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La prova del nove

Dopo cinque anni da showrunner, Eric Kripke spiega le ragioni del suo “addio” a Supernatural. Che cosa dobbiamo aspettarci dalle storyline della sesta stagione?

La prova del nove

Sembrerà azzardato parlare di una stagione che in Italia, con un po’ di fortuna, riusciremo a vedere in chiaro solo tra due anni. Chi però è un fan di Supernatural e segue gli aggiornamenti che periodicamente arrivano dagli Stati Uniti, sa già che il nuovo ciclo di episodi che sta per debuttare oltreoceano, il sesto per l’esattezza, è considerato un po’ la prova del nove dagli appassionati e dal network che trasmette la serie. Supernatural, nei piani del suo ideatore, Eric Kripke, sarebbe dovuta terminare questa primavera, dopo cinque stagioni. Tuttavia, il buon successo che lo show continua a riscuotere nonostante sia stato programmato finora in una serata difficile come quella del giovedì, ha incoraggiato The CW a prodigarsi per strappare agli autori una nuova storyline e l’opportunità di sentire meno il peso della concorrenza spostando la serie nella serata del venerdì. Una sfida che Kripke non ha avuto voglia di accettare, lasciando la sua poltrona di showrunner parallelamente alla conclusione dell’arco narrativo da lui ideato. Avvenimento questo che ora preoccupa i telespettatori, e del quale Kripke ha parlato in occasione di una recente intervista per Entertainment Weekly.

Perché hai deciso di dimetterti da showrunner?
Dopo cinque anni stavamo arrivando alla fine della storyline così ho pensato che il tempismo era quello giusto. Sapevo che avremmo chiuso questo capitolo e aperto uno nuovo. Sentivo come se fosse il momento giusto per fare un passo indietro e concentrarmi su dei progetti nuovi, mantenendo le mie manine sporche sullo show. E’ stato anche merito di Sera [Gamble], del suo entusiasmo e della sua ambizione. Credo davvero che dopo cinque anni di mie stronzate, avere qualcuno con una prospettiva fresca e nuove energie per questi personaggi e il loro universo sia salutare per la serie. Supernatural è sempre stato uno show sulla reinvenzione. Abbiamo cercato con difficoltà di non ripeterci. Ho pensato che il maggior coinvolgimento di Sera avrebbe aiutato questa stagione a garantire diversità, freschezza. Lei ha una sensibilità differente.

Qual è il tuo ruolo ora?
Vedo il mio lavoro come una rete di sicurezza e mi accerto che lo show rientri il più possibile nei parametri... Sera e Bob [Singer] mi propongono le idee dell’episodio. Sono nella stanza degli sceneggiatori a ogni pausa. Suggerisco delle idee, rispondo alle domande e cerco delle soluzioni ad alcuni problemi. Aggiungo delle note alla sceneggiatura. Sono ancora con loro. Francamente, credo che Sera e Bob preferirebbero che me ne andassi all’inferno [ride].

Scriverai qualche episodio?
Sicuramente scriverò un episodio quest’anno. Inoltre, mi sono reso disponibile per girare un episodio a febbraio.

Cosa dici a quei fan che sentivano che lo show avrebbe dovuto terminare con la stagione 5?
Sarà il tempo a dargli una risposta. Nutro grandi speranze nei confronti di questa stagione. Ricordo dello stesso tipo di preoccupazioni quando abbiamo fatto fuori il demone dagli occhi gialli nella stagione 2. Avevamo ucciso il loro principale nemico, dove saremmo andati? Abbiamo sempre trovato un posto diverso dove andare. Le persone dimenticano che inizialmente io non volevo gli angeli nello show. Poi li abbiamo introdotti è la storyline si è sviluppata in un modo davvero ricco per noi. Questa è una serie che completa un racconto, ne comincia di nuovi e reinventa se stessa. Credo che faccia parte del suo DNA, resisterà a un sacco di cambiamenti e sviluppi. La questione non è sul come finirà, ma ‘La nuova storyline sarà interessante e accattivante? Ci sarà uno spazio in quest’universo che non abbiamo ancora esplorato e metterà Sam e Dean in situazioni che non abbiamo mai visto prima?’ Penso che risponderemo a tutto questo.

Qual è la nuova storyline?
Una delle prime cose di cui Sera e Bob mi hanno parlato è che la storia degli angeli si è giustamente esaurita, quindi da dove partiremo? Non per dire che angeli e demoni non faranno parte della storyline, perché ci saranno. Ci sarà Castiel. E Crowley. I personaggi che avete amato saranno nella storia. Ma il grande territorio inesplorato di Supernatural in un certo senso è dritto di fronte a noi: le creature e i mostri. Abbiamo avuto così tanti episodi sulle creature ma in realtà non abbiamo mai spiegato da dove venissero, non come abbiamo fatto con gli angeli e i demoni. Come vivono la loro condizione? Sono di questo mondo? Quali sono le loro origini? Come hanno fatto i lupi mannari, i vampiri e i mutaforma ad arrivare qua? Penso che la loro sia un’idea molto interessante, esplorare questa storia, perché è qualcosa che non abbiamo mai fatto nella serie.

Quale sarà il ruolo del nonno [Mitch Pileggi] in tutto questo?
Rappresenta un altro aspetto di questo viaggio, ovvero che Sam e Dean provengono da una famiglia di cacciatori di cui non hanno mai saputo nulla. Il nonno è il capo di questa famiglia. Ricordate, non sono i Winchester i famosi cacciatori, lo sono i Campbell. E sto dicendo che i Campbell fanno parte della storia dei cacciatori fin dalle origini. Come dice Sera, loro stavano già tagliando via le teste ai vampiri sulla Mayflower. Sam e Dean urteranno contro una storia familiare che non hanno mai conosciuto realmente e alla quale mai prima d’ora si erano interessati. Questo è molto interessante per noi.

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