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Le migliori serie tv del 2012

Ancora più drama, ancora più via cavo. Il 2012 ci ha regalato alcuni dei personaggi e delle storie più complesse e oscure della tv. Ecco le nostre 10 migliori serie dell'anno.

Le migliori serie tv del 2012

Mai come quest’anno la tv ha visto la propria offerta intensificarsi e frantumarsi in tante realtà distanti anni luce l’una dall’altra. E, nonostante l’enorme sforzo, sono state davvero poche le novità le quali sono riuscite a far parlare di sé, ancora meno quelle entrate nella nostra consueta classifica di fine anno delle 10 migliori serie viste in tv negli ultimi mesi. Strette tra la crisi dei rating (causata principalmente dalla moltitudine di strumenti che oggi i network mettono a disposizione del pubblico per seguire i propri show preferiti) e il fenomeno oramai incontenibile delle reality-fiction low cost (da Honey Boo Boo ai Robertson di Duck Dynasty praticamente non si è parlato d’altro quest’anno), le serie hanno dovuto escogitare storie e situazioni sempre più fantasiose per attirare l’attenzione di chi sta dall’altra parte dello schermo. Dal mondo incantato delle fiabe a quello stiloso degli anni ’60, dalle visioni apocalittiche a quelle guerrafondaie, dagli inchini e riverenze d’inizio Novecento agli antieroi più moderni e non meno inclementi, il 2012 è stato l’anno della fuga dalla realtà, e non ci vogliono molti giri di parole per capire perché - è sufficiente dare un’occhiata a quelle poche altre serie che la realtà l’hanno voluta raccontare a ogni costo. Un anno, e questo lo diciamo ogni volta sempre più convinti, durante il quale la tv via cavo ha dominato su tutto e tutti. Non perché sinonimo unicamente di qualità (di ottime serie, talvolta anche di successo, sono floride pure le altre frequenze), ma più di ogni altra cosa di diversità. Noi abbiamo fatto del nostro meglio per raccontarvi questi ultimi dodici mesi di storie, personaggi, scandali e ritorni dall’oltretomba. Se il vostro 2012 non è stato abbastanza lungo da poter apprezzare tutto quello che meritava di essere ammirato, ecco ciò che per ogni appassionato dovrebbe essere imprescindibile, e un ottimo punto di partenza per coloro i quali alle serie tv si stanno avvicinando soltanto ora.

C'era una volta10. C’era una volta (ABC)
Partita un po’ in sordina alla fine dello scorso anno, C’era una volta e la sua popolarità sono cresciute nel corso del 2012, fino a far diventare questo insolito show uno dei più apprezzati di ABC. Dopo aver cavalcato l’onda con Lost, Edward Kitsis e Adam Horowitz hanno avviato un nuovo racconto contorto, misterioso e sorprendente, come l’incipit della seconda stagione. Emma, ignara di essere la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, si ritrova coinvolta suo malgrado nelle vicende di una piccola città dove i personaggi delle favole, anch’essi inconsapevoli della propria natura, sono stati intrappolati dalla Strega Cattiva. L’incantesimo era durato fino al ventiduesimo episodio. Ognuno aveva appena riavuto indietro i ricordi quando, al sorgere di una nuova minaccia, la situazione si è rovesciata e questa volta è stata Emma ad “attraversare lo specchio”. Una trovata geniale come sarebbero state poche altre, soprattutto per arricchire la storia con nuovi personaggi e dinamiche.

Il Trono di Spade9. Il Trono di Spade (HBO)
L’ambizione di HBO ha raggiunto nuovi livelli con la seconda stagione de Il Trono di Spade. L’assedio (o Blackwater, come nella versione originale) non è soltanto uno dei dieci migliori episodi di quest’anno, anche uno dei più colossali nella storia del piccolo schermo. L’epico fantasy tratto dai romanzi di George R. R. Martin sembra aver imparato dagli errori di True Blood (altro show fantasy del network). Pur proponendo un numero impressionante di personaggi, il racconto non perde intensità, merito soprattutto del traghettamento dagli intrighi sentimentali di Westeros verso la concitata Guerra dei Cinque Re. Draghi, zombi bianchicci, mostri di fumo... Il Trono di Spade ha tutto, inclusi i migliori moniti. Mentre “L’inverno sta arrivando” è entrato oramai nel gergo comune, “Chiunque può morire” ha cambiato per sempre la consuetudine del pubblico di tifare per un determinato personaggio. A Westeros le scottature sono particolarmente dolorose.

