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Da Vinci's Demons tra genio e sregolatezza

Un po' Batman, un po' Assassin's Creed. Arriva su Fox Da Vinci's Demons, il fantasy storico sulla gioventù dell'ingegnoso e irrequieto Leonardo, l'uomo che inventò il futuro.

Da Vinci's Demons tra genio e sregolatezza

David S. Goyer ha detto una cosa molto intelligente quando poche settimane fa è venuto in Italia per presentare la sua ultima creatura per la rete americana Starz. L’ideatore di Da Vinci’s Demons ha spiegato che raccontare Leonardo agli italiani, il cui attaccamento al proprio passato non ha eguali, non sarebbe stato facile come nel resto del mondo, a cominciare dagli States, dove la serie è stata accolta così bene da farle guadagnare velocemente una seconda stagione. “Sapevamo che il pubblico italiano sarebbe stato il più ostico, il più esigente, il più critico”, ha detto Goyer a Sky TG24. “Voi avete un grande senso della storia, ma a volte credo che il passato abbia bisogno di essere rivitalizzato. Se vuoi che Leonardo venga compreso dalle generazioni future, lo devi ammodernare”. Questo definisce meglio di qualunque possibile giro di parole la nuova serie di Fox (canale 111 di Sky) in onda dal 22 aprile ogni lunedì alle ore 21:50, dopo gli inediti di Touch. Non ci troviamo di fronte a una ricostruzione storica perfetta - basti pensare che la Firenze del quindicesimo secolo che si vede negli otto episodi prodotti è stata ricostruita nel Galles - ma a un fantasy storico il quale prende una delle figure più famose e intriganti della storia, il genio visionario Leonardo da Vinci, e lo ritrae come nessun documentario potrebbe permettersi di fare: una sorta di supereroe del Rinascimento. Il risultato è un’opera moderna in cui un personaggio non così vagamente ispirato a Batman (il regista e sceneggiatore è uno dei padri acquisiti dell’eroe DC Comics avendo contribuito concretamente al successo della trilogia Il Cavaliere Oscuro) incontra lo stile di gioco dei vari Assassin’s Creed.

Il Leonardo di Da Vinci’s Demons non ha nulla dell’iconografia che conosciamo. E, questo gioca a favore del suo ritrattista, neppure il modo in cui si muove nel suo mondo può conformarsi molto ai libri di storia, essendo in questo adattamento ancora venticinquenne. Un periodo della sua vita di cui sappiamo molto poco, perché la documentazione sugli anni della formazione dell’uomo che inventò il futuro è povera. Goyer ha dovuto quindi giocare un po’ di fantasia quando si è trovato per le mani la sfida di raccontare come questo ragazzo giovane, bello e scaltro è diventato quel rivoluzionario cui tutti guardano con ammirazione. Nell’Italia degli ultimi decenni del Quattrocento, Leonardo (interpretato dal britannico Tom Riley) è un ragazzo avvenente e sfrontato, apprezzato e allo stesso tempo perseguitato per la sua incredibile intelligenza. Lui vive e lavora presso la bottega del Verrocchio, dove porta avanti gli studi su quella che sarà conosciuta un giorno come la sua più grande ossessione, il volo. In questo, e in molte altre situazioni storicamente meno didascaliche, Leonardo è affiancato da un gruppo di compagni insolenti nella sua stessa misura. Il suo apprendista, Nico (Eros Vlahos), altri non è che un giovane Machiavelli. Spensierato e infervorato dalle realtà poco limpide che la vicinanza al suo maestro gli permette di respirare, Nico è il consigliere buono sulla spalla di Leonardo. Zoroastro (Gregg Chillin), invece, è il meno assennato. Un ladro e un imbroglione, questo affascinante fiorentino è la connessione tra l’amico inventore e la malavita locale, e talvolta anche la voce della ragione nelle sue missioni spericolate. Ai tre si aggiunge Vanessa (Hera Hilmar), una ragazza di squisita bellezza la quale ricambia l’aiuto di Leonardo - tra tutti, sottrarsi alle restrizioni degli ambienti religiosi - svestendosi, sebbene lui preferisca gironzolare attorno a Lucrezia (Laura Haddock), nobildonna e amante segreta di Lorenzo Medici (Elliot Cowan).

