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NCIS: Mark Harmon risponde alle nostre domande dopo gli ultimi episodi shock

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La stagione 13 del procedurale partita con Gibbs tra la vita e la morte.

NCIS: Mark Harmon risponde alle nostre domande dopo gli ultimi episodi shock

Di Beatrice Belli e Silvia Nittoli

Dopo oltre un decennio, NCIS ha rischiato di perdere il suo "patriarca" nell'episodio che ha inaugurato la tredicesima stagione, in onda in Italia ieri sera su Rai2. Sebbene fosse davvero difficile credere che la serie - una delle più amate dal pubblico del piccolo schermo - potesse proseguire senza Jethro Gibbs, i fan hanno trascorso con il fiato sospeso l'attesa di questo episodio dopo che il finale della scorsa stagione aveva lasciato l'agente gravemente ferito e in pericolo di vita. In bilico tra la vita e la morte ma alla fine sopravvissuto ai colpi d'arma da fuoco che Luke Harris, giovane recluta di un gruppo terroristico, ha sparato contro di lui, Gibbs affronterà ora le conseguenze di quanto accaduto, come promette lo showrunner Gary Glasberg: "L'esperienza di quasi morte cambierà Gibbs. E si farà luce anche su alcuni aspetti oscuri del suo passato". Ma almeno è vivo! Per confermarne la sua buona salute siamo volati a Los Angeles per parlarne con il suo interprete, Mark Harmon.

Sei sorpreso di quello che è accaduto al tuo personaggio?
No, non particolarmente. Mi avevano avvertito, mi avevano detto: "Ti spareranno". Allora ho chiesto: "Dove?", "Alla gamba" mi hanno risposto. E io: "Quale?". Ecco, diciamo che è andata più o meno così. La cosa importante è che resti l'impronta nella scrittura dello show, tutto il resto - cast compreso - può cambiare. E questo spesso può deludere i fan. L'inizio della tredicesima stagione porterà molti cambiamenti, almeno per il mio personaggio. È interessante da interpretare come attore: poter giocare sulla parte del carattere più cupa di Gibbs è sempre stato un incentivo per me. Lui è complesso ed è quello che lo rende così interessante da interpretare e ciò che mantiene gli attori soddisfatti. Se chiedete a Emily Wickersham vi dirà la stessa cosa - anche per il suo personaggio, Bishop, sarà una grande annata.

Pensi fosse plausibile credere che Gibbs potesse davvero morire?
Poteva accadere, del resto altri membri del cast se ne sono andati nel corso degli anni. Io penso sempre che sia possibile, che possa accadere anche al mio personaggio. E penso inoltre che sia salutare: cambiare fa bene allo show. Il cast si affida completamente al team di sceneggiatori, non significa che non vengano fatte domande o si discuta su determinati aspetti. A ogni modo, lo sapete, io sono qui, ho un contratto, e non vado da nessuna parte quando ho un contratto da onorare. Sono un professionista, credo molto nel presentarsi e fare il proprio lavoro. E, per la maggior parte, tenere la bocca chiusa. Avendo lavorato in molti altri show, so apprezzare quello che abbiamo qui.

NCIS
Mark Harmon nell'episodio Tra la vita e la morte di NCIS.

La serie però continua a essere molto amata, quale è il segreto?
NCIS è stata amata molto prima all'estero che negli Stati Uniti. Mi è capitato di essere riconosciuto mentre camminavo per le strade di Salisburgo o in qualche altro piccolo paese. È diventato difficile fare il turista all'estero! In generale credo che mostrare anche il lato più oscuro dei personaggi sia vincente, come attore è una sfida continua. Nel caso di Gibbs, nella premiere della stagione 13 ci sono grandi cambiamenti. E anche per il personaggio di Emily Wickersham. E credo che come attori sia ancora più avvincente non sapere che cosa accadrà al proprio personaggio.

Quanto c'è di tuo nel personaggio di Gibbs?
Un tempo anch'io mi divertivo a costruire delle cose. All'inizio, quando il personaggio di Gibbs si stava ancora evolvendo, ho raccontato agli autori che avevo aiutato il mio vicino di casa a costruire un biplano nel suo garage, e poco dopo anche Gibbs ha avuto il suo garage per costruire.

Pensi che nella vita reale potresti essere un agente della NCIS?
Dicono di sì. Leon Carroll, ex agente che supervisiona tutti gli episodi a partire dal pilota, mi ha detto che sarai credibile perché so ascoltare. Ma per costruire il personaggio ho dovuto copiare i modi, il taglio di capelli, le scarpe, la postura degli agenti reali. Però, quando ho tagliato i capelli la prima volta, la scelta non è piaciuta agli autori. Credo nemmeno a mia moglie.

Ora hai i capelli più lunghi, ti piacciono così?
Sì, direi di sì. Era previsto nella sceneggiatura che Gibbs li facesse crescere e, come sempre, ho fatto quello che gli autori mi hanno chiesto di fare.

Il tuo collega Rocky Carroll si è messo dietro la macchia da presa in più di un'occasione.
Sì, se la sta cavando alla grande in quel ruolo! L'ho conosciuto molto tempo fa in altre produzioni, ma solo qui ha avuto la sua prima vera opportunità come regista. Ha fatto i suoi compiti a casa, ha trascorso del tempo nella preparazione delle riprese. Rocky è tanto premuroso, attento, e di talento come attore, e lo è anche - se non di più - come regista. È conciso, sa esattamente quello che vuole. È un modo coraggioso di filmare, perché se si sbaglia e si commette un errore, non c'è niente da raggiungere, ma lui ha ottenuto solo il meglio qui.

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