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Carnival Row: Scopriamo la serie fantasy di Amazon Prime Video con Orlando Bloom e Cara Delevingne

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La prima stagione sarà disponibile in streaming da venerdì 30 agosto.

Carnival Row: Scopriamo la serie fantasy di Amazon Prime Video con Orlando Bloom e Cara Delevingne

John Beluschi disse una volta in Animal House che "Quando l'affare si fa duro, i duri si danno da fare". L'industria dell'intrattenimento sta attraversando il suo periodo più produttivo. Ormai l'offerta di serie tv è talmente vasta e sfaccettata che risulta difficile star dietro a tutto. Una situazione destinata a complicarsi: nel corso dell'autunno altre importanti realtà streaming si affacceranno sul mercato, con decine di produzioni originali. Per emergere in una tale confusione di storie, volti e piattaforme, proporre l'idea vincente, capace di parlare al mondo di oggi, spettacolare nella realizzazione e audace nei modi sta diventando fondamentale. Amazon Prime Video la voce grossa l'ha tirata fuori già da qualche tempo, come dimostrano messe in scena imponenti e raffinate come Tom Clancy's Jack Ryan, La fantastica signora Maisel e The Boys. E in attesa della prima serie ambientata nel mondo de Il Signore degli Anelli, a queste sta per aggiungersi un altro titolo che farà particolarmente felici gli amanti del fantasy. Stiamo parlando di Carnival Row, disponibile in streaming da venerdì 30 agosto con tutti gli episodi della prima stagione (inizialmente in versione originale sottotitolata e dal 22 novembre anche con doppiaggio italiano).

Non ci troviamo di fronte allìadattamento di un romanzo, come spesso accade in circostanze simili. La serie nasce da un'idea dello sceneggiatore Travis Beacham, anche uno degli ideatori, sviluppata in un primo momento con l'aiuto di Guillermo del Toro, che non necessita di presentazioni e dovrebbe bastare per convincervi a guardarla. Il fatto che la storia non sia stata già raccontata da altri e che coinvolga attori riconoscibili e di talento come Orlando Bloom e Cara Delevingne, il primo dei quali stranoto al pubblico del fantasy come l'elfo Legolas de Il Signore degli Anelli, sono altri valori aggiunti. E neanche gli unici. Carnival Row è una produzione colossale, ambientata in un'epoca vittoriana perfettamente ricreata, popolata di creature mitologiche legate da rapporti di amore e odio. Insomma, il sogno di un nerd che diventa almeno nello schermo realtà. E quando diciamo "sogno" ci riferiamo anche a quelli più inconfessabili. E per quanto tutto ciò possa sembrare qualcosa di astratto e lontano, maturo e complesso ma utile al massimo a far bagnare le lenzuola a qualche adolescente brufoloso, la realtà è che l'opera di Beacham (Pacific Rim) e René Echevarria (4400) parla a tutti, e altrettanto perfettamente si inserisce nel quadro dei giorni nostri, affrontando questioni in questo caso terribilmente reali come xenophobia, immigrazione e patriarcato.

Carnival Row

Ma di quale storia stiamo parlando? Per anni, i "fae", come a Row vengono chiamati gli individui fiabeschi, hanno speso energie e tempo nel tentativo di difendere i loro regni di origine dai molti imperi dell'uomo. Una presa di potere che ha avuto esiti devastanti. Con la fine della guerra, i rifugiati fae - in fuga dalla brutale persecuzione di un gruppo ambiguo noto come il Patto - si sono riversati nelle strade di Burgue, una città affollata e fuligginosa che ricorda la Londra vittoriana. Ma un locale movimento politico in ascesa sta condannando l'"invasione", alimentando un clima di intolleranza che sembra sul punto di esplodere. Questo soprattutto quando una serie di raccapriccianti omicidi in stile Jack lo Squartatore colpisce i "critch", un