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Emmy 2010: Tutte le reazioni

Emmy Awards, the day after. Tutte le reazioni e le dichiarazioni delle star dopo l’annuncio delle nomination. Sorpresa per la candidatura di Connie Britton. Cranston pronto per il tris.

Emmy 2010: Tutte le reazioni

Ammettiamo, per noi fan seguaci delle celebrità di Hollywood, è abbastanza divertente immaginare i nostri beniamini svegliarsi prima dell’alba, con gli occhi assonnati, in vestaglia e una tazza di caffè, per guardare in tv l’annuncio delle nomination agli Emmy Awards. Sei minuti di diretta che valgono i sacrifici di una vita, e che possono cambiarti la vita. Probabilmente si tratta di un appuntamento annuale che non tutti onorano con impegno. In pochi possono permettersi il lusso di rimanere a letto perché sanno già di avere una candidatura in tasca. Tantissime, invece, le star che sfortunatamente neanche tentano di immaginare cosa si possa provare nel ricevere un tale riconoscimento. Non quest’anno, perché le sorprese non sono state poche e molti telefoni devono aver suonato al grido: “Alzati e accendi il televisore”!

Che cosa avranno pensato, ad esempio, Kyle Chandler e Connie Britton quando hanno saputo di essere stati candidati come migliori attori protagonisti per i loro ruoli in Friday Night Lights? Un atto dovuto verso due attori che meritano un simile encomio da molto tempo, certamente non ora che la loro serie sta per finire. Tuttavia, sempre meglio tardi che mai. “E’ ridicolo!”, ha urlato entusiasta la Britton alla notizia di essere stata affiancata a miti del calibro di Glenn Close (Damages) e Mariska Hargitay (Law & Order: Unità Speciale). “Ridicolo” ha continuato a ripetere alla domanda se stesse bene. “Quando ho ricevuto la telefonata questa mattina, ho detto: ‘Sei sicuro? Ci deve essere un errore’. Ero nel mio letto ad Austin, e mio cugino, che forse è uno dei miei più grandi sostenitori e anche del tutto in sintonia con questo genere di cose, mi ha telefonato letteralmente in lacrime”.

Chi sicuramente non è rimasto sorpreso è Ryan Murphy, l’ideatore di Glee. La sua musical comedy è stata candidata a ben 19 statuette, il numero più alto nell’edizione di quest’anno se non consideriamo le 24 ottenute da The Pacific, la straordinaria miniserie HBO, sebbene in questo caso per lo più in categorie tecniche. “Ovviamente sono stato felice per tutti loro, ma a farmi esclamare ‘Santo cielo, è fantastico!’ è stata quella a Chris Colfer”, dice Murphy riferendosi alla nomination come miglior attore non protagonista dell’interprete di Kurt. “Penso fosse una categoria affollata, difficile, con tanti grandi nomi. Ha appena 20 anni ed è la prima cosa che abbia mai fatto. E’ sceso da un autobus ed è venuto da noi, e abbiamo capito che la parte era sua. Sono come un papà orgoglioso con lui. Le persone amano il suo personaggio, e credo che per un ragazzo giovane come lui sia stato rischioso accettare d’interpretare un personaggio così orgoglioso, combattuto e viziato. Ma lui è entrato in quelle scarpe, le ha abbracciate e le ha fatte sue. Penso che lui abbia fatto molto per i giovani e meriti quel posto”.

