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The Regime da oggi su Sky e NOW: Kate Winslet cancelliera paranoica e instabile di un'immaginaria autocrazia europea

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La nuova miniserie di HBO è in onda in Italia su Sky e in streaming su NOW, ogni lunedì con un nuovo episodio.

The Regime da oggi su Sky e NOW: Kate Winslet cancelliera paranoica e instabile di un'immaginaria autocrazia europea

Dopo i successi di critica e pubblico di Mildred Pierce e Omicidio a Easttown, Kate Winslet torna in una miniserie HBO intitolata The Regime, satira (fanta)politica che vede Will Tracy (Succession) come creatore e showrunner. Si tratta di un progetto dal tono decisamente differente rispetto ai due precedenti, in quanto mescola commedia nera e riflessione maggiormente seria sullo stato sociale e politico del "Vecchio Continente", esplorando in modo particolare il suo rapporto spesso contraddittorio con le super-potenze mondiali ad Ovest ed Est dello stesso. Uno show dunque che intende mescolare passato e presente, realismo e distopia, soprattutto toni e ritmi della narrazione. Ad organizzare un tale pamphlet è stato chiamato tra gli altri anche un regista poliedrico quale il britannico Stephen Frears, mentre nel cast internazionale figurano nomi di spicco come Matthias Schoenaerts (Un sapore di ruggine e ossa), Andrea Riseborough (Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)), Martha Plimpton (Aiutami Hope!) e Hugh Grant, il quale ritorna in una produzione HBO dopo aver recentemente realizzato The Undoing.

The Regime: Di cosa parla la miniserie con Kate Winslet?

La storia principale di The Regime, in onda in Italia su Sky Atlantic e disponibile in streaming su NOW da oggi ogni lunedì con un nuovo episodio, è ambientata in un fantomatico stato del Centro Europa - la miniserie è stata girata principalmente in Austria e Liechtenstein, nel Liechtenstein Garden Palace, tanto per dare un referente visivo ai lettori - e vede il cancelliere Elena Vernham (Winslet) tenere in pugno il Paese con autorità vicina a quella di un dittatore. La politica internazionale sta però soffrendo qualche colpo a vuoto a causa delle relazioni non sempre amichevoli con gli Stati Uniti. La Vernham vive poi in uno stato di perenne ipocondria, il che non aiuta il suo stato psicofisico né tantomeno il Paese. Quando il militare dal passato sanguinoso Herbert Zubak (Schoenaerts) viene assunto come guardia del corpo personale del Cancelliere, l'influenza dell'uomo autoritario mette in moto un processo di "rinascita" fisica e psicologica nella donna, la quale sembra definitivamente scrollarsi di dosso le proprie paure e indecisioni per impugnare la spada del nazionalismo maggiormente oltranzista...

Kate Winslet non delude mai, e non è la sola

Trovare la necessaria coesione interna per uno show che vuole coniugare molteplici e disparate influenze non era certo impresa facilissima, tanto che The Regime a conti fatti trova il suo principale punto di forza proprio in un personale equilibrio instabile che sviluppa fin dal primo episodio. Il sapore acidognolo della commedia satirica pervade le situazioni e la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo quello della protagonista e dello staff di politicanti che gli ronzano intorno, mentre il resto delle figure in scena vengono improntate verso un registro maggiormente realistico, se non addirittura drammatico.

Il contrasto che sprigiona maggiore energia si rivela però quello tra la storia e la messa in scena, la quale mostra con raffinatezza e enorme senso dello spettacolo le magnifiche cornici scenografiche dell'antico palazzo in cui The Regime è in pratica totalmente ambientata. Soprattutto nei primi episodi diretti da Stephen Frears questo continuo giocare con gli scarti, con lo stridore tra il tono caustico e la forza della visione, produce un effetto che cattura decisamente l'attenzione dello spettatore, lo irretisce nel tentare di definire personaggi che invece si sviluppano soprattutto grazie alle rispettive "zone grigie". A dare loro corposità e sfaccettature troviamo poi un gruppo di attori come sempre efficaci: Kate Winslet lavora sulla mimica della Vernham con un lieve ma notevole senso del grottesco. Schoenaerts adopera come sempre la propria, evidente presenza scenica per costruire un coprotagonista terrificante quanto dilaniato. La migliore in scena risulta però a nostro avviso una Andrea Riseborough precisa e pienamente consapevole del proprio personaggio, sviluppato con una ristrettezza di mezzi e un linguaggio fisico trattenuto che lo rendono insieme realista e stilizzato. È senza alcun dubbio il cast di attori il motivo principale per vedere The Regime, miniserie che in qualche momento sembra addirittura volare troppo alto per poter essere "gustata" senza uno sforzo intellettuale. Il che non è certamente un demerito, tutt'altro.

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