossero  i cambiamenti maggiori operati nel passaggio dalla pagina scritta allo schermo, Lauren Schmidt ha risposto:

"Sono sempre stata una fan dei libri, che avevo letto un anno prima di essere contattata da Netflix. Sono circa 4,000 pagine di materiale e ho dovuto scegliere come introdurre i personaggi e legare insieme le storie. Il cambiamento più grande che ho introdotto è stato presentare Yennefer e Ciri prima di quanto capiti nei libri. Se avessi voluto essere fedele alla narrazione, Ciri sarebbe entrata solo nella terza stagione, invece io volevo che queste donne fossero già complete e articolate quando incontrano Geralt per la prima volta".

Se conoscete già il Continente, lo strigo Geralt di Rivia, la principessa Ciri, la maga Yennefer e i mostri che popolano questo affascinante mondo, sappiate che li ritroverete tutti, ma che, al di là di quello, ci saranno tutti i temi a cui l'autore della saga tiene particolarmente, tra cui quello dei rapporti tra i protagonisti:

Posso rassicurare i fan dei libri e anche quelli che si avvicineranno a questa storia per la prima volta, sul fatto che rimane moltissimo del contenuto originale. Sapkowski mi ha detto ciò che era importante per lui che fosse anche nella serie, cioè il fatto che si parla di tre orfani che si trovano, trovando un proprio posto nel mondo. Tutti e tre si considerano degli outsider, sono convinti di non aver bisogno di nessuno ma il destino li farà incontrare e dimostrerà che le cose stanno diversamente. Inoltre c'è anche un aspetto politico, nel senso che sicuramente si parlerà anche di sessismo, xenofobia e razzismo, di cosa significhi essere o sentirsi diversi, ma dentro ci sono anche molti mostri, magia e avventure. Se togliamo tutto il resto - continua Lauren - lo show è incentrato sulle relazioni tra i personaggi. Fin dall'inizio ho descritto la storia come quella di una famiglia distrutta che si trova e man mano che la serie va avanti esploreremo questo aspetto. Si parla di relazioni genitoriali, del rapporto con la famiglia di origine, come questo crei la propria personalità e di come a volte ci si debba allontanare da quella famiglia e imparare chi siamo facendo le nostre esperienze

A una domanda sul fatto che con The Witcher le donne si riapproprino di un ruolo importante, Schmidt risponde di non essere esattamente d'accordo, perché il fantasy è in realtà un genere inclusivo:

Direi soltanto che vogliamo che le donne facciano parte del fantasy così come vogliamo che ci siano gli uomini, è un mondo a cui tutti possono appartenere ed è la cosa migliore del genere, il fatto che ci sia posto per tutti al suo interno. Nei libri ci sono esempi di sessismo, ma non è un tema con cui mi identifico perché non è qualcosa con cui ho a che fare spesso, però posso identificarmi con la sensazione di essere sradicata o col bisogno di uscire dalla mia comfort zone, quelle sono le cose che mi interessano e credo che il rapporto di chiunque con The Witcher e col fantasy in genere non dipenda dal fatto di essere un uomo o una donna ma dalla diversa esperienza individuale e da cosa se ne trae. Gli attori - aggiunge Anya Chalotra - interpretano un personaggio in base a com'è scritto. Nei libri le donne sono già forti, Yennefer è un personaggio forte, perché è indipendente e non ne è per nulla dispiaciuta e questo è qualcosa in cui credo che come donne in questo periodo possiamo identificarci, anche se personalmente io, come Anya, tendo a scusarmi sempre, per cui è stato molto bello esercitarmi a non farlo col mio personaggio.

Per chi non conosce le storie dei libri, ecco come le attrici ci hanno presentato i loro personaggi:

Yennifer è una strega e sappiamo che è ostinata, la incontriamo a 14 anni nella serie e vediamo come si trasforma, esploriamo la complessa relazione che ha con Geralt, il suo potere e cosa significa per lei.  È una donna forte, ha un gran cuore e non accetta "no" come risposta. Ciri è la principessa di Sintra, è vissuta in una specie di bolla fino al momento in cui la incontriamo, è stata molto protetta dal mondo esterno e dai suoi pericoli. Ha un carattere molto curioso e fa un sacco di domande e probabilmente è per quello che chi le è vicino tende a proteggerla. È anche molto ostinata e vivace, all'inizio la vediamo mentre si scontra con la realtà violenta che finora le è stata risparmiata e vediamo il suo lato vulnerabile, ma scopriremo anche la sua determinazione, la sua convinzione, la sua capacità di adattarsi e imparare dalle situazioni.