Parks and Recreation8. Parks and Recreation (NBC)
Del regno troppo poco affollato della comicità non convenzionale Parks and Recreation è la regina. Ogni stagione della serie con Amy Poehler nei panni di una burocrate innamorata follemente della propria città è migliore della precedente; un risultato non così scontato per una comedy e in generale per una serie tv. Ma l’aspetto più sorprendente di Parks and Recreation è che la sua bellezza va oltre i personaggi e le straordinarie capacità interpretative del cast. Ogni cosa a Pawnee ha ragion d’essere. Ogni idea oggetto di scherno, ogni incursione fugace e ogni meschinità gratuita non è lì semplicemente per divertire. Il risultato è un miscuglio intelligente di situazioni fuori dal mondo dalle quali sorge puntualmente un velo di ottimismo che non ha precedenti nel panorama spesso cinico del piccolo schermo.

The Walking Dead7. The Walking Dead (AMC)
La terza stagione di The Walking Dead ha tolto prepotentemente dal cuore di ogni telespettatore il rimpianto per l’addio così frettoloso e ingiustificato dell’ex showrunner Frank Darabont. Se il secondo ciclo era stato scandalosamente noioso, quest’anno sarebbe stato scandaloso non arrendersi di fronte a una storia che non ha risparmiato niente. Perfida e violenta fino al midollo, The Walking Dead ha manifestato ora più che mai che, anche in un mondo messo in ginocchio dagli zombie, il vero mostro è l’uomo. Aggiunte come Il Governatore (David Morrissey) e Michonne (IronE Singleton) hanno dato nuova linfa a uno show che rischiava di arenarsi nei soliti sentimentalismi, senza contare che gli zombie di Greg Nicotero - ora produttore esecutivo e si nota! - sono i più belli di sempre. The Walking Dead oltrepassa ogni convenzione e preconcetto su come la tv debba intrattenere e cosa il pubblico vuole o non vuole vedere.

Girls6. Girls (HBO)
Pop. Nessuna parola descrive meglio l’ultimo successo di HBO. L’affresco moderno che la giovane Lena Dunham traccia della sua generazione trascende dalle scene di sesso, dai nudi e dal linguaggio, nonostante la loro ricorrente franchezza. Tutta l’audacia tipica di un network che proprio sull’audacia ha costruito un impero si concentra per la prima volta con una così naturale originalità in una serie da mezz’ora fatta per non avere troppe pretese. Quattro ragazze di Brooklyn poco più che ventenni ci trascinano nelle rispettive esperienze che, solo a un occhio disattento, possono sembrare sgradevoli, volgari o schiette senza motivo. Girls ci fa scoprire, oltre a una poliedrica Dunham che certamente molte soddisfazioni ci darà negli anni a venire, le vite bohemien, raramente romantiche, funky, approssimative e libere dai falsi dogmi di una gioventù che tutto vuole e nulla ottiene.

Mad Men5. Mad Men (AMC)
Dopo essere rimasta lontana dagli schermi più a lungo del solito e del consentito, Mad Men è tornata con una quinta stagione ricca di sviluppi e tematiche: il divorzio, il suicidio, la prostituzione, persino i trip da narcotici. A cavallo del più grande cambiamento sociale della storia recente, soprattutto per le donne, la quinta stagione ci ha condotto in un territorio inesplorato. Una trasformazione che ha coinvolto, e non poteva essere altrimenti, anche il magnetico personaggio interpretato da Jon Hamm, Don Draper, che perde la passione ma non ancora la fiducia verso l’amore. Dal fenomeno musicale Zou Bisou Bisou all’ennesimo rovesciamento delle dinamiche alla Sterling Cooper Draper Pryce, Mad Men è ancora oggi una delle serie con maggiore grazia e assennatezza che si possono trovare tra i pulsanti del telecomando. Tragicamente, in Italia non la pensano tutti allo stesso modo.

