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Date una chance a Scrubs 2.0

Nuovi protagonisti e un’altra ambientazione. Scrubs cambia, a cominciare dalla sigla, ma continua a divertire - se la considerate un'altra serie - con questi ultimi tredici episodi.

Date una chance a Scrubs 2.0

Parte questa sera alle ore 21:00 su Mtv la controversa nona stagione di Scrubs. A chi di voi non lo sa - difficile crederlo ma è un’eventualità che va considerata nonostante se ne sia parlato molto negli ultimi undici mesi - evitiamo le espressioni attonite e gli sguardi disorientati, informandovi immediatamente che quella in onda non sarà la serie cui siete stati abituati per otto stagioni. E se vi state domandando per quale motivo, vi basta sapere che, oltre a cambiare gran parte del cast - resta solo una manciata di vecchie conoscenze, alcune delle quali non per un numero significativo di episodi - in quest’ultima stagione scompaiono anche il Sacro Cuore, l’ospedale in cui erano ambientate le vicende e, conseguentemente, le dinamiche che arricchivano i singoli episodi, potremmo definirlo lo svolgimento: l’idea basilare attorno alla quale si sviluppavano le storyline. Ma cominciamo facendo qualche passo indietro.

Quando debuttò sulla NBC nel 2001, Scrubs diventò velocemente la comedy più apprezzata della tv americana, conquistando grandi fette di pubblico anche nel resto del mondo, Italia compresa. Il successo proseguì per altre quattro o cinque stagioni, quando gli ascolti cominciarono a calare, colpa anche dello sciopero degli sceneggiatori americani, finendo con il costringere la NBC a cancellare in anticipo la serie all’inizio del 2008. Un disastro senza precedenti, perché una simile decisione presa all’ultimo momento impedì all’ideatore Bill Lawrence la scrittura e la produzione di quel finale che occupava un posticino segreto nella sua mente sin da quando scrisse la prima sceneggiatura. Tuttavia, aiutato dal fatto che lo show era prodotto dagli ABC Studios, nonostante i battibecchi con la NBC, Lawrence riuscì senza troppa fatica a convincere la ABC a produrre un altro ciclo di episodi, l’ottavo, in onda dal gennaio 2009. Nonostante gli ascolti continuarono a non essere quelli di una volta, l’ottava stagione di Scrubs si confermò velocemente un autentico capolavoro, tanto che critici e fan concordarono sul fatto che lo show fosse tornato ai livelli dei primi anni. Ciò fino allo straordinario doppio episodio finale, probabilmente il più bello ed emozionante mai realizzato per una comedy.

Soddisfatta dei risultati che la serie era riuscita a raggiungere, con grande sorpresa di tutti, nel maggio 2009 la ABC chiese a Lawrence la produzione di un altro ciclo. Lui accettò (se come una sfida personale o un’opportunità economica non lo sappiamo), ma dovendo affrontare una drastica riduzione del budget e la indisponibilità di numerosi membri del cast, in gran parte già migrati verso nuovi lidi televisivi, molte cose dovettero cambiare, soprattutto perché Lawrence non aveva alcuna intenzione di rovinare il modo in cui si era chiuso il cerchio. Nella nona stagione della serie, ribattezzata Scrubs: Med School, scompaiono tutti i membri del cast principale tranne gli interpreti del Dott. Cox (John C. McGinley) e del Dott. Turk (Donald Faison), privato della sua storica spalla - Zach Braff, interprete di JD, il quale appare solo in pochi episodi con la collega Sarah Chalke.

Quella che Lawrence presenta è una serie differente: pur mantenendo alcune caratteristiche di Scrubs, come la voce fuori campo e le gag fisiche, le vicende questa volta ruotavano attorno a un gruppo di studenti della scuola di medicina situata in una nuova ala dell’ospedale, dove Cox e Turk sono conosciuti come insegnanti e poi come dottori. Si comincia con il promuovere Eliza Coupe, la quale aveva già interpretato l’insensibile Denise nell’ottava stagione, e poi sono introdotti una moltitudine di volti nuovi. Il più importante è forse il ruolo interpretato da Dave Franco, Cole, uno studente che colpisce per il suo fascino e la sua sicurezza, e che ha tra i suoi pochi nemici il Dott. Cox, il quale lo reputa un moccioso arrogante e inesperto; in altre parole stiamo parlando del nuovo JD. Ma anche Michael Mosley e Kerry Bishe, rispettivamente nei panni di Drew, una sorta di fratello maggiore per gli altri studenti per via della sua età, e Lucy, una studentessa sexy affascinata dalla chirurgia.

Fortunatamente, Bill non risparmia i colpi di scena. Sfruttando le visite che di tanto in tanto gli studenti fanno ai veri dottori del Sacro Cuore, scopriamo anche numerosi e importanti sviluppi nelle vite degli ex protagonisti. Avvenimenti che non dispiaceranno affatto alla frangia estremista dei fan, la quale probabilmente è inorridita alla lettura di queste righe. Infatti, se stavate già pensando di rinunciare a questi ultimi tredici episodi per non compromettere la digestione del mercoledì sera, Lawrence gioca saggiamente la carta dei sentimenti nostalgici, mettendo in scena alcune di quelle situazioni che in passato albergavano nei sogni più sfrenati dei fan di Scrubs. E se a questo sommiamo la tipica “comicità surreale” che non sparisce ma resta intatta, si intuisce in fretta che il gioco vale davvero la candela. “Vedetela come una nuova serie, e non come la continuazione di Scrubs”, ha suggerito l’ideatore. Se riuscite a fare questo, il divertimento è assicurato.

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