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Non doveva andare così

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Quanti finali ci hanno fatto esclamare “Non doveva andare così?”. Certe volte le serie tv sono cancellate assai prematuramente. Altre serie tv, invece, tirano troppo la corda.

Non doveva andare così

Non è raro che anche le migliori serie tv appendano la sceneggiatura al chiodo. Alcune lo fanno troppo velocemente, il più delle volte a causa del crollo dei rating. Altre, invece, restano in onda più del necessario, perdendo spesso freschezza e godibilità. L’ultima, poi, è stata una stagione particolarmente insopportabile per gli appassionati delle serie tv, con molti (troppi!) titoli importanti che hanno chiuso i battenti lasciando il loro pubblico con un gusto amaro in bocca. Entertainment Weekly ha stilato una lista delle serie tv che più di altre continueranno a far parlare di loro per quei finali e quelle scelte creative così discutibili da far pronunciare frasi del tipo “Non doveva andare così”. Scopriamone insieme i passaggi più interessanti!

Heroes
Il finale perfetto: Plebiscito, il penultimo episodio della prima stagione di Heroes, termina con il malvagio Sylar che da un cornicione si affaccia su New York, mentre mette alla prova il potere della radioattività appena acquisito. Con un ghigno che lascia presagire l’avvicinarsi del suo trionfo, Sylar pronuncia “Boom!”. E’ un’immagine molto emozionante della vittoria del male, e il tassello ultimo di una serie che era riuscita a fare ogni cosa in modo perfetto... per una sola stagione.
Le cose da evitare: La deludente series finale, priva del minimo patos, è stata il risultato di tre stagioni durante le quali il rendimento non ha fatto altro se non calare, senza contare l’innumerevole quantità di episodi troppo incentrati sui poteri o l’amnesia, il ripetersi infinito delle stesse frasi, la regressione di Hiro, e l’interminabile storyline del “Circo del Male” nella stagione 4.

24
Il finale perfetto: Il quarto episodio della stagione 6 termina con una serie di disastrosi imprevisti. Prima di tutto, Jack Bauer (Kiefer Sutherland) è costretto a uccidere uno dei suoi amici più fidati per salvare un terrorista. Qualche minuto dopo, poi, Bauer assiste all’esplosione di una bomba nucleare a Valencia. Lo sguardo sul volto dell’uomo mentre fissa il fungo atomico è indimenticabile.
Le cose da evitare: La stagione assolutamente da dimenticare è quella venuta subito dopo (oh no, il nonno cattivo!). Il trasferimento da DC a Manhattan, l’era Renee, il fiasco di Dana, fino alla debole series finale. E’ venuto fuori che Curtis era la colla che teneva unito 24. Qualcuno lo sapeva?

Una mamma per amica
Il finale perfetto: Quello della sesta stagione, scritto dalla coppia Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino, con Lorelai che si sveglia nel letto del neo-papà Christopher.
Le cose da evitare: L’uscita di scena dei due showrunner ha reso la serie una statua di cera che cerca di imitare se stessa con risultati orribili. A volte, è meglio terminare una lunga e lenta discesa con un cliffhanger.

X-Files
Il finale perfetto: La serie ha toccato il suo apice con la stagione 7 - ricordate l’episodio della “realtà virtuale” nel quale Mulder e Scully interpretano una sorta di Matrix a budget ridotto? - il cui finale ha riportato la storia lì dove tutto era cominciato: Mulder e Scully tornano sul luogo del loro primo caso. Un finale tragico-Shakespeariano durante il quale l’ossessionato dagli alieni, Murder, viene rapito.
Le cose da evitare: L’assenza di Duchovny nelle due stagioni finali, la consapevolezza sempre crescente che la cospirazione non ha un senso, l’aspetto costantemente annoiato di Scully (Gillian Anderson), il tentativo fallito di sostituire una coppia iconografica con Robert Patrick (che in realtà è stato piuttosto simpatico) e Annabeth Gish (lei non lo era per niente), e la series finale, la quale dimostra - insieme a Seinfeld - che non bisogna mai terminare uno show con un processo.

The Hills
Il finale perfetto: L’episodio del matrimonio tra Heidi e Spencer. La scena in cui Lauren e Heidi hanno una breve conversazione prima della cerimonia è inspiegabilmente toccante, nonostante (o forse proprio per questo) la serie sia un cocktail confuso di finzione e realtà.
Le cose da evitare: L’abbandono, seppur tenue, della realtà, parallelamente a quello dell’interessante tensione drammatica, la come-vi-è-saltato-in-mente? decisione di introdurre quella perfida di Kristin, la scelta discutibile di incentrare la series finale sui sentimenti di Justin Bobby e/o Brody Jenner, il calo di attenzioni sulla relazione tra Heidi e Spencer, e l’inutile Ryan Cabrera.
E ancora: La scena finale di The Hills ci ha proposto una metafora brillante. Probabilmente è stata la cosa più intelligente che The Hills abbia fatto in questi sei anni.

