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Il braccio contro la mente

In una sola serata, i nuovi episodi della seconda stagione di Person of Interest e il cervellotico procedurale con l'ex di Will & Grace Eric McCormack, Perception.

Il braccio contro la mente

E’ un mercoledì da leoni per gli appassionati di crime drama. Mentre su Premium Crime torna il fenomeno delle ultime due stagioni di CBS, Person of Interest, alle ore 21:15 con gli episodi del secondo ciclo a poche settimane di distanza dagli Stati Uniti, Fox (canale 111 di Sky) propone alle 21:00 per la prima volta in Italia la recente novità estiva del canale via cavo TNT, Perception, con un brillante Eric McCormack nei panni di un altrettanto brillante professore di neuroscienze. Da una parte tornano i pugni e le pallottole sparate nelle gambe dall’ex agente della CIA John Reese, braccio destro del più pacato ma non meno determinato Harold Finch, un ricco eremita di New York custode della formula segreta. Dall’altra, dopo esserci spinti fino a Chicago, l’eccentrico Dott. Daniel Pierce mette la propria conoscenza al servizio dell’FBI per risolvere un crimine dopo l’altro. Casi sempre più complicati e metodi d’indagine che assottigliano il confine già precario tra giusto e non concesso. Un genere che sembrava aver detto tutto e raffigurato ogni sfaccettatura del reato, di chi lo commette e lo combatte, il quale invece si ammoderna di pari passo con il mondo... del crimine. Dall’America post 11 settembre ossessionata dall’identità e dalla prevenzione, allo studio della psiche umana, come pozzo di informazioni sui comportamenti umani, meglio, delinquenziali.

Person of Interest si era distinta lo scorso anno per la capacità con cui aveva reso intrigante una connotazione la cui evoluzione nell’ultimo decennio aveva fatto venire i brividi in ogni ordine di posto: il “Grande Fratello”. Nella loro interpretazione di lotta al crimine, J.J. Abrams e Jonathan Nolan si erano lasciati affascinare dalla dicotomia sociale tra libertà individuale e politica della sicurezza. La macchina inventata dal genio informatico interpretato da Michael Emerson - un organismo vivente di videocamere e microfoni sparsi in tutta la città - poteva predire qualsiasi tipo di reato, anche il più comune, considerato però irrilevante perché non costituiva una minaccia alla sicurezza nazionale, motivo per cui Finch era stato avvicinato dal Governo. Ritenendo questi crimini altrettanto importanti, il professore aveva assunto l’ex militare con il volto di Jim Caviezel, salvandolo di fatto da disgrazia certa, per impedire che quei reati potessero compiersi come aveva predetto la macchina. Questo per un certo periodo aveva funzionato, e piuttosto bene, anche se non senza difficoltà. Quando però nel finale della prima stagione la situazione si era messa male per Finch, Reese si era rivolto alla macchina per farsi aiutare nelle ricerche dell’amico scomparso, introducendo in questo modo l’evoluzione del plot, e di conseguenza il nuovo dilemma filosofico, che caratterizzano questa seconda stagione. Può un computer possedere una coscienza e un pensiero propri? Sembrerebbe di sì a giudicare dal modo in cui, senza essere comandata, la macchina comincia a prendere decisioni in autonomia, fornendo a Reese i numeri di previdenza sociale delle prossime “persone d’interesse”.

L’approccio di Perception è di un altro pianeta. Meno fantascientifico, ma altrettanto irregolare. C’è sempre una macchina, il cervello del Dott. Daniel Pierce, neuroscienziato e professore universitario la cui profonda conoscenza delle sue materie di studio sono la conseguenza diretta dei disturbi neurologici di cui lui stesso soffre: la schizofrenia e la paranoia. Invalidato dalle allucinazioni e dai deliri procuratigli dalla malattia, senza dei quali probabilmente non sarebbe altrettanto brillante, Pierce non ha potuto fare altro che lasciarsi alimentare dal microcosmo del college in cui insegna. La sua intera esistenza, però, viene messa in discussione dal ricongiungimento con Kate Moretti (Rachael Leigh Cook, Psych), una sua ex studentessa diventata un’agente per il Federal Bureau of Investigation di Chicago, la quale gli chiede di aiutarla a risolvere un caso particolarmente ostico che coinvolge un alto dirigente dell’industria farmaceutica, naturalmente morto ammazzato. La collaborazione tra i due - cui si aggiungono Natalie Vincent (Kelly Rowan, OC), l’amica immaginaria del professore, e l’altro agente Max Lewicki (Arjay Smith) - funziona così bene, ma anche in questo caso non senza incidenti, da rendere il dottor Pierce una figura rilevante, se non essenziale, all’interno dell’agenzia.

Negli Stati Uniti la serie è stata rinnovata per una seconda stagione di 13 episodi, tre in più rispetto alla prima, e ha fatto rumore per il ritorno in tv di McCormack, nei panni di un personaggio che non potrebbe essere più diverso dall’avvocato omosessuale Will Truman di Will & Grace. Pierce ha più cose in comune con Monk, House, Patrick Jane e Sherlock Holmes, anche se l’ideatore Ken Biller ammette di essersi ispirato soprattutto al geniale e schizofrenico protagonista di A Beautiful Mind, John Nash. Biller voleva un attore che fosse molto intelligente e che allo stesso tempo potesse sembrare divertente. Caratteristiche che ha trovato in Eric. Quest’ultimo, dal canto suo, non riesce a essere categorico sulla dissomiglianza di Perception con la sitcom che lo ha reso famoso in tutto il mondo e per la quale ha vinto un Emmy come miglior attore. Nulla a che vedere con il valore affettivo. L’attore ha evidenziato come in certi aspetti il procedurale di TNT riporti in vita quel tema della tolleranza tanto caro a Will & Grace. Ma non verso i gay, ormai completamente sdoganati dalla tv a stelle e strisce (Modern Family, The New Normal, Brothers & Sisters), bensì verso le malattie mentali, tuttora troppo stigmatizzate, non solo in tv.

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