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I Topi stanno tornando... ed è una bellissima notizia!

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Arriva alla seconda stagione I Topi, la serie originale di Antonio Albanese, e il livello qualitativo e di divertimento si innalza ulteriormente, in uno dei prodotti migliori della fiction italiana, da tutti i punti di vista.

I Topi stanno tornando... ed è una bellissima notizia!

Il 18 aprile arriva alle 22 su Rai 3 la seconda stagione de I Topi, la serie ideata, interpretata e diretta da Antonio Albanese, con l'aiuto di un team fantastico: produzione Rai Fiction e Wildiside (Freemantle) e un cast affiatatissimo di magnifici complici composto da Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Tony Sperandeo, Michela De Rossi, Andrea Colombo e Clelia Piscitello, più i molti ospiti occasionali. E se la prima stagione ci aveva fatto ridere e ci aveva colpito per originalità e inventiva, la seconda vola ancora più in alto in termini di comicità e costruzione narrativa. Un esperimento felice, forse il migliore nato finora dalla mente di Antonio Albanese, che coniuga tragedia e farsa, surrealismo e quotidianità, dove tutto è amplificato e ognuno prende terribilmente sul serio il suo ruolo. Con I Topi ridiamo per la commedia dell'assurdo messa in scena da questi personaggi e al tempo stesso crediamo in loro e ci affezioniamo nostro malgrado a questi sgradevoli abitatori del sottosuolo. La famiglia Parrini è un po' la nostra famiglia Addams, che vive una realtà assolutamente normale per i suoi componenti e guarda con stupore e un po' di disprezzo alle bizzarrie altrui.

Che succede nella seconda stagione de I Topi (senza spoiler)

Negli spazi claustrofobici sotterranei in cui si aggirano i latitanti, che si costruiscono in qualche caso un habitat alternativo sotto terra (e in questa stagione ne vedremo diversi) fino a perdere la loro “funzione” e a dimenticarsi del motivo stesso di questa vita senza aria e luce, Sebastiano, U Stuorto e lo Zio hanno il vantaggio di muoversi e di salire qualche volta in superficie, grazie alla solerzia dei muratori sotterranei cinesi, totalmente privi di senso dell'umorismo ma non degli affari, che scavano per loro nuovi passaggi segreti. Pur sotto terra non rinunciano alle loro abitudini e alle loro debolezze. Comandano e fanno terra bruciata intorno a sé, di chi mette in dubbio le loro certezze da ignoranti. Ufficialmente defunto per il mondo esterno, Sebastiano si infiamma di gelosia per la sua finta vedova, squinternata ma devota e piacente, insidiata da un malcapitato corteggiatore, e deve vedersela anche con un fidanzato della figlia che è contrario per principio al matrimonio. Ma quello che lo manda più in crisi, a ben vedere, è il segreto di Pulcinella di Nicola, O Stuorto, amico d'infanzia e fido braccio destro, che è l'unico a non conoscere.

Perché si ride con I Topi

Si ride tantissimo coi Topi: si ride delle istruzioni sempre più balzane che il boss fa pervenire alla famiglia e agli esterni, col tramite del suo stralunato picciotto che non riesce a ricordarle (al solito posto o all'insolito? In cima alla discesa o accanto alla salita, o in fondo?). Si ride dell'immancabile commento dello zio, interpretato con ineffabile candore da Tony Sperandeo, al quale a tratti sembra (sembra?) scappi perfino da ridere. Si ride per i nomignoli degli affiliati, i “figli di e fratelli e cugini di”, che diventano sempre più fantasiosi e assurdi, per i colloqui nella cella frigorifera della pellicceria (un must) dove con colbacco e vestiti come agenti del KGB a Mosca con meno venti gradi ci si riunisce per questioni segretissime e urgenti (è un po' come la campana di vetro di Agente Smart, con la differenza che i convocati ci sentono ma rischiano di congelare). Si ride con le visite rocambolesche e sempre più frequenti di Salvatore alla tomba della madre Gaetana, con le sue corse in sandali e abiti femminili e con la scena en travesti più divertente dai tempi di Mrs. Doubtfire.

La vera sorpresa de I Topi 2

Ma soprattutto, in questa seconda stagione, emerge come vero protagonista – e il magnifico Albanese non ce ne voglia – Nicola Rignanese, che è sempre, assolutamente, sublime nel ruolo del devotissimo scagnozzo dai capelli gialli, che nasconde al suo capo un segreto imbarazzante (forse) e a tutti uno orribile, eppure ha un animo sensibile e non farebbe mai del male a una mosca (a una mosca, appunto). Che magnifici caratteristi esistono nel nostro Paese! Siamo felici che un serial come questo dia loro l'opportunità di mostrare tutta l'ampiezza del loro talento. Insomma, si arriva alla fine e ci si resta male, a pensare a quanto dovremo attendere per ritrovare i Parrini sullo schermo, visto che il finale ci lascia con l'inevitabile cliffhanger. Se oltreoceano si ride coi vampiri di What We Do in The Shadows, le nostre figure notturne e terrene sono altrettanto spassose, parassite e decisamente autoctone. Una nota di merito va anche agli scenografi, alla troupe e a tutti i tecnici che hanno creato questo bizzarro mondo parallelo in cui, per quanto scomodo e umido debba essere, ci piacerebbe fare una visita. Un difetto comunque I Topi ce l'ha, ed è imperdonabile: finisce troppo presto.

Dal 18 aprile alle 22 su Rai 3 la famiglia Parrini vi aspetta con la seconda stagione de I Topi, non mancate!



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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