Scrubs
Il finale perfetto: Possiamo dire che esistono diversi momenti in cui Scrubs avrebbe potuto terminare la sua corsa; soprattutto durante le prime stagioni, quanto i toni dello show sembravano quelli di un cartone animato. Ma quando Scrubs passò alla ABC con la sua ottava (e presumibilmente ultima) stagione, tornò la magia. Non molte persone l’hanno visto, ma il finale dell’ottava stagione è un distillato quasi perfetto di tutto quello che ha reso meravigliosa la serie.
Le cose da evitare: La stagione 9, nella quale la maggior parte dei membri del cast principale è apparsa giusto il tempo per afferrare l'ultimo stipendio prima di avventurarsi in qualche altro progetto.

My Name Is Earl
Il finale perfetto: L’ultimo episodio della seconda stagione, quando Earl si sacrifica per salvare dalla prigione l’ex moglie Joy. Il giudice premia il suo altruismo con una condanna a due anni di reclusione.
Le cose da evitare: E’ sempre ammirevole quando una serie tv tenta di scuotere il suo genere di appartenenza. Semplicemente, My Name Is Earl è andato troppo oltre. Due volte! Dapprima quando Earl ha trascorso la prima metà della stagione 3 in carcere, un contesto che ha ucciso l’aspetto frivolo della serie. Poi quando, una volta uscito, Earl è stato investito da un’auto e ha trascorso il resto del tempo in coma.

Prison Break
Il finale perfetto: Non c’è nulla di meglio della prima stagione di Prison Break, che è stata capace di proporci un racconto degno della migliore produzione cinematografica, ricco di colpi di scena e momenti di tensione. Il finale della prima stagione ha mantenuto la promessa intrinseca del titolo.
Le cose da evitare. Dopo la prima stagione, nulla è stato più come prima. Il secondo ciclo ci ha proposto un viaggio confuso. Il terzo ha cercato di ritrovare la magia rinchiudendo nuovamente quasi l’intero cast in una prigione... questa volta a Panama. Perciò, facendo un riassunto, My Name Is Earl non avrebbe dovuto mai finire dentro una prigione, mentre Prison Break non avrebbe dovuto mai lasciarla.

Veronica Mars
Il finale perfetto: Le prime due stagioni di Veronica Mars sono state capaci di intrecciare tante piccole storie interessanti a un unico mistero - un mix difficile da ottenere, lo possono confermare tutti quei serial che non sono riusciti a fare altrettanto. Divertente, triste ed emozionante, Veronica Mars è anche un ritratto dolorosamente riconoscibile della vita al liceo. In poche parole, questo è stato il miglior show che la rete via cavo UPN abbia mai creato, almeno finché non è arrivata la terza stagione.
Le cose da evitare: Il college rovina tutte le serie che raccontano gli anni del liceo (pregate per Glee). Mars, inoltre, non è stata aiutata dalla decisione di dividere la lunga trama orizzontale in tanti piccoli misteri risolti nell’arco di pochi episodi.

Studio 60 on the Sunset Strip
Il finale perfetto: Il primo episodio. Pochi pilot sono venuti così bene: veloce, divertente, pieno d’idee e qualità.
Le cose da evitare: Tutto il resto. Altrettanti pochi show sono stati capaci di crollare così velocemente. Si potrebbe dire che lo strano mix proposto da Studio 60 non sarebbe potuto diventare noioso più in fretta di così, specialmente se consideriamo ciò che è stato fatto lo stesso anno da uno show molto simile: 30 Rock.

Nip/Tuck
Il finale perfetto: Il produttore Ryan Murphy è specializzato nella creazione di serie di successo. I suoi show sono un concentrato volutamente folle di generi, e il finale della seconda stagione n’è una dimostrazione: il suicidio, una lei che si rivela essere un lui, e la straordinaria performance della guest star Joan Rivers.
Le cose da evitare: Nip/Tuck non ha mai smesso di essere folle, come potrebbe essere diversamente, ma la trama del maniaco è stata usata davvero troppe volte.

Friends
Il finale perfetto: Friends è cominciata ed è terminata con Ross e Rachel, ma c’è qualcos’altro nel mezzo che ha davvero colpito: la relazione tra Monica e Chandler. Il finale in due parti della stagione 7 è caratterizzato dal matrimonio della coppia. Alzi la mano chi non ha pianto quando ha cominciato a sentirsi A Groovy Kind of Love.
Le cose da evitare: I matrimoni e le gravidanze sono le gioie della vita. Perché, sul serio, perché questi avvenimenti si ostinano a uccidere i nostri show preferiti? Inoltre, la cotta di Joey per Rachel è stata perfino meno romantica della relazione tra George e Izzie di Grey’s Anatomy.

OC
Il finale perfetto: Per essere una serie su dei ragazzi pieni di problemi, la prima stagione di OC è stata sorprendentemente epica: tragica e al tempo stesso divertente. Il finale della prima stagione è fantastico: il matrimonio tra Caleb e Julie rende magicamente ogni personaggio un lontano parente dell’altro, e Hallelujah di Jeff Buckley non è stata mai usata in modo migliore (chiedo scusa: West Wing, ER, Ugly Betty, Scrubs, e tanti altri).
Le cose da evitare: La parata d’inutili nuovi personaggi, il vergognoso flirt lesbo, una sterzata imbarazzante verso il sistema scolastico pubblico californiano, il viaggio nel lato oscuro che Sandy Cohen ha intrapreso durante la stagione 3, una serie di decisioni sbagliate prese da Marissa Cooper (e dalla sua interprete), e una sensazione nauseabonda che OC stesse diventando quella serie odiosa che molti sin dal principio credevano erroneamente fosse.

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