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Ridere fa parte della cura

Laura Linney di The Big C racconta perché la serie che quasi sicuramente le farà vincere l'Emmy l'ha affascinata al punto da convincerla a interpretare una donna malata di cancro.

Ridere fa parte della cura

Durante la sua crescita, Laura Linney ha trascorso molte ore felici realizzando delle scatole come quelle di Joseph Cornell - assemblaggi di oggetti che rappresentavano un’idea, una fantasia o una persona. “Ho avuto difficoltà di apprendimento, e non riuscivo a esprimermi nella scrittura”, racconta l’attrice al Guardian. “Così, quando gli insegnanti mi chiedevano di scrivere un tema, cercavo un’altra strada per farlo. Per Tom Sawyer, creai una scultura basata su tutto quello che ci sarebbe potuto essere nelle tasche di Tom Sawyer, poi ne feci un’altra per la storia di Anastasia. Erano gli anni ’60, questo mi ha permesso di farla franca”. Kira Cochrane le chiede cosa conterrebbe una scatola di Cornell incentrata su Cathy Jamison, il personaggio che Linney interpreta nella serie The Big C - in onda dal 21 giugno alle ore 22:45 su FoxLife. Cathy è un’insegnante di Minneapolis la cui faticosa vita prende una direzione inaspettata quando le è diagnosticato un cancro avanzato alla pelle. I primi minuti mostrano una donna alle prese con alcune decisioni difficili: rifiutare un trattamento pesante che potrebbe allungarle la vita di un po’; fare la ruota nei corridoi della scuola; non parlare della diagnosi alla famiglia; civettare con il suo dottore tenendo l’immaturo marito a distanza, anche nella speranza di correggere il comportamento del figlio adolescente, prima che sia troppo tardi. La disperazione, poi, cede il passo all’euforia. Ispirata da alcuni ricordi d’infanzia, decide di costruire una piscina - nonostante il suo giardino sia troppo, troppo piccolo per contenerne una.

Linney fa una pausa, pensando alla domanda. Un silenzio molto lungo, dopo il quale racconta: “Ci sarebbe sicuramente la foto di un tuffo ad angelo. E un grande cielo blu. C’è qualcosa di molto simbolico nelle immersioni, ho visto più e più volte i nastri di molte immersioni di Greg Louganis [leggenda olimpionica statunitense], mentre mi preparavo per il ruolo. Ho avuto le foto di alcuni sub un po’ dappertutto; foto sul nuoto, sulla bellezza del nuoto, del tuffo e del momento in cui si resta sospesi prima d’iniziare a cadere, fino a quando si tocca finalmente l’acqua”. Nell’intervista, che affronta per forza di cose temi come il cancro, la malattia e la morte, si avverte un certo nervosismo da parte della Linney per un triste motivo. Suo padre, l’acclamato drammaturgo di off-Broadway Romolo Linney, è morto pochi mesi fa di cancro ai polmoni, all’età di 80 anni. I due erano molto uniti. Lui e sua madre, infermiera in un reparto oncologico, divorziarono quando Linney aveva sei mesi, ma vivevano tutti a Manthattan, e il suo legame con lui divenne ancora più profondo quando cominciò a studiare recitazione al college, nonostante potevano sentirsi solo attraverso il telefono.

Linney è un animale da palcoscenico. E’ cresciuta aspettando di avere un ingaggio nella compagnia teatrale regionale, ha trascorso otto anni sul palco durante il college, ha dato al suo cane il nome dell’attrice italiana Eleanora Duse, e una volta disse che la professione del padre le aveva fatto capire che, quando tornava dal teatro, si sentiva come “un piccione viaggiatore che tornava a casa”. Tutta la sua vita era lì. Linney parlò della morte del padre ai Golden Globe, dove vinse un premio per la sua interpretazione di Cathy. Quando le chiedono cosa l’ha attratta del ruolo, dice che “affronta argomenti che la fanno riflettere e dai quali è ossessionata”, compreso il tempo, la vita e la vecchiaia. Dice che una comedy sul cancro sembrava una missione fallimentare, e invece ha scoperto un modo terapeutico di affrontare l’argomento, capace di avvicinare le persone alla storia o spingerle via”.

