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Le serie via cavo che attendiamo di più (parte 2)

Posizioni dalla 1 alla 5. Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta delle serie via cavo assolutamente da non perdere nei prossimi mesi.

Le serie via cavo che attendiamo di più (parte 2)

Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta delle migliori serie via cavo in arrivo nei prossimi mesi sui nostri canali, presentandovi le posizioni dalla 5 alla 1. Se vi siete persi la prima parte, o per un ripasso, qui trovate le posizioni dalla 10 alla 6.

5. Hot in Cleveland (TV Land)
Di cosa parla: Le vite di tre favolose donne di una certa età, amiche da molto tempo, cambiano improvvisamente quando il loro volo diretto a Parigi - dove si terrà un party per sole donne - è costretto a un atterraggio imprevisto a Cleveland. Durante questa sosta fuori programma, Melanie, Joy e Tori si rendono conto in fretta che questa tranquilla città dell’Ohio è un’oasi di pace. E’ la loro nuova “terra promessa”. In altre parole: una valida alternativa alla vita frenetica e artificiosa che vivevano a Los Angeles. Dopo aver trovato una casa adorabile, le tre decidono di vivere sotto lo stesso tetto, anche se non tutto sarà roseo come immaginavano. La loro affittuaria e custode del palazzo, un’anziana signora polacca, ha una visione molto chiara sull'atteggiamento che una donna deve avere. Infatti, Elka nasconde - si fa per dire - un passato sregolato, all'insegna del sesso e della marijuana.
Perché vi piacerà: Hot in Cleveland è la dimostrazione che una sitcom vecchio stile può avere successo anche se a produrla è una rete via cavo. Dalla turbolenza in aereo, la serie è un crescendo di situazioni divertenti. A spiccare è ancora una volta una straordinaria Betty White. Con il suo cinismo poco credibile, e per questa ragione incredibilmente spassosa, a 88 anni suonati la signora White è una leggenda vivente, una maestra della comicità. Semplicemente da non perdere, e a capirlo sono stati dapprima i produttori, i quali inizialmente le aveva affidato solo un ruolo da guest star nell’episodio pilota.

4. The Big C (Showtime)
Di cosa parla: Cathy Jamison è la classica signora della “middle class” alla quale non vedreste mai un capello fuori posto. Una donna riservata, che conduce una vita scandita da rigidi appuntamenti giornalieri in quel di Minneapolis. Una donna che, per non apparire spiacevole agli occhi degli altri, nasconde i problemi sotto il tappeto, facendo finta che la sua vita sia perfetta. Tuttavia, come avviene spesso nelle carine casette di periferia, arriva un momento in cui un simile stile di vita diventa soffocante. Oltre a essere un’insegnante insoddisfatta, una donna separata, la madre di un figlio indisciplinato, e una vicina distratta, Cathy ha da poco scoperto di avere un cancro terminale. In un primo momento disorientata e spaventata, al punto da non volerne parlare con nessuno, Cathy si rende conto velocemente che il cancro potrebbe non essere la fine di tutto, ma l’inizio di una nuova vita, di una Cathy meno insensibile, più attenta alle esigenze sue e degli altri. Chi dice che non si possono mangiare dolci come antipasto? Il tempo è prezioso, soprattutto per lei.
Perché vi piacerà: C’è una linea di confine molto sottile tra il dramma e l’umorismo nero in The Big C. Un tema irritante come può essere una diagnosi medica fatale, diventa con spiccata sapienza qualcosa di positivo. Non che tutto sia facile, ma è appassionante poter vedere con un distacco che ha il suono di un sollievo, a cosa può portare la disperazione. Gli autori ci presentano un personaggio noioso, prevedibile e antipatico, e lasciano a un avvenimento innominabile il compito di renderlo imprevedibile e, quindi, divertente. Si crea un sentimento di amicizia che porta il telespettatore a tifare per Cathy, commuoversi con lei, e migliorarsi grazie alle sue riflessioni.

