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Modern Family batte Glee!

Modern Family trionfa come miglior comedy, battendo Glee. Mad Men per la terza volta miglior drama. E’ finalmente Emmy per Kyra Sedgwick. Grande successo per Breaking Bad.

Modern Family batte Glee!

Che la partita più interessante si giocasse nella categoria riservata alle comedy si era capito fin dallo scorso mese, quando furono annunciate le nomination della 62esima edizione degli Emmy Awards. E ciò ha continuato a essere una costante anche ieri sera, quando una fitta ma pacifica aria di sfida tra Modern Family e Glee, si è respirata dall’inizio alla fine durante il cerimoniale condotto da Jimmy Fallon. E’ stato difficile fare un pronostico sulla vittoria di una delle due. Molti giornali e siti Internet si sono divertiti a coinvolgere i propri lettori in questo gioco, ma alla fine possiamo dire tranquillamente che una scelta valeva l’altra: si possono trovare tante differenze tra Modern Family e Glee, ma entrambe navigano in acque dorate per quanto riguarda la qualità e l'uso costruttivo che fanno del mezzo televisivo. Alla fine è stata Modern Family a spuntarla, vincendo l’Emmy come miglior commedia tra il consueto stupore di produttori e attori, i quali hanno raggiunto il palcoscenico chiudendo un’edizione che così equilibrata e giusta nel riconoscere meriti e virtù non si vedeva da anni. Proprio così! Un’incertezza e una sfida all’ultimo voto tali da impedire che fosse come da tradizione l’Emmy per la miglior serie drammatica a chiudere il galà con il quale annualmente Hollywood celebra se stessa. Diversamente sarebbe stato troppo scontato - salutare il pubblico con l’ennesimo e meritato trionfo di Mad Men - ed era nelle intenzioni della NBC dare allo show un’immagine nuova, fresca e imprevedibile.

Possiamo dire che molte di queste cerimonie possono imparare dal modo in cui la NBC ha gestito la lunga diretta dal Nokia Theatre di Los Angeles. Una conduzione incalzante, che un po’ ha frenato la libertà di Fallon di sentenziare ironicamente sui suoi ospiti, come aveva promesso di fare. Discorsi e sketch brevi. Countdown e minutaggi impressi un po’ ovunque, per rassicurare il pubblico e non sfinirlo con lunghe attese. Uno stile generale - nella conduzione e nei contributi video - meno ovattato del solito, bensì più giovanile e moderno. La decisione di dividere lo show in pochi segmenti, dedicati ciascuno a un genere preciso - comedy, drama, reality, varietà, film e miniserie - senza quindi mescolare e creare confusione tra le numerose categorie, come si era fatto invece fino a oggi. Il momento davvero più sensazionale della serata è stato certamente il numero d’apertura, uno dei più belli degli ultimi anni. Partendo da un fenomeno della stagione, Jimmy Fallon ha messo insieme il suo personale Glee club, coinvolgendo in un’esibizione fatta di canti e balli, alcuni dei personaggi più sfigati o popolari della tv: non solo un gran numero di star di Glee - Lea Michele, Jane Lynch, Cory Monteith, Chris Colfer e Amber Riley - ma anche Tina Fey di 30 Rock, Jon Hamm di Mad Men, Jorge Garcia di Lost, Joel McHale di Community, Nina Dobrev di The Vampire Diaries, e persino Betty White (potete vedere il video qui in basso). Fa sempre una certa emozione costatare la flessibilità, l’entusiasmo e l’autoironia intelligente della tv americana.

Glee, quindi, ha avuto ugualmente i giusti riconoscimenti, e non soltanto a inizio serata. In realtà stava assumendo i contorni di un duello all’ultimo colpo quello tra la musical comedy della FOX e Modern Family. Dapprima la sorprendente e gioiosa vittoria di Eric Stonestreet come miglior attore non protagonista in una comedy. Poi quella più prevedibile di Jane Lynch come miglior attrice non protagonista in una comedy. E ancora Modern Family che conquista l’Emmy per la migliore sceneggiatura in una comedy, alla quale corrisponde un Emmy per la migliore regia andato a Ryan Murphy per il suo lavoro nell’episodio pilota di Glee. Tutto lasciava presagire che non sarebbe stata una serata facile né per l’una né per l’altra, e francamente così è stato anche negli altri segmenti, con Temple Grandin che ha “sottratto” una quantità impressionante di Emmy al favoritissimo The Pacific, fino alla vittoria inaspettata di Kyra Sedgwick come miglior attrice in una serie drammatica.

Chiunque aveva dato per certa la vittoria di Julianna Margulies per il suo ruolo in The Good Wife. Invece l’Academy ha onorato a sorpresa la protagonista di The Closer. Un atto dovuto nei confronti di una star di grande talento, penalizzata ingiustamente negli ultimi cinque anni. Chi invece non ha sorpreso - almeno noi dal momento che lui era imbarazzatissimo - è stato Jim Parsons, pallido e impacciato mentre elencava i suoi ringraziamenti, e permetteva a The Big Bang Theory di avere finalmente un piccolo momento di notorietà su un palco importante come quello degli Emmy.

Per il resto poche sorprese. A luglio avevamo previsto un grande successo per Breaking Bad, la quale ha portato a casa ben due Emmy: quello per il miglior attore protagonista in una serie drammatica, andato a Bryan Cranston (è il terzo consecutivo per l’attore), e per il miglior attore non protagonista in una serie drammatica, vinto invece dalla costar Aaron Paul, probabilmente tuttora incredulo per quanto avvenuto. La stessa sensazione che ha sopraffatto Edie Falco dopo aver scoperto di essere la migliore attrice in una comedy; lei ha preferito condividere la vittoria con le colleghe della categoria. Naturalmente Mad Men di AMC è stato per il terzo anno consecutivo il miglior drama della tv americana. Un risultato che, nonostante le decine di statuette all'attivo, sorprende ancora l’impacciato Matthew Weiner, ideatore dello show, premiato anche per la migliore sceneggiatura (la regia è andata invece a Steve Shill per aver diretto un episodio di Dexter).

Per conoscere l’elenco completo dei vincitori della 62esima edizione, vi ricordiamo di consultare lo speciale con il quale questa notte abbiamo seguito la diretta.

Cosa ci resta di quest’edizione? Sicuramente il ritorno trionfale del genere comedy. Si dice che accada puntualmente in tempi di crisi. La tv americana dimostra a se stessa che le idee ci sono, che non occorre riciclarsi, ma innovare con coraggio, senza abbandonare completamente la tradizione. Forse Jimmy Fallon avrebbe potuto proporci qualche duetto in meno e cercare di boicottare ironicamente il countdown della NBC, improvvisando esattamente come ha fatto Ricky Gervais, che a un certo punto ha distribuito fiumi di birra alle star sedute in sala sostenendo che ai Globe si viene trattati meglio. E vista la penuria di premi, avremmo gradito anche un tributo più convincente a Lost. Dopo la sovraesposizione di Glee, Modern Family si appropria bruscamente di tutti i meriti che le spettano, dimostrando a chi osserva, in modo particolare agli addetti ai lavori, che un successo parte da una buona sceneggiatura e da un cast affiatato e di talento. In questo modo, qualsiasi occasione si propone come una buona opportunità per sfruttare un’idea, senza correre il rischio di affaticarla. E gli autori di Modern Family l’hanno provato concretamente anche ieri sera, con uno sketch divertentissimo, quasi una critica nei confronti della spesso inopportuna interferenza dei produttori.

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