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L'inganno comincia dal titolo

A vent’anni da Twin Peaks, debutta su Fox Happy Town, la serie tv ambientata in una cittadina del Minnesota sconvolta da un brutale omicidio e da una misteriosa scomparsa.

L'inganno comincia dal titolo

Nell’anno in cui si festeggia il ventennale dal debutto de I segreti di Twin Peaks - la serie riconosciuta come la capostipite della tv così come la conosciamo oggi, e senza esagerare lo show che aprì la strada al genere drama dopo un decennio di polizieschi e sitcom - più di qualcuno, non solo in tv, ha cercato di emulare il successo creato da David Lynch e Mark Frost, proponendo storie e ambientazioni che ricordano, abbastanza palesemente, quelle di Twin Peaks. Uno di questi “tentativi” è Happy Town, nuova serie della ABC (la stessa rete che programmò Twin Peaks) durata sfortunatamente una sola, brevissima, stagione - questo vi fa capire quale successo ha avuto oltreoceano, a prescindere dal suo effettivo fasciano. Una novità giunta ora in Italia, su Fox (canale 110 di Sky), che dal 6 settembre propone due episodi ogni lunedì alle ore 21:10, anche in alta definizione.

Pur apparendo azzardato, se non altro per la capacità che Twin Peaks ha avuto di conquistarsi un posto molto importante nella storia della tv americana e nella sua cultura pop, con la famosa domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer?” fissa per mesi nelle menti di milioni di telespettatori, il legame indiretto tra quest’ultima ed Happy Town si conferma forte sin dai primi istanti, quando ci avventuriamo per la prima volta nelle pittoresche vie di Haplin, una cittadina del Minnesota. Va subito precisato che non ci troviamo realmente in territorio americano, come fu per Twin Peaks. Confermando il diktat hollywoodiano che, per risparmiare, bisogna andare a produrre in Canada, in realtà quelle che vediamo nel telefilm sono le colline e le strade innevate dell’Ontario. Luoghi gelidi dove ancora oggi è la natura a dominare l’uomo e non viceversa, regalando così al tutto un aspetto cupo e misterioso. Un luogo idilliaco, che anche per questo è conosciuto come Happy Town, la città felice. Haplin si propone come una zona franca per chi ama vivere in pace e tranquillità, ma non è stato sempre così, e non lo sarà ancora per molto.

L’uomo è imprevedibile, e per certi versi lo è anche la natura. Quanto accaduto in questa piccola città, e ciò che sta avvenendo ora, è ben lontano dal potersi definire qualcosa di felice, e ciò ci aiuta a introdurre il secondo motivo per il quale Happy Town vi ricorderà Twin Peaks: la storia. In realtà, le persone squisite e sorridenti che abitano le vie di Haplin indossano due maschere. La prima nasconde il turbamento per quanto avvenuto fino a sette anni fa: una serie di rapimenti e omicidi alla quale non stata data mai una soluzione. La seconda, quella che si smaschererà più velocemente, offusca la preoccupazione per un nuovo ed efferato delitto, che sembra riportare alla luce quello stesso caso che qualcuno tentò prepotentemente di insabbiare per un motivo ignoto.

Un uomo è stato ucciso in un capanno isolato sul lago ghiacciato. Se sia stato Magic Man, lo spietato serial killer che dodici anni fa sconvolse per la prima volta gli abitanti di Haplin, spetta allo sceriffo Tommy Conroy (Geoff Stults) scoprirlo. Messo alle strette dai sensi di colpa per il suo passato discutibile, e dalle domande dei concittadini angosciati - Chi ha ucciso l’uomo? E perché lo ha fatto in una maniera così barbara? - lo sceriffo avvia un’indagine che si mostra difficile da condurre sin dai primi istanti. Tra i numerosi ostacoli da scavalcare c’è la giovane Henley Boone (Lauren German, Non aprite quella porta), appena arrivata in città e già ansiosa di scavare nel passato di quest'ultima. Henley non sa che anche lei è un tassello dell’intricato puzzle, così come lo è Merritt Grieves (Sam Neill, Jurassic Park), il quale alloggia nella stessa pensione della ragazza, uno dei tanti luoghi apparentemente intrecciati al mistero, un cui intero piano è stato dichiarato off-limits. La situazione si complica quando una seconda persona scompare, trasformando quindi l’indagine in una corsa contro il tempo, che coinvolge cittadini insospettabili e segreti custoditi gelosamente per un periodo forse più lungo dell’immaginabile.

La serie è stata creata, tra gli altri, da Josh Appelbaum, che nel 2007 scrisse per la ABC October Road. Questo è il motivo per il quale, chi l’ha seguita, apprezzerà rivedere in Happy Town più di qualche volto famigliare di Knights Ridge, a cominciare da Stults, questa volta nei panni di un uomo della legge. Ed è così che l’attore presenta lo show: “Non è CSI, dove alla fine dell’episodio dici: ‘Oh, è lui l’assassino’. Non è questo ciò che abbiamo voluto fare. Volevamo che le persone si sentissero coinvolte. C’è più Stephen King che altro. Non c’è alcun elemento soprannaturale, si tratta di un mistero irrisolvibile per gli abitanti di Happy Town, ma il modo in cui idee ed emozioni sono coinvolte la fa sembrare una serie soprannaturale. Non del tipo che gli alieni arrivano sulla Terra per rapire e uccidere queste persone. Siamo più realisti. Uno degli obiettivi degli sceneggiatori è stato creare uno show che non si trascinasse per tre anni prima di scoprire la verità. Dopo le prime due ore, si ottengono delle risposte in ciascun episodio”.

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