Louie4. Louie (FX)
Mai vista sui nostri schermi, e probabilmente nulla cambierà presto, oltreoceano Louie è considerata senza se e senza ma la miglior comedy in tv. Almeno dalla critica, giacché le Academy non riescono a vedere oltre l’orticello di Modern Family. Surreale un istante e iper-reale quello dopo, come si è divertito a scrivere Matt Roush su TV Guide, Louie immerge Louis C.K. (che nel frattempo scrive e dirige) in situazioni folli, drammatiche, imbarazzanti, insopportabilmente comuni, talvolta il tutto nello stesso episodio. Situazioni rese memorabili dalla facilità con la quale C.K. si fa amare dal pubblico, e dalle straordinarie guest star (Ricky Gervais, Jerry Seinfeld e David Lynch, solo per citarne alcune) che lo accompagnano. La prossima stagione andrà in onda nel 2014, ma sono ancora tante le lezioni di vita che si possono apprendere tra una risata e l’altra in quanto è stato fatto finora.

Downton Abbey3. Downton Abbey (ITV)
Il successo di Downton Abbey è il successo della serialità britannica, apprezzata finalmente dal grande pubblico internazionale senza ridicoli pregiudizi. Uno show corale (di quelli che a trovarne si fa una fatica immensa) interpretato straordinariamente da una cast cui si farebbe un torto citandone solo una parte. Nella sua incarnazione a noi più recente, la seconda stagione, Downton Abbey ci ha raccontato la lotta sociale sullo sfondo difficile della Prima Guerra Mondiale. La nuova ambientazione storica, inevitabile e temuta da molti spettatori, avrebbe potuto creare un pantano dal quale sarebbe stato molto difficile uscire in condizioni dignitose. Grazie però alla maestria dell’autore Julian Fellowes, che ora tutti vogliono e tutti tentano di copiare, il drama è riuscito ad attraversare la turbolenza non rinunciando a quel romanticismo e melodramma senza vergogna per cui si sta facendo amare.

Breaking Bad2. Breaking Bad (AMC)
Essere cattivi alla fine non paga, a meno che non ti chiami AMC. Dopo cinque stagioni (e questa volta siamo davvero alla conclusione), Breaking Bad è ancora qui, tra le migliori, quale simbolo più maestoso dell’età d’oro degli antieroi televisivi. E, come accade prima o poi a molti antieroi, anche per Walter (Bryan Cranston) è giunto il momento di fare i conti con la consapevolezza e le conseguenze delle proprie azioni. Dal deterioramento professionale si è passati a quello morale, fino alla bancarotta coniugale e spirituale dei primi episodi di questa stagione. “Quando sarà abbastanza?” ha chiesto di recente Skyler al marito. La discesa di Walter nei circoli della criminalità ha assunto ormai contorni agghiaccianti. Tragedie, falsità, tradimenti, con Breaking Bad la tv sembra essere tornata ai lussi malsani di un decennio fa, quando non avevamo altro dio all’infuori di The Wire.

Homeland1. Homeland (Showtime)
Dalle storie ad alta tensione all’eccezionale recitazione sia di Claire Danes sia di Damian Lewis, anche quest’anno Homeland non ha avuto concorrenti ostici. Se fino a un anno fa il dilemma era se il sergente Brody fosse o meno un terrorista e se l’agente Mathison fosse incredibilmente acuta o soltanto pazza, questa volta il grande punto interrogativo è stato: chi sta manipolando chi? Ogni episodio della nuova stagione è un mulinello di complessità: i due protagonisti si spiano, si amano (la loro è una delle storie d’amore più bizzarre della tv) e si odiano. I colpi di scena si susseguono frenetici, maligni, lasciando costantemente lo spettatore con l’angosciante incertezza su cosa succederà dopo. Con la sua storia senza paura, scaltra nel modo in cui gioca con le paure altrui, Homeland ci ricorda che lo scetticismo - verso le cospirazioni, verso le potenziali minacce esterne e interne, anche verso il potere e il fascino della tv - non porta nulla di buono.

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