Glee ha offerto a Neil Patrick Harris una chance in più per vincere il primo Emmy della sua carriera. Candidato per quattro anni consecutivi come miglior attore non protagonista per il ruolo di Barney Stinson in How I Met Your Mother, quest’anno l’attore gareggerà anche come miglior guest star in una comedy per la sua eccezionale interpretazione nel diciannovesimo episodio della prima stagione di Glee. Il suo principale rivale, però, resta Jon Cryer di Due uomini e mezzo. “Congratulazioni a Tony [Shalhoub] e complimenti a Jon Cryer”, dichiarò lo scorso anno Harris subito dopo aver raggiunto il palcoscenico degli Emmy. “Possiamo sapere dove si trova? Oh, è nella sala stampa. Ecco dove si va quando si vince”, dimostrando una simpatica insofferenza nei confronti del collega. Trovandosi a competere con lui anche quest’anno, Cryer ha pensato di continuare il gioco scrivendo una lettera a Harris: “Ciao Neil Patrick Harris, sono io, Jon Cryer, il tuo incubo peggiore. Sì, ancora una volta la Television Academy ha ritenuto giusto candidarti come miglior attore non protagonista in una comedy. Ancora una volta insieme sul campo di battaglia. Sarà come lo scorso anno, quando hai entusiasmato la folla con i tuoi canti e balli, facendoli divertire e ridere, dimostrandogli chiaramente che il tuo piccolo mignolo possiede più talento dell’intero corpo di quello stupido Jon Cryer, solo per rimanere brutalmente deluso quando la nostra categoria è stata annunciata. Vedremo, Neil Patrick Harris, vedremo. La mia mancanza di talento mi ha portato fin qui e scommetto che non mi deluderà anche quest’anno. Fortunatamente, gli altri signori nella categoria sono estremamente dotati”.

Jim Parsons ha ricevuto per la seconda volta una nomination come miglior attore in una comedy. Questo nuovo riconoscimento non poteva arrivare in un momento migliore. Lui e la CBS, infatti, stanno definendo i dettagli del nuovo accordo e un simile, importante, traguardo è quel genere di cose che può farti guadagnare di più. L’attore, però, non ha alcuna intenzione di farlo diventare un vantaggio. “Non vedo l’ora di tornare al lavoro. Niente potrebbe salvarmi dalle porte dell’inferno se non interpretare nuovamente Sheldon”. Eppure, la star di The Big Bang Theory ha ammesso una certa delusione nel costatare che la sitcom in onda su CBS non è stata candidata come miglior comedy. “Io, naturalmente, ero entusiasta, ma sarebbe stato bello gioire con tutto il gruppo di una nomina dello show. L’anno prossimo”.

Chi può vantare invece una scala reale è Julianna Margulies, la cui nuova serie tv, The Good Wife (in onda dall’11 settembre su Rai2), ha ottenuto 9 nomination, un risultato straordinario per una produzione che non ha ancora soffiato sulla prima candelina. Grazie al ruolo dell’avvocatessa Alicia Florrick, lei ha già portato a casa un Golden Globe come miglior attrice in un drama, ed è tra le favorite per una vittoria agli Emmy il 29 agosto. Intervistata da Entertainment Weekly, l’attrice ha ammesso: “Se anche Josh Charles, Chris Noth e Matt Czuchry avessero ottenuto una nomination, i miei piedi non avrebbero più toccato terra. Ma mi accontento di com’è andata. E devo dirti che sono così felice che Archie, Christine, Alan Cumming e Dylan Baker siano stati nominati. Ma la cosa più straordinaria è che Robert e Michelle King abbiano ricevuto una nomination e che la serie sia stata nominata, una matricola, una serie che nessuno di noi pensava potesse raggiungere un simile traguardo. E' un bel momento per tutti noi”.

E se la Margulies sembra destinata al bis, qualcun altro, Bryan Cranston di Breaking Bad, potrebbe addirittura conquistare il terzo Emmy consecutivo della sua carriera. Un salto di qualità straordinario quello di Cranston, che fino a qualche anno fa neppure immaginava di sedersi al fianco di Hugh Laurie (Dr House) e Matthew Fox (Lost). Dopo due Emmy come miglior attore in un drama, Cranston sembra più sicuro di sé e ammette di avere già un posto libero per una terza statuetta. “I due Emmy sono nel mio ufficio, distanti l’uno dell’altro. Sorreggono un’amaca sulla quale adoro distendermi. Un terzo potrebbe finire sotto l’amaca in modo che, se diventassi troppo presuntuoso, mi colpirebbe dritto nel culo”, scherza l’attore. “Ieri mattina mi sono svegliato molto agitato, come se stessi uscendo da un incubo. Vagavo in cerca di un bagno, ma era un sogno, sebbene non uno dei migliori che abbia mai fatto. Quello coinvolge qualcun altro. Penso abbia a che fare con Sofia Vergara. E’ stata l’unica cosa in grado di migliorare il fascino della mia sveglia”.

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