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Si alza il sipario su Smash

Debutta in Italia l'ambiziosa produzione di Steven Spielberg. Star di nasce o si diventa? La risposta è in questo concentrato di talenti ed esibizioni mozzafiato, in onda su Mya.

Si alza il sipario su Smash

Sono trascorse poche ore da quando le luci si sono accese su un enorme magazzino da qualche parte a Brooklyn, dove sono in corso le riprese della serie drammatica più ambiziosa di questa stagione, Smash, incentrata sulla realizzazione di un musical di Broadway basato sulla vita di Merilyn Monroe. Come qualunque critico americano si è precipitato nel dire, NBC non avrebbe potuto mettere insieme una squadra migliore. Prodotta da Steven Spielberg, creata dalla nominata all’Emmy Theresa Rebeck (NYPD Blue), infarcita con le musiche dei vincitori del Tony per Hairspray Marc Shaiman e Scott Wittman, e con un cast così ben assortito da far pensare di trovarsi sul via cavo, Smash debutta ora anche in Italia, dal 19 febbraio su Mya, ogni domenica alle ore 21:15 - il primo episodio sarà offerto gratuitamente a tutti i telespettatori sul canale 309 (Premium Anteprima) del Digitale Terrestre, e da lunedì 20 per un periodo limitato su Premium Play, l'innovativo servizio on demand disponibile su PC, decoder e Xbox Live. Prima mano vincente in una delle stagioni più difficili di sempre per NBC - la premiere ha attirato 11.5 milioni di telespettatori in America - Smash è come la versione per un pubblico adulto di Glee, come se una Rachel Berry cresciuta arrivasse nella Grande Mela in cerca di fama. Bob Greenblatt, presidente della NBC, ha raccontato qualche giorno fa a TV Guide che “tre anni fa, tutti pensavano che mandare in onda una serie come Glee fosse da pazzi, inclusi noi”. Greenblatt, che per primo ereditò l’idea iniziale di Spielberg per trarne una versione “più dark” rispetto a quella finale mentre era a capo di Showtime, è grato alla FOX per aver “gettato con la sua hit le basi per il genere musical in tv”, ma precisa che Smash è distante da qualunque paragone. “Ci accomunano perché siamo gli unici due musical, ma siamo molto diversi”, ha detto.

Una delle principali preoccupazioni dei produttori è stato creare una serie che potesse piacere al telespettatore medio. “Se ami il teatro, amerai la serie”, ha detto il produttore esecutivo Neil Meron (premio Oscar per Chicago). “Se il teatro non vi interessa... beh, le vite di questi personaggi sono come quelle di tutti gli altri, quindi avremo a che fare con i loro genitori, fidanzati, fidanzate, le loro famiglie”. Aggiunge Rebeck: “E’ soprattutto la storia di questi personaggi”, con “momenti soap” in abbondanza. “E’ molto simile a Upstairs, Downstairs [serie tv del 1971], solo che invece di un palazzo c’è un teatro”. Il tema centrale sarà arricchito con numerosi colpi di scena affascinanti: oltre alla battaglia per il ruolo di Marilyn, ci saranno un tradimento, una dipendenza, un difficile divorzio, triangoli amorosi, canzoni originali, un cameo di Ryan Tedder (One Republic), e le guest star Nick Jonas e Uma Thurman. A tutto questo, naturalmente, va aggiunto un cast di straordinario talento - star pluripremiate della tv e di Broadway - alle prese con canti e coreografie mozzafiato. “Appena terminai di leggere il pilota, telefonai al mio agente per dirgli che dovevo farne parte”, ha raccontato Debra Messing, la cui tormentata cantautrice, Julia Houston, sta affrontando tre sfide contemporaneamente: la creazione di un nuovo musical, una pratica di adozione con il marito frustrato (interpretato da Brian D’Arcy James), e il ritorno del suo ex amante (Will Chase), al quale è stato affidato il ruolo di Joe DiMaggio. “Amo il mio personaggio. Amo il suo mondo”, ha aggiunto Messing. “E poi, farlo a New York? E’ girata così bene da sembrare una lettera d’amore alla città”.