Va detto che nello show la comicità è molto sottile, non è una sitcom con le risate di sottofondo. Parte dell’ironia arriva dall’improvvisa e decisa scelta di Cathy di abbracciare la vita, e dagli altri modi in cui reagisce allo shock e al disagio. Uno stile che spezza la tensione quando, ad esempio, Cathy racconta alla sua studentessa, interpretata da Gabourey Sidibe, star di Precious, “Si può essere grassi e gioviali, o una stronza magra. Tocca a te deciderlo”. O quando dà della “testa di cazzo” alla sua vicina di casa. O ancora quando risponde al tentativo del figlio di spaventarla fingendo di essersi tagliato un dito mentre affetta le verdure, facendosi trovare distesa nella vasca da bagno in una pozza di sangue, apparentemente incosciente. Un altro aspetto della serie che l’ha convinta è che la “comicità diventa un modo in cui affrontare ciò che ti schiaccia e ti minaccia: è un modo per sopravvivere e avvicinarsi alla verità. Sentivo che la serie avrebbe potuto affrontare altre problematiche oltre al cancro, come la morte. Con questo voglio dire: lei pronuncia la parola silenziosamente, ‘morte’. Ma è lì che arriveremo tutti, volenti o nolenti. E’ un’esperienza che ci accomuna, non importa di che razza sei, il paese in cui vivi, il tuo credo religioso. Questa è l’unica cosa che condividiamo tutti”.

Negli Stati Uniti, mentre la performance della Linney è stata universalmente lodata, le reazioni allo show sono state varie. Ci sono stati quelli che sono andati dietro le quinte per congratularsi con lei per The Big C durante i suoi spettacoli a Broadway. “Sono molto felice per tutta questa gratitudine da parte delle persone che hanno a che fare con il cancro. E’ stato davvero bello”, dice con trasporto. Ma lo show ha affrontato anche delle critiche. Ci sono stati quelli che non l’hanno reputato abbastanza divertente, sostenendo che non è così dark, che non è molto profonda. Le reazioni più viscerali sono state riservate alla decisione del suo personaggio di non parlare alla famiglia della sua diagnosi. “Alcune persone l’hanno presa molto sul personale”, dice Linney. “Mi ha sorpreso. Se fosse successo a un uomo, se avesse avuto il cancro e non ne avesse parlato, mi chiedo se avrebbero reagito in maniera altrettanto forte. Non pensate che sia una cosa sessista? Il fatto che questa moglie e madre non riesca a raccontarlo alla sua famiglia dovrebbe coinvolgerli in un altro modo. Ma forse hanno ragione. Si saranno chiesti: cosa ne è della responsabilità? Che cosa sta facendo?”.

La carriera della Linney è ricca di personaggi complicati e Cathy non è da meno. Ha compiuto 47 anni e molti le chiedono spesso se gli anni che aumentano sono proporzionali alla bellezza dei suoi ruoli. Lei però la trova una domanda offensiva, e non a causa della sua età, ma per il modo in cui le persone sono trattate quando invecchiano, in particolare a Hollywood. “Trovo tutto questo disprezzo per la vecchiaia folle”, dice. “Non c’è alcun rispetto verso un tale privilegio. Per una comunità, per un paese, per il mondo, sono uno spreco di tempo e questo è davvero malsano. Quando me lo chiedono, mi sento profondamente offesa per quelle persone che non hanno avuto una vita lunga e piena. Ho sentito qualcuno lamentarsi della vecchiaia e mi sono sentita quasi violentata. Non ho voglia di trascorrere la mia vita fingendo di avere 40 anni, e poi di colpo realizzare di averne 50. Mi perderei un intero decennio! Penso che ogni età sia dannatamente interessante. Spero di essere in grado di accettare il tempo che mi è stato concesso e goderne. La gente ha bisogno di fermarsi è realizzare: è un dono”.

Per continuare ad approfondire l’argomento, visitate questa pagina per consultare la nostra recensione all’episodio pilota.

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