3. Boardwalk Empire (HBO)
Di cosa parla: Nel 1920 Atlantic City è una città in cui anche la vendita di una sola goccia d’alcol è proibita. La Grande Guerra è finita, Wall Street sta per vivere gli anni del boom economico, le donne possono votare, e le trasmissioni radiofoniche si stanno diffondendo velocemente in tutto il Paese. Tuttavia, nei quartieri a sud della città, esiste un locale dove il proibizionismo non è applicato. Un luogo dove per una notte un uomo può vivere da re, non importa se le sue richieste siano legali o no. L’indiscusso protagonista della scena è Enoch ‘Nucky’ Thompson, un politico che ambisce a controllare ogni risorsa in città, indifferentemente da chi o cosa ciò lo porterà a incrociare: uomini del governo o pericolosi gangster. Atlantic City si trova a pochi minuti da Philadelphia e ad altrettante ore da New York City, e Nucky ha tutte le intenzioni di sfruttare ciò per il suo tornaconto.
Perché vi piacerà: Come ogni serie della HBO, Boardwalk Empire provoca come nessun altro ha il coraggio di fare in tv. E quale periodo storico migliore degli anni del proibizionismo per raccontare la dissolutezza e la malvagità di alcuni personaggi che hanno fatto la storia degli Stati Uniti d’America? Prodotta da Martin Scorsese, e interpretata da Steve Buscemi e Michael Pitt, “mostri” del cinema asserviti dalla tv come solo HBO è in grado di fare, Boardwalk Empire offre un intrattenimento brillante, sensazionale e abbagliante. Decine di milioni di dollari spesi per una ricostruzione quanto più fedele possibile del periodo storico più intrigante che questo mondo abbia mai attraversato, e che mai vivrà.

2. Justified (FX)
Di cosa parla: Pur non piacendogli un simile appellativo, Raylan Givens è un vero eroe. Nato e cresciuto nella regione montuosa del Kentucky orientale, Raylan non ha trascorso un’adolescenza degna di nota. Si è sempre comportato come un tipico ragazzo del Sud, interessato alle donne e impiegato in una miniera di carbone. La sua vita cambiò radicalmente quando, all’età di 19 anni, lasciò la sua terra per inseguire il sogno di diventare sceriffo. Ora, alcuni anni più tardi, dopo aver usato la pistola contro un delinquente in un hotel di Miami, scatenando così l’ira dei suoi superiori, Raylan è costretto a tornare nel Kentuky, la terra che aveva promesso di non rivedere mai più. Continua a lavorare come sceriffo, dando la caccia ai latitanti, proteggendo i testimoni, e occupandosi del trasferimento dei prigionieri. Tutto questo senza perdere il pugno di ferro che lo contraddistingue.
Perché vi piacerà: Con Raylan Givens, FX ci propone una versione sui generis del poliziotto moderno. Raylan appartiene più al passato che al presente, ma la scelta di ambientare la sua storia in un luogo rurale come il Kentucky, non lo fa apparire antiquato, anzi, uno sceriffo che indossa un cappello e degli stivali da cowboy è ciò di cui la tv di oggi sentiva la mancanza. Raylan è un uomo duro, ma ha quell’atteggiamento disincantato di cui le donne vanno matte. Coraggioso, introverso, sveglio, è il protagonista di una delle poche serie che non si guardano ma si vivono. Per Raylan il miglior amico di un uomo è la pistola nella fondina e, quando la si tira fuori, lo si fa unicamente per uccidere, perché, come lui stesso dice, questo è l’unico scopo di una pistola.

1. The Walking Dead (AMC)
Di cosa parla: Svegliatosi in un ospedale desolato dopo aver trascorso le ultime settimane in coma, lo sceriffo della contea Rick Grimes si ritrova da solo a comprendere il destino di un mondo devastato da un’epidemia di zombie. Nelle settimane e nei mesi successivi all’apocalisse, mentre cerca di sopravvivere alla ferocia dei non morti, Grimes riunisce un gruppo di superstiti i quali, come lui, sperano di raggiungere in qualche modo un luogo dove gli zombie non rappresentano una minaccia e l’umanità può risorgere e sperare in un futuro migliore. Tuttavia, in ciascuno di loro cresce la consapevolezza che un simile e disperato tentativo di sopravvivenza abbia fatto di loro dei morti che camminano, esattamento come gli zombie.
Perché vi piacerà: The Walking Dead non è soltanto un maestoso ritorno del genere horror in tv, ma anche l’opera più straordinaria che sia mai stata prodotta ispirandosi a un fumetto. Un affresco post-apocalittico maledettamente perfetto da sembrare vero. E se questo lo si avverte semplicemente da un trailer - perché la serie andrà in onda solo nei prossimi giorni - allora ci vuole poco a capire che ci troviamo di fronte a un capolavoro. Oscura, folle, eccitante e naturalmente spaventosa, The Walking Dead non è la classica storia sugli zombie. Non è il massacro, lo “svisceramento” senza soluzione di continuità a prevalere su tutto il resto, come certe produzioni ci ricordano, ma la voglia dei protagonisti di reinventare se stessi. I dilemmi morali, l’attaccamento al proprio ruolo all’interno della società, i personaggi come punto centrale della narrazione. Scelta con la quale The Walking Dead riuscirà ad avvicinare non solo i fan del genere cui appartiene.

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