Nella serie recita anche Christian Borle (Legally Blonde: The Musical), il cui fascino come partner sardonico di Julia, Tom Levitt, potrebbe riempire un teatro di Broadway. Per l’attore uno degli aspetti più entusiasmanti è assumersi il rischio di presentare al pubblico un genere poco esplorato in tv. “Lo stile glamour, le numerose esibizioni, il modo in cui la serie mostra tutto quello che avviene nel backstage”, ha spiegato a TV Guide. “E’ stato come, ‘Accidenti, non sembra di leggere uno show televisivo’... in senso buono”, gli ha fatto eco Jack Davenport, interprete di Derek Wills, un regista bastardo che nelle prime scene si trastulla con una delle sue star. “Le sceneggiature sono fantastiche”. I dialoghi di Rebeck hanno incoraggiato anche il premio Oscar Anjelica Huston (L’onore dei Prizzi) a firmare per la prima volta in assoluto per un ruolo regolare in una serie tv. “La qualità del materiale, è Theresa la responsabile”, ha detto Huston, mentre le sistemano il trucco tra una scena e l’atra nei panni della produttrice e presto divorziata Eileen Rand. “Lavorare in una serie, in particolare in una ben scritta come questa, è fantastico”, ha detto con un’espressione entusiasta. “Si riesce davvero a sviluppare il personaggio”. Eileen svilupperà anche un’intesa con Thorsten Kaye de La valle dei pini quando lui entrerà nella sua vita come il barista che l’aiuterà ad affogare i suoi dispiaceri.

Il cast di Smash è stato benedetto anche con il talento della veterana Megan Hilty (Wicked) e quello di Katharine McPhee, concorrente della quinta stagione di American Idol, scelta da Spielberg in persona. “Penso l’abbia vista in un film. Ha detto: ‘Pensiamo a Kat McPhee per questo ruolo’”, ha raccontato Greenblatt. Meglio conosciuta come cantante, McPhee interpreta Karen Cartwright, un’esordiente già ansiosa di mettere al loro posto i suoi avversari. “Lo so, è stato come ‘Cosa? Steven Spielberg l’ha lanciata come attrice?’”, ha raccontato la brunetta ridendo, prima di aggiungere che i precedenti tentativi post-Idol di trovare lavoro (La coniglietta di casa, un ruolo da guest star in Community) gli hanno fatto capire quanto può essere frustrante partecipare a decine di audizioni, arrivare molto vicini a ottenere la parte, competere con due, tre o cinque ragazze e non sempre avere la meglio perché non si ha un curriculum abbastanza importante. “E’ realmente la storia della mia vita, l’ho vissuto in prima persona ed è ciò di cui ci occupiamo ogni giorno nello show”, ha detto. Allo stesso modo, Hilty ha spiegato che Ivy Lynn, la rivale di Karen stanca di essere solo una corista, è un personaggio familiare per lei. “Ho studiato nei panni di questo personaggio, ho interpretato piccoli ruoli teatrali nei panni di questo personaggio, tutto di questo personaggio mi appartiene. E’ troppo bello per essere vero. Amo così tanto poter recitare in una serie tv che parla del mio mondo. Volevo assolutamente farne parte”. E Hilty non solo ha ottenuto il ruolo, avrà Bernadette Peters nei panni di sua madre, la quale le farà visita a metà stagione, trascinandola in una spirale discendente.

“Sono due donne diverse in ogni modo possibile e immaginabile, costrette a stare insieme costantemente in situazioni molto scomode”, ha continuato Hilty. “Questo rende la serie molto autentica”. Un esempio sono le complesse esibizioni per le quali le due competono e alle quali si prestano in ogni episodio. Alcune sono delle prove, hanno a che fare con la preparazione dello spettacolo, altre prendono vita solo nella loro fantasia. Uno spettacolo nello spettacolo che rischia già di valicare i confini del piccolo schermo. “Se, dopo la prima stagione, questo spettacolo su Marilyn si rivelerà fantastico, potremmo portarlo davvero a Broadway”, ha provato a immaginare il produttore esecutivo Craig Zadan. “Marc Shaiman e Scott Wittman scriveranno altre canzoni, Theresa Rebeck curerà i testi... e Neil e io lo produrremo con Spielberg e la DreamWorks. Avremmo uno spettacolo a Broadway”. E potrebbe anche avere successo visti gli incassi che Glee porta a casa ogni anno con i suoi tour estivi.

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