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Chi vincerà l’Emmy 2010?

Ci siamo! Si celebrano questa domenica i 62esimi Emmy Awards. A poco più di 48 ore dall’evento più atteso dell’anno, abbiamo fatto le nostre previsioni sui vincitori della statuetta.

Chi vincerà l’Emmy 2010?

Ci siamo! Il galà di premiazione degli Emmy Awards numero 62 è in programma questa domenica. Chi vorrà, potrà armarsi di ettolitri di caffè e seguirlo in diretta su Sky Uno dalle ore 02:00 (sintonizzatevi qualche ora prima sia su Sky Uno sia su E! se volte seguire anche il red carpet). Tutti gli altri, invece, potranno conoscere i nomi dei vincitori e leggere il resoconto completo della serata il giorno dopo su queste pagine. A poco più di 48 ore dall’evento, ciò che tutti si stanno chiedendo è: quanti Emmy vincerà Glee? Breaking Bad riceverà finalmente il riconoscimento che merita? Chi vincerà tra Glee e Modern Family? O la spunterà per la quarta volta di seguito 30 Rock? Noi abbiamo provato a fare le nostre previsioni nelle sei categorie principali. Ricordate di consultare la lista completa delle nomination per scoprire se abbiamo fatto le scelte giuste.

MIGLIOR DRAMA

Il favorito: Mad Men! Non c’è giustificazione in grado di reggere di fronte alla possibile non vittoria di un simile capolavoro. AMC, Matthew Weiner, il formidabile cast, e tutte le altre persone coinvolte, hanno creato un ritratto dell’America degli anni ’60 smanioso, frivolo, affascinante, ma anche incredibilmente drammatico e oscuro. Basterebbero gli ultimi due episodi della terza stagione - che in realtà non perde un colpo dall’inizio alla fine - a permettere a Mad Men di essere il primo drama a vincere tre Emmy consecutivi dopo West Wing, che ne vinse quattro di fila tra il 2000 e il 2003.
Il principale rivale: AMC sta dominando la scena televisiva internazionale con le sue serie drammatiche. Anche se si gioca in casa, l’unico “nemico” che Mad Men deve temere è Breaking Bad, cresciuto straordinariamente in questi ultimi tre anni, regalandoci una terza stagione inquietante e ricca di colpi di scena piacevoli.
Un'alternativa gradita: Vista l’assenza di Friday Night Lights, che fortunatamente ha ottenuto più di qualche altra meritata nomination in quest’edizione, sarebbe quantomeno poetico vedere l’intero cast di Lost insieme per l’ultima volta. Non è raro che l’Academy onori una serie all’ultima stagione, perciò incrociate le dita!

MIGLIOR COMEDY

La favorita: Entertainment Weekly punta su Modern Family, TV Guide su Glee. Anche noi scommettiamo sulla vittoria di quest’ultima, perché sarebbe la volta buona per dare un senso a quel “or Musical” presente nel titolo di tutte le categorie simili. Perché Glee è una ventata d’aria fresca, un fenomeno senza limiti, il trionfo della Hollywood giovane. La prima stagione ha coinvolto nella propria festa decine di milioni di ragazzi e ragazze, insegnando loro valori sani, con trovate geniali e contagiose.
La principale rivale: Naturalmente Modern Family, che ha dalla sua esperienza e maturità, non senza trascurare elementi oggi importanti come l’innovazione e la tolleranza. Quella di Modern Family è una comicità che piace moltissimo all’Academy degli Emmy e al pubblico americano. Un tipo di comicità che in tv mancava dai tempi di Arrested Development: intelligente, fisica, ripetitiva, che gioca molto sugli stereotipi e gli equivoci, senza mai diventare eccessiva e discutibile.
Un'alternativa gradita: Dov’è The Big Bang Theory?!? La vittoria di Nurse Jackie non sarebbe male. La serie, però, è troppo Edie Falco-centrica, perciò è più plausibile una vittoria a sorpresa di The Office.

MIGLIOR ATTORE IN UN DRAMA

Il favorito: E’ incredibile il balzo compiuto da Bryan Cranston. Quando interpretava papà Hal in Malcolm, valeva meno di niente per l’Academy degli Emmy. Oggi è sulla buona strada per vincere il terzo Emmy consecutivo della sua carriera grazie al ruolo di Walter White in Breaking Bad. E' come se gliel’hanno cucito addosso. Folle oltre ogni misura. Cranston si è gettato in questa parte di testa, senza mai mettere il freno al coraggio e all’astuzia. Ciò che fa nella terza stagione di Breaking Bad è da mani nei capelli.
Il principale rivale: Grazie al ruolo di Gregory House, Hugh Laurie ha collezionato ben cinque nomination (di cui quattro consecutive). Questa potrebbe davvero essere la volta buona per lui, e lo dimostra la doppia season premiere della sesta stagione. Laurie ci ha regalato per l’ennesima volta uno dei dottori più intriganti che si siano mai visti, non solo in tv, il quale incanta più con le sue vulnerabilità che per il suo cinismo e per il suo sarcasmo.
Un'alternativa gradita: D’accordo, ammettiamo che Michael C. Hall (Dexter) è il miglior candidato per un Emmy da protagonista, ma non volevamo portargli sfortuna, perché lo merita davvero. Per lui e per tutti i suoi fan sarebbe una vittoria in tutti i sensi. Ci siamo capiti.