Quale è stato il personaggio più difficile da scrivere per lo schermo? Lauren risponde:

"Geralt e Ciri sono stati i più difficili perché volevo conoscerli in tutti i loro aspetti. Il rapporto tra uno sceneggiatore e il personaggio è molto interessante. Per scriverlo devo averlo in testa e anche se nascono da un autore di talento devo avere la libertà e la capacità di esplorarli per conto mio. Questa è una delle cose che preferisco del lavorare in televisione, il fatto che nessun personaggio è mio ma è nostro, e i personaggi sono costruiti dalla base in su a partire dalla interazione tra chi lo scrive e chi lo interpreta. Per me sono stati loro i più difficili perché sono riuscita a conoscerli al meglio e poi ho dovuto lasciarli andare".

Nel caso specifico, cosa distingue, visivamente, The Witcher da tutte le serie fantasy che vediamo o abbiamo visto?

Penso che sia un processo molto naturale, il mondo è un posto enorme e ovviamente anche il Continente lo è, non esiste nel nostro tempo e nel nostro spazio, quindi abbiamo scatenato la nostra immaginazione. Sono una grande fan de Il Trono di spade e amo anche Carnival Row e una delle cose che preferisco è la loro bellezza unica. Noi abbiamo attinto parecchio dal folclore slavo che è una cosa che in televisione non si è mai vista. Il nostro scenografo, Andrew Laws, è straordinario e aveva letto tutti i libri di cui è un grande fan e a cui tornava sempre per prendere l'ispirazione per i luoghi, però, essendo un grande viaggiatore ha anche attinto dalle sue esperienze. Spesso viene da me e mi mostra delle immagini e magari mi chiede, "so che hai scritto questo pensando a una foresta, ma non hai mai pensato che potrebbero essere alle pendici di una montagna?". E magari cambiamo ambientazione. Il segreto è lasciare che la tua mente sia libera di viaggiare e non aver paura di cambiare. Questa è una cosa che riscontro in tutti i reparti sul set - le fa eco Anya Chalotra – ad esempio i costumi creati da Tim Aslan sono fantastici perché lui spinge la sua immaginazione al limite, pur partendo dalle istruzioni che ha ricevuto.

Le due attrici hanno poi raccontato le principali difficoltà incontrate in questa nuova esperienza:

Se ci sono stati momenti particolarmente difficili? Certo, tutto quanto! - dice Anya ridendo - Le riprese sono durate 8 mesi ed è un periodo di tempo durante il quale tutto si fa più intenso e vivendo tutti i giorni col personaggio diventa quasi una seconda natura. Quello con Yennefer, che nella serie vediamo dai 14 ai 70 anni, è stato un viaggio emotivo molto forte. Attraverso le sue esperienze di vita devi sentire le emozioni complesse che lei prova.  Dirò solo che è stata la sfida più dura ed eccitante della mia carriera perché non avevo mai fatto niente del genere prima, ho lottato per conferire verità a Yennefer fin dall'inizio. Ma una grossa sfida è stata anche la vita su un set di questa portata e in una produzione così grossa con tutto quello che comporta. Per me - sostiene invece Freya - non è stato difficile entrare in relazione con Ciri. Ovviamente non sono una principessa e non vivo in un castello e ci sono anche altre differenze, ma in lei c'è molto che mi assomiglia. Credo che la cosa difficile sia stata interpretare un personaggio così giovane, che ha vissuto totalmente protetta ed è stata tenuta lontana da tutto per tutta la sua vita, una diciassettenne che ha fatto così poche esperienze e non ha avuto una vita molto difficile ed è come se stesse costruendo adesso la sua personalità adulta. Per un attore questo significa fare l'esperienza di crescere col personaggio. Lei intraprende questo viaggio di conoscenza e crescita e impara tantissimo, Dall'ingenuità iniziale fa esperienza e cresce e perciò posso quasi fare un parallelo con la mia vita perché io come lei ho conosciuto questo ambiente completamente nuovo grazie a questo ruolo in una serie così grossa, da ultima arrivata. Perciò mi è sembrato di fare un'esperienza simile e non mi è stato così difficile capirla, anche perché abbiamo delle caratteristiche simili, come mi sono resa conto fin dal primo provino.

Sperando di avervi incuriosito abbastanza, vi ricordiamo che l'attesa è quasi finita e che l'appuntamento col mondo di The Witcher e con i suoi protagonisti è dietro l'angolo: venerdì 20 dicembre in streaming su Netflix.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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