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In bilico tra umano e disumano

La tentazione è una bestia, e nuove se ne contrappongono sul cammino dei giovani protagonisti di Being Human negli episodi della stagione 2, finalmente in onda su Axn Sci-Fi.

In bilico tra umano e disumano

Nella frenetica ricerca del soprannaturale, genere dal quale il pubblico televisivo è sempre più affascinato e insidiato, vi siete mai soffermati un attimo a riflettere sulla possibilità che dall’altra parte, nell’oscurità di una notte senza luna piena, le creature mostruose desiderino esattamente il contrario? Potrebbe sembrare un controsenso, ma questo solo perché simili individui vi sono stati presentati sempre come entità pericolose, assetate di sangue e vendetta. Invece, proprio come noi comuni mortali, i vampiri, i licantropi e i fantasmi lottano ogni giorno per mantenere almeno un equilibrio tra moralità e immoralità, come se si sentissero in colpa per il male che la loro condizione gli ha obbligati ad arrecare, come se ripudiassero la loro anomalia, desiderando per se stessi un’esistenza più normale. In altre parole, come se la loro massima ambizione fosse “essere umani”. Se lo scenario che una simile considerazione promette di espandere vi intriga, e già pregustate i risvolti e gli innumerevoli passi falsi che sarà necessario compiere prima di raggiungere uno scampolo di normalità, l’appuntamento che certamente fa al caso vostro è quello con Being Human, l’adattamento statunitense dell’omonima serie soprannaturale in onda da diversi anni nel Regno Unito, che torna in prima visione in Italia su Axn Sci-Fi (canale 133 di Sky) con gli episodi della seconda stagione, ogni mercoledì alle ore 21:00 dal 4 aprile (la prima settimana andranno in onda due episodi).

L’ultima volta che abbiamo bazzicato dalle parti di Boston, la situazione non sembrava esattamente volgere al meglio per i tre protagonisti: il vampiro ultracentenario Aidan (interpretato da Sam Witwer), il lupo mannaro alle prime armi Josh (Sam Huntington), e il fantasma sentimentalmente afflitto Sally (Meaghan Rath). I tre hanno deciso di vivere sotto lo stesso tetto, nella speranza che la convivenza renda le loro differenti situazioni più ordinarie e soprattutto i loro istinti maggiormente controllabili. Tuttavia, Aidan ha dovuto battersi impetuosamente con il suo creatore, Bishop (la guest star Mark Pellegrino), leader della comunità di succhiasangue locale. Quest’ultimo ha avuto la peggio - ha perso letteralmente la testa! - e ora Aidan deve assicurarsi che i suoi simili non facciano proprio l’adagio “quando il gatto manca i topi ballano”. Ciò, inevitabilmente, distrarrà il vampiro dalla retta via. Infatti, trovarsi immerso in maniera così compromettente nel mondo che aveva finora ripudiato renderà vano il suo tentativo di sfamare la sua sete con le scorte di sangue dell’ospedale, dove lavora, fino a riportarlo ai tempi in cui era un assassino infallibile. In questo pericoloso processo inverso, giocherà ancora una volta un ruolo fondamentale una donna riemersa dal suo passato.

Non meno complessa la situazione personale che il suo amico Josh deve affrontare nel frattempo. Diversamente da Aidan, Josh non ha avuto molto tempo per comprendere e accettare la sua diversità. Un mattino si è svegliato in un bosco, completamente nudo e sporco di sangue, e ha scoperto che ogni notte di luna piena, indicativamente una volta al mese, si trasforma in una bestia famelica capace di scatenare il panico, senza che lui ne abbia il controllo o il minimo ricordo. Josh ha cercato di dominare la sua metà animale, e qualcuno lungo la strada lo ha aiutato a farlo, o almeno è quello che lui credeva. Sfortunatamente, ha premuto troppo forte sul pedale dell’acceleratore, e la sua voglia di far tornare tutto com’era prima ha scatenato una serie di sviluppi che di umano potrebbero avere ben poco. La sua fidanzata, Nora (Kristen Hager), è rimasta incinta, e ora Josh teme di aver infettato con la stessa maledizione di cui lui porta il fardello la persona, o meglio, le due persone più importanti della sua vita. Mentre il ragazzo si confronterà con la sua insolita “malattia venerea”, per non farsi invidiare troppo dai coinquilini, Sally vivrà il suo incubo quando incontrerà lungo il cammino alcune facce note, i fantasmi dei suoi vecchi compagni di liceo. Quella che all’inizio sembrerà una piacevole e simpatica rimpatriata, condurrà la ragazza in una nuova spirale dalla quale uscirà più cambiata di quanto non avesse già fatto il vorticoso rapporto con l’ex fidanzato, che si è scoperto poi essere il suo assassino. Sally porterà alla luce dei lati di se stessa che non conosceva, e arriverà a compiere gesti di cui nessuno la credeva capace.

Uno degli aspetti più apprezzabili di Being Human è la capacità con la quale la serie riesce a bilanciare dibattiti etici con situazioni di assoluta crudeltà, tipiche del suo genere di appartenenza. Cercare di capire quanto sia sottile la linea di demarcazione tra umanità e disumanità in questi personaggi è un gioco piacevole e costruttivo, in cui non poche volte bisogna destreggiarsi tra tentazioni malsane, fatti apparentemente incomprensibili, e un passato che scalpita per invadere la scena. N’è un esempio l’episodio della seconda stagione in cui Pellegrino riprende il ruolo di Bishop. E’ preoccupante notare come l’attore - che ha interpretato anche l’Uomo Nero in Lost e Lucifero in Supernatural - si trovi a suo agio nei panni del cattivo. Il suo lavoro negli episodi della precedente stagione non aveva tradito il suo buon nome, motivo per il quale la produttrice esecutiva Anna Fricke si è prodigata affinché tornasse sul set, nonostante la decapitazione del suo personaggio nel finale di stagione. Accade così che “padre” e “figlio” si ricongiungono in un’allucinazione di Aidan che funge anche da flashback sui trascorsi familiari del vampiro. Parentesi come questa non solo ci aiutano a comprendere meglio il carattere dei personaggi e il motivo per il quale si comportano in un certo modo, ma aiutano anche loro stessi a capire come affrontare il presente. Un altro interprete che merita senz’altro di essere menzionato è Dichen Lachman. L’ex protagonista di Dollhouse presta questa volta il volto a Susan, la figlia di una potente e leggendaria vampira nota come la Madre. Un esilio lungo 80 anni ha reso Susan incredibilmente combattiva, e cosa più di questo fa di lei l’erede migliore di Bishop. Aidan, evidentemente, ma la ragione lasciamo che siate voi a scoprirla.



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