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Terra Nova: Ambiziose solo le intenzioni

Descritto come il progetto più ambizioso di tutti i tempi, il dino-drama Terra Nova ci lascia con qualche perplessità. Merita una seconda stagione?

Terra Nova: Ambiziose solo le intenzioni

Le serie tv che beneficiano di un lancio promozionale fortissimo, sempre più spesso tradiscono puntualmente le aspettative del pubblico. Negli ultimi due anni, tra un rinvio e l’altro, FOX ci ha parlato di Terra Nova - la serie tv con i dinosauri prodotta da “sua maestà” Steven Spielberg - come uno dei progetti più ambiziosi di sempre, se non altro per l’ingente investimento che ha richiesto, soprattutto l’episodio pilota. Eccetto quest’ultimo, però, ci siamo trovati di fronte una prima stagione lontana dalle promesse iniziali, che ha sofferto di sbalzi qualitativi continui e in certi casi imbarazzanti. Questo non può essere facilmente perdonato, ancora di più a uno show che le dichiarazioni dei produttori e i trailer costruiti ad arte avevano reso uno dei più attesi di questa stagione televisiva. Nel giorno in cui Terra Nova termina (forse definitivamente) il suo viaggio su Fox, alle ore 21:00 con gli ultimi due episodi della stagione, ci sembra dunque interessante trarre le somme di quanto abbiamo visto finora, per capire quali sono stati i punti di forza sfruttati poco e quali invece sono stati sfruttati male. In queste ore, infatti, lo show è al centro di una delicata trattativa che ne stabilirà il destino: FOX sta decidendo se i coloni di Terra Nova meritano un’altra opportunità oppure finiranno nelle fauci di un tirannosauro.

Una parte di coloro che si sono avvicinati a Terra Nova incuriositi dalle sue premesse hanno abbandonato lo show qualche episodio più tardi, dopo averlo ribattezzato “Terra Noia”. C’era e ci sarebbe ancora del potenziale nella storia di un gruppo di persone che intraprendono un viaggio pericoloso indietro nel tempo per scongiurare la distruzione del pianeta e l’estinzione della razza umana a causa del sovrappopolamento, dell’inquinamento e della scarsità di risorse. Ci era stato detto che la Terra di 85 milioni di anni fa è un luogo pieno di minacce, incarnate non solo nelle creature che la abitano ma anche in entità meno appariscenti. Niente di tutto questo, però, si è concretato nelle undici ore viste finora: i coloni non hanno fatto nulla per salvare i loro compagni nel 2149; i dinosauri non sono stati mai una vera minaccia; né i Sixers (i ribelli nascosti nella giungla) hanno fatto qualcosa di concreto per compromettere la missione. Piuttosto, ci è stato proposto un paese delle meraviglie dove tutto è bene quel che finisce bene. Ogni parvenza di tradimento alle leggi del governo e conflittualità all’interno del clan Shannon - una delle famiglie stranamente più felici mai viste in tv - si è risolto nel giro di qualche minuto. Il distacco iniziale tra Jim (Jason O'Mara) e il figlio Josh (Landon Liboiron) non si è rinnovato neppure quando quest’ultimo ha tradito tutti vendendosi al nemico in nome dell’amore. E Mira (Christine Adams), che sarebbe potuta essere una valida e carismatica nemesi del comandante Taylor (Stephen Lang), non ha scatenato alcuna guerra, piuttosto, ha subìto le imposizioni di Terra Nova, persino quando quest’ultima ha preso in ostaggio una delle loro spie, un’innocente bambina.

Lo scarso conflitto tra i personaggi e l’andatura della serie simile a quella di un procedurale, sono aspetti venuti leggermente meno nella parte finale della stagione, quando ci è stata svelata finalmente l’identità della talpa e il figlio di Taylor, Lucas, ha messo in atto il suo piano: invertire il portale offrendo ai coloni l’opportunità di lasciare il passato. Non sappiamo quanto un avvenimento simile sarà realmente critico per Terra Nova, ma possiamo immaginarlo. Sia, ad esempio, dal punto di vista di Taylor, il quale, pur essendo un ottimo leader, si è dimostrato più enigmatico e protettivo verso i suoi scheletri nell’armadio di Jim, al contrario un ranger poco convincente che non rende giustizia alla crescita professionale di O'Mara. Sia dal punto di vista, sempre ad esempio, di un dinosauro: con un po’ di fantasia, possiamo provare a immaginare cosa accadrebbe se uno di loro lasciasse il cretaceo. La realtà, però, è che Terra Nova è tutt’altro che la versione per il piccolo schermo di Jurassic Park. Un’altra delle cose che si erano state garantite è che avremmo visto almeno un dinosauro in ogni episodio. Tecnicamente, i produttori hanno mantenuto la promessa. Concretamente, invece, è come se non l’avessero fatto, perché i dinosauri sono stati solo un contorno della portata principale. La colonia non è in costante pericolo, ma è protetta da una barriera facilmente valicabile da un umano ma non da una gigantesca e fortissima creatura assetata di sangue. Spielberg ha insistito per limitare i massacri ma questo, lo conferma il finale di stagione, non è una scelta accettabile in uno show che come pochi altri può facilmente ricorrere a comprimari di un certo calibro. Inoltre, la computer grafica - non perfetta ma soddisfacente per uno show televisivo - ha dimostrato nel pilota che si può fare meglio della scena in cui Jim e Taylor vanno a pesca insieme o quella in cui uno stormo di pterosauri si abbatte sulla colonia senza lasciare il minimo segno del suo passaggio.

L’apertura del portale e l’arrivo di un nuovo pellegrinaggio offrono agli autori l’opportunità di rendere più sostanziose le storie e i trascorsi personali di questi personaggi e di quelli nuovi che potrebbero affiancarli. Se ci fossero i presupposti (e in tal senso le notizie sono cautamente confortanti), è ovvio che sarebbe preferibile e costruttivo andare avanti. Il finale aperto del doppio episodio conclusivo fa la sua parte, ma è necessario che lo facciano anche tutti gli altri. L’idea di concludere i misteri nell’arco di pochi episodi è utile per mantenere vivo l’interesse del pubblico, ma è capitato di assistere a cambiamenti di comportamento repentini e poco credibili (uno su tutti quello di Skye). Le storie verticali sarebbero state più appassionanti se avessero avuto delle ripercussioni anche sulla trama principale. Invece, ci siamo trovati di fronte guest star come il Dott. Horton apparentemente più pericolose di nemici come Mira e Lucas. Bisognerebbe inoltre abbattere almeno metaforicamente le barriere di Terra Nova e cominciare a esplorare l’immenso mondo che la circonda, mettendo i suoi abitanti (come Maddy, che qualcuno voleva addirittura divorata al più presto) in situazioni meno comuni. Perché non si può tornare all’era dei dinosauri e fare i conti, ancora una volta, con omicidi da risolve ed epidemie virali da scongiurare. Non è questo ciò che il pubblico si aspettava e ciò che lo incoraggerebbe a tornare in occasione della stagione 2.

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