Da Vinci's DemonsNel primo episodio, scritto e diretto da Goyer, la sfida di Leonardo è progettare e costruire la Colombina che, volando fuori dal Duomo senza alcun supporto, accenderà i giochi di luce e polvere da sparo che daranno inizio al Carnevale. Una trovata con cui Lorenzo, dopo l’assassino del Duca di Milano per mano di un emissario del Vaticano, spera di distrarre il popolo dalle macchinazioni della politica che un evento così nefasto ha scatenato. La commissione entusiasma a tal punto il suo insaziabile genio che, immaginando i possibili sviluppi delle sue scoperte, Leonardo cerca di rafforzare la collaborazione con la prospera famiglia fiorentina, mentre l’enigmatica ed eterea figura del Turco (Alexander Siddig) lo introduce al culto misterico dei Figli di Mitra. Corteggiandolo con facili promesse sulle dimenticate origini familiari, Al-Rahim designa Leonardo come il prescelto, colui il quale dovrà recuperare il misterioso volume che il Papa sta nascondendo nel suo “palazzo”. Da Vinci è felice di accettare la sfida, ma non è chiaro se il Turco è reale o solo un parto della sua mente iperattiva. Quest’ultima è vista nel frattempo come una minaccia da Girolamo Riario (Blake Ritson), Capitano Generale della Sacra Romana Chiesa e nipote di Sisto, il quale come Leonardo desidera consolidare la sua posizione e legittimità nella società.

Goyer ha assicurato che molte delle incertezze sulla figura di Leonardo da Vinci saranno affrontate nel corso della serie. Non solo la chiacchierata e presunta corrispondenza con Lucrezia, ma anche i dubbi sulla sessualità dell’artista. “Siamo ben consapevoli di come sono andate le cose e non rifuggiremo da nulla”, ha detto all’Hollywood Reporter. E, sempre in tema di sessualità, ha aggiunto: “Ci sono cose nella prima stagione che non avremmo mai potuto fare [altrove]. E non parlo solo in termini di raffigurazione, ma temi e trame che nessun’altra rete ci avrebbe permesso di esplorare”. Muovendosi la serie principalmente negli anni delle origini del mito, molte situazioni non si attengono scrupolosamente ai fatti; e questo spiega perché a un certo punto si sente parlare persino di vampiri. Tuttavia, se la fortuna continuerà, permettendo allo show di restare in onda a lungo, Goyer non esclude la possibilità di un balzo nel futuro per esplorare momenti della storia più conosciuti, come la volta in cui Leonardo dipinse Monna Lisa o l’Ultima Cena. Ci sono tante cose di lui che Goyer ha detto di aver scoperto solo nel momento in cui ha cominciato a lavorare al progetto - come il fatto che fosse vegetariano ed ebbe qualche scontro acceso con Michelangelo Buonarroti - che il pubblico troverà sicuramente interessanti, e ringrazia la storia per le sue lacune, perché senza di esse il suo lavoro sarebbe stato più noioso. “C’è tutto quel tempo tra i 28 e 32 anni in cui quasi nessuno sa dove fosse o cosa stesse facendo. Ci sono un sacco di speculazioni”, ha detto. “Ci sono tante annotazioni su Lucrezia, ma niente su come morì; dopo i 30, praticamente scompare dai libri di storia. E’ bello avere personaggi come lei e gli altri nella serie, i quali ci permettono di muoverci liberamente fuori dalla prigione della carta, evitando che il pubblico possa pensare ‘Oh, so cosa sta succedendo’”.



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