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Da The Walking Dead a Creepshow: Greg Nicotero presenta la sua nuova serie horror

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Il drama antologico si rifà al cult-movie del 1982 diretto dal grande George Romero.

Da The Walking Dead a Creepshow: Greg Nicotero presenta la sua nuova serie horror

Creepshow, la nuova serie del servizio di video in streaming Shudder, è una delle novità più attese di quest'autunno, e non solo dagli appassionati dell'horror e dai tanti che ricorderanno con emozione questo nome. Disponibile negli Stati Uniti dal 26 settembre, la serie antologica si rifà al cult-movie del 1982 diretto dal grande George Romero. L'adattamento è una creazione Greg Nicotero, nome altrettanto familiare al pubblico del piccolo schermo. Stiamo parlando infatti del regista e produttore esecutivo della serie di grande successo The Walking Dead, nonché del creatore dei suoi straordinari zombie, definiti con giudizio i migliori di sempre. Accompagnato da alcuni dei protagonisti dei vari episodi - inclusi Giancarlo Esposito (Breaking Bad, Better Call Saul), Tricia Helfer (Battlestar Galactica) e la leggenda dell'horror Adrienne Barbeau (Fog, 1997: Fuga da New York), che aveva partecipato al film originale - Nicotero, anche in questo caso regista e produttore esecutivo, ha presentato in anteprima il suo Creepshow all'ultimo Comic-Con di San Diego. Qui di seguito abbiamo raccolto i passaggi salienti delle dichiarazioni sue e degli altri presenti.

"Non è un reboot, remake o come preferite chiamarlo", ha esordito Nicotero. "Il Creepshow diretto da George Romero era molto più avanti del tempo in cui è stato realizzato. Il nostro show sarà come leggere un nuovo numero di quella rivista. Proporremo storie divertenti, alcune spaventose, altre inquietanti. C'è un episodio intitolato L'uomo nella valigia che racconta di uno strafatto che porta a casa un bagaglio dall'aeroporto all'interno del quale c'è un essere umano! Ne succederanno di tutti i colori... Volevo abbracciare l'idea originale secondo cui in fumetti come quello di Creepshow si possono trovare le storie più assurde. Da nerd quale sono ho inserito poi riferimenti alla cultura horror più disparata. Sarà uno spasso trovarli tutti".

Creepshow

"Nel mio episodio interpreto un dottore ormai in pensione che vive da sempre in una piccola città. Una sera riceve una chiamata urgente, un evento traumatico è accaduto", ha raccontato Giancarlo Esposito. "Un ruolo molto divertente da interpretare in un meccanismo narrativo originale. Non avevo mai lavorato con l'horror. C'è qualcosa nella paura che scuote la coscienza, credo sia questo il segreto. Vieni stimolato, ricevi scariche di energia da qualcosa che non ti aspetti". Nell'episodio recita anche Adrienne Barbeau: "Il segmento si intitola Gray Matters e si basa su un racconto di Stephen King, scritto apposta per lo show. All'inizio avevo rifiutato, non volevo girare qualcosa di violento o spaventoso. Poi ho parlato con Greg e mi ha spiegato che avrebbe avuto più il tono di un fumetto, anche nell'estetica. Come attrice, show quali Creepshow, oltre agli altri film che ho fatto, sono divertentissimi da girare. Ma quando sono a casa non guardo horror, non mi piace essere spaventata o disgustata dalla visione del sangue". Da notare che in questa puntata recita anche un'altra icona dell'horror contemporaneo, Tobin Bell, eroe dannato della saga di Saw.

Tricia Helfer è invece la protagonista di un episodio di tutt'altro genere. "Nel mio segmento interpreto Lydia Lane, una donna in carriera che detiene un certo potere. È l'amministratrice delegata di una società e deve prendere una decisione importante, ma lo fa per motivi puramente egoistici", ha anticipato. "Questo la porta a un confronto che ovviamente finisce nel peggiore dei modi, così continua a fare errori nel tentativo di coprire quello iniziale. Alla fine rimane rinchiusa in un ascensore per svariate ore in seguito a un terremoto. La storia è ambientata a Los Angeles, dove può capitare. A questo punto le cose che cominciano ad accadere sono eventi soprannaturali spaventosi o soltanto il frutto della sua mente che comincia a vacillare?". Rispondendo alla domanda su cosa l'abbia spinta a lavorare in Creepshow, l'attrice ha detto: "Il ruolo mi ha attratto immediatamente. Come Adrienne, non sono una fan dell'horror; sono troppo facile da spaventare. Non avevo neppure visto i Creepshow originali. Ma quando l'ho fatto per prepararmi a girare, ho capito cosa dovevo fare: non si tratta soltanto di orrore, di corpi dilaniati e secchi di sangue. Il tono è folle, divertente. Si tratta ovviamente di humour nero, ma alla base della storia c'è un qualcosa che potrebbe accadere a tutti noi. Parliamo di scelte sbagliate e delle conseguenze che dobbiamo fronteggiare a causa di esse. Abbiamo girato l'episodio in tre giorni. Il primo giorno il set-up e gli ultimi due nell'ascensore. È stato divertente: ci sono situazioni assurde e succede di tutto. Si tratta di un approccio molto fresco a una situazione classica per il cinema dell'orrore".

Creepshow

Spesso l'horror si presta a diventare metafora delle inquietudini del nostro presente. Dobbiamo aspettarci una riflessione sul mondo contemporaneo anche nel nuovo Creepshow? Esposito non ha dubbi a riguardo: "L'horror dovrebbe sempre essere una metafora di ciò che sta succedendo di sbagliato nel mondo, e oggi più che mai ne abbiamo di questioni di cui preoccuparci! Non soltanto a causa di chi siede alla Casa Bianca, sarebbe troppo semplicistico. Viviamo in una società dominata dal consumo e dal potere delle multinazionali, che non si preoccupano di altro benessere se non del proprio. Creepshow è uno show antologico, in alcuni dei suoi episodi si rivolge verso le contraddizioni economiche e sociali del nostro presente". Nicotero ha ricarato la dose: "L'episodio di Giancarlo è in realtà una metafora per parlare di alcolismo e dipendenza. Vedremo una creatura piuttosto spaventosa in esso, ma praticamente ne abbiamo una in ogni episodio; è nella natura del fumetto. Quello di Tricia, invece, parla della condizione della donna sul posto di lavoro, oltre che di arrivismo sociale ed economico".

Ncotero ha spiegato poi come realizzare questa serie rappresenti per lui la chiusura di un cerchio ideale: "Creepshow è il primo set che ho visitato in vita mia, avevo sedici anni. Mio zio era stato un attore ne La città verrà distrutta all'alba, aveva un buon rapporto con Romero, e quando vennero a girare a Detroit, George mi invitò ad assistere alle riprese. Mi offrirono un lavoro ma rifiutati, mi sentivo troppo giovane. Quando invece me lo offrì una seconda volta pochi anni dopo, per Il giorno degli zombi, accettai senza pensarci due volte. Per me tutto è cominciato con Creepshow...".



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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