MIGLIOR ATTRICE IN UN DRAMA

La favorita: Sicuramente rivedremo quanto avvenuto qualche mese fa ai Golden Globe. E’ un ritorno coi fiocchi per Julianna Margulies. Convincente e riconoscibile nei panni di questa moglie ferita e tradita, che non si piega alla mentalità maschilista della società e del mondo politico, ma dimostra di avere “palle più grosse del marito” ritrovando se stessa in The Good Wife. Seria e professionale, la Margulies è diventata nuovamente (lo era per ragioni diverse anche ai tempi di ER) un’eroina per le donne americane. Porta da sola il peso di una responsabilità che va oltre il ruolo che interpreta. Senza rivelarvi troppo, giacché la serie è ancora inedita in Italia, ripensiamo alla scena in cui, dopo un bacio, Alicia torna sui suoi passi dopo aver raggiunto sconvolta il parcheggio. Quante donne di un certo spessore lo avrebbero fatto? Quella è una delle innumerevoli dinamiche e interpretazioni che mettono il sigillo sulla sua vittoria.
La principale rivale: Non esistono principali rivali. Sono tutte sullo stesso piano. Ognuna straordinaria nella propria interpretazione, ma non abbastanza da poter competere con Julianna Margulies. Questo in realtà è un problema sul quale si dibatte da anni. C’è troppa buona concorrenza in questa categoria. Talmente tanta che pensare a un ex equo è assai più difficile del votare un solo nome.
Un'alternativa gradita: Ormai si è perso il conto delle nomination ricevute in questa categoria da Mariska Hargitay (Law & Order: Unità Speciale), ma lei almeno un Emmy l’ha vinto, nel 2006. Chi invece dovrebbe vincerlo subito, a mani basse, è Kyra Sedgwick, star di The Closer. Abbiamo apprezzato molto anche January Jones di Mad Men. Magnifica, anche se aiutata da una sceneggiatura che nella terza stagione ha fatto evolvere tantissimo il suo personaggio. Suggestiva l’immagine finale.

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMEDY

Il favorito: Ci si mette poco a capire perché l’Academy da un po’ di anni ha deciso di allargare la rosa dei pretendenti, annunciando spesso sei o addirittura sette nomination. Tony Shalhoub ha vinto tre volte l’Emmy, tutte e tre le volte per il ruolo del detective Adrian Monk. Non dev'essere stato facile interpretare una persona così problematica, ancora meno rendere convincente un finale triste in una serie comica. Una conclusione, definiamola tranquillamente un addio, è fatta di riflessioni e abbracci. Sulle prime Shalhoub ha già vinto, non serve l'Emmy per capirlo, le sue simpatiche espressioni che poco lasciavano all’immaginazione rimarranno nella storia. Sugli abbracci, beh, conosciamo il problema di Monk, quindi gliela lasciamo passare.
Il principale rivale: Jim Parsons. Prima di tutto sarebbe il miglior rimedio all’assenza di The Big Bang Theory nella categoria miglior comedy. Poi, scusateci: quale evento imbarazzante migliore da raccontare ai nipoti se non Parsons che ringrazia l’Academy mentre i suoi pantaloni scendono giù esattamente come nell’episodio L'alternativa ai pantaloni? Lui ha già promesso che non arriverà a tanto. Un gran peccato!
Un'alternativa gradita: Matthew Morrison è davvero bravo in Glee. Avete mai visto un bianco ballare e “rappeggiare” così bene? E’ l’uomo che tutti vorrebbero al proprio fianco, e come lui stesso ha detto di aver constatato, un desiderio questo espresso non solo dalle donne. Sfortunatamente non ha quella verve comica che in una simile categoria è molto importante, se non altro lo dimostra la storia.

MIGLIOR ATTRICE IN UNA COMEDY

La favorita: Si è informata bene prima di vestire i panni di un’infermiera affatto sui generis nella comedy di Showtime Nurse Jackie. Edie Falco è una forza della natura. Rende magicamente vero qualsiasi personaggio al quale decide di prestare la faccia. Per quanto non ci sia nulla da ridere in un’infermiera strafatta di medicinali, che mente alle figlie e copula nello stanzino mentre in corsia qualcuno muore dissanguato, la Falco rende intrigante e spassosa la comicità nera di un simile personaggio. Nonostante la poca dimestichezza e l’intolleranza di quasi tutti noi con gli ambienti ospedalieri, appassionarsi a Nurse Jackie è talmente semplice che poi si fatica a capire dove finisce Jackie e comincia Edie.
La principale rivale: Amy Poehler, invece, non ha bisogno di studiare per entrare in sintonia con un personaggio. Lei fa ridere semplicemente con la sua presenza, quello che fa poi in Parks and Recreation va oltre il lusso più sfrenato che un telespettatore si augura di concedersi quando accende il televisore e sceglie di guardare una comedy. Ridicola in senso buono, incontrollata e incontrollabile. Ha persino partecipato alla sceneggiatura. Cosa si può chiederle di più?
Un'alternativa gradita: Non così irrealizzabile, fortunatamente. Tuttavia, il talento come cantante di Lea Michele è talmente sconfinato da rendere difficile trovarle una posizione in quell’immaginario triangolo formato da Emmy, Tony e Grammy Awards. E a volte, quando una persona è brava in tutto, si finisce involontariamente per penalizzarla. Ma se queste sono le premesse in un’attrice che proprio domenica soffierà sulle 24 candeline, è abbastanza evidente che di tempo per realizzare un simile sogno ce n'è davvero tanto. Resta inteso che un Emmy come regalo di compleanno sarebbe il top.

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