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Due donne, un solo destino

Maggie Q confessa di condividere qualcosa di molto importante con Nikita, il suo personaggio nella serie in onda su Steel. Lo testimoniano un'intera vita e un tatuaggio.

Due donne, un solo destino

Dei tre tatuaggi che abbelliscono il corpo di Maggie Q, ce n’è uno abbastanza evidente ed elaborato che raffigura la rinascita di una Fenice. La celebre creatura leggendaria copre orgogliosa gran parte della sua coscia sinistra, come si può vedere nelle foto promozionali di Nikita, remake della The CW del film francese del 1990 diventato poi una serie canadese, incentrato su un’affascinante assassina al servizio di un’organizzazione sinistra, in onda finalmente anche in Italia dal 23 febbraio ogni mercoledì alle ore 21:00 su Steel (Mediaset Premium Gallery). Star genuina del cinema asiatico, scoperta qualche anno fa da Jackie Chan e da lui presentata al mondo come la nuova eroina di Hong Kong, Q sfoggia la stessa sicurezza di Angelina Jolie. Nel primo episodio di Nikita, se ne sta in costume da bagno a bordo di una piscina e indossa un abito da cocktail color argento con la stessa determinazione. Q confessa però che conquistare una simile sicurezza non è stato semplice. Il tatuaggio dell’uccello che risorge dalle sue ceneri è lì per rappresentare la sua crescita, il duro lavoro e l’incertezza che ha dovuto affrontare prima di arrivare ai risultati di oggi.

“Recitare non era nei miei piani. Assolutamente”, ha raccontato l’attrice a TV Guide qualche tempo fa, quasi a voler dimostrare che conquistare un ruolo da protagonista in una serie tv di prima serata è stato la conseguenza di altri piccoli sviluppi che non aveva previsto. “Quando arrivai a Hollywood, avevo 26 anni. Mi sentì come se conoscessi già questo posto”. Appassionata di film d’azione, Q ottenne un ruolo importante dopo l’altro, come quelli in Die Hard: Vivere o morire e Mission: Impossible III, nel quale si è fatta saltare in aria in una favolosa Lamborghini. “Ho fatto delle cose orribili quando ho vissuto in Asia. Festeggiavo tutto il tempo, ero fuori di testa - in un certo senso sono stati come i miei anni del college, tutto era fuori del mio controllo. Quando arrivai in America, fu come, ‘Sono pronta per lavorare. Dev’essere così. Chiudo con il passato’”.

Q (all’anagrafe Margaret Denise Quigley) è cresciuta a Honolulu ed è la più piccola dei cinque figli avuti da un soldato americano e da una donna vietnamita. Dopo il liceo, Q pensava di studiare giornalismo o medicina veterinaria prima di accettare la proposta di un amico di partecipare a un concorso per aspiranti modelle a Tokyo, un modo per guadagnare soldi e pagarsi gli studi. Due mesi dopo, mentre attraversava un periodo d’inquietudine alle Hawaii, fu improvvisamente affascinata dall’idea di trasferirsi all’estero. “Pensai, “Non posso più farlo. Non posso rimanere qui. Non voglio trovarmi più su un’isola. C’è tutto un mondo là fuori che non ho visto’”, ha raccontato. Ma la situazione non migliorò dopo aver accettato un lavoro a Taiwan. “Mi odiavano”, ha detto. A quel tempo, “volevano solo ragazze con i capelli biondi e gli occhi azzurri... Mi respingevano dappertutto”. Scoraggiata, ma determinata a non tornare a casa dopo un nuovo fallimento, Q si trasferì a Hong Kong con soli venti dollari in tasca. La stessa sera del suo arrivo, incontrò quello che sarebbe diventato in futuro il suo agente (che oggi lavora ancora con lei), conquistando poco tempo dopo ruoli in tv e al cinema. “Sarò sincera, la recitazione fu un modo per racimolare soldi solo fino al terzo film”, ha detto. “Non conoscevo nessuno. C’era la barriera linguistica. C’erano le barriere culturali - permettetemi di dirlo, nessuno era soddisfatto della mia franchezza in Asia. ‘Quella Maggie, è così occidentale!’. Credevo di aver lavorato abbastanza da poter dire la mia. So quando devo stare zitta”.

La svolta arrivò quando fu chiamata da Jackie Chan, che la preparò a decine e decine di ruoli, addestrandola alle acrobazie più assurde mentre era all’inseguimento del killer di turno. Fu in quel momento che Q imparò ad amare il suo lavoro, sebbene assorbire tutta quella roba fisica non le venne naturale. “Sono per metà asiatica, così la prima cosa che la gente pensa è ‘Oh, beh, conosci il kung fu... giusto?’. Non è certamente qualcosa che so fare a occhi chiusi”. Ma la sua ostinazione e un master in scene d’azione l’aiutarono molto, anche se ciò le costò la lussazione degli stinchi e diverse altre parti del corpo fratturate.

Tutto ciò che Maggie ha vissuto nella sua vita sembra averla preparata al ruolo in Nikita, nella quale interpreta una ragazza ostinata e cattiva per i motivi giusti. La storia prende il via tre anni dopo la fuga della ragazza dalla Divisione, un’agenzia governativa segreta che la costrinse a una vita violenta senza spiegarle le ragioni. Se un tempo era semplicemente un’assassina a sangue freddo, dopo l’omicidio del suo fidanzato, una Nikita addolorata e vendicativa decide di riprendersi la sua indipendenza e attuare un piano per distruggere la Divisione. Il produttore esecutivo Craig Silverstein incominciò a corteggiare Q dopo aver ricordato la sua battaglia con John McClane (Bruce Willis) nel quarto Die Hard. In quel periodo l’attrice era stata avvicinata anche dai produttori di Hawaii Five-0. “Non è un ruolo che potresti interpretare - o sei in grado o non lo sei”, ha raccontato Silverstein. “Ero molto nervoso al riguardo. Sei hai un ruolo come questo, che ha bisogno di essere affascinante nel modo in cui agisce e combatte, e probabile che hai bisogno di una star del cinema. Fortunatamente, abbiamo avuto una star del cinema”.

Nei panni di Nikita, Q è stata costretta a mettere da parte la vulnerabilità, dimostrando di essere una donna forte e sicura delle sue capacità, anche di quelle fisiche. C’è una scena in cui finge di essere attratta da uno squilibrato, al quale spezza il collo dopo avergli fatto credere di volerlo baciare. Nella serie recita anche Shane West, nel ruolo di Michael, un impiegato della Divisione, che ammette di aver preso una cotta per Q molto tempo prima di Nikita, dopo averla vista scatenarsi nella commedia demenziale Balls of Fury. “E’ sempre stata una bomba!”, ha detto West. “Maggie probabilmente mi darebbe un calcio nei gioielli di famiglia per aver detto tutto questo. Lei potrebbe prenderci tutti e portarci fuori per il conto. Scherzi a parte, è così appassionata. Lei è una leader naturale”. Parole che Silverstein condivide: “Io non voglio lasciare lo studio pensando che qualcuno degli attori potrebbe farsi male, ma Maggie è così dedita e attenta. Mi fido ciecamente di lei”.

Q ha ammesso che tutto ciò è solo l’inizio. “Mi sento come se recitare non sia una mia scelta, ma qualcosa che devo fare, e mi fermerò solo nel momento in cui mi renderò conto di non poter più interpretare personaggi che sento reali, che non potrò più esprimere una parte di me stessa attraverso loro”. Con Nikita, Q sente di condividere lo stesso bisogno di rinascita. La Fenice appartiene a entrambe. “Nikita è uguale a me, nel senso che entrambe conduciamo delle vite assurde, ma entrambe finalmente abbiamo il controllo di noi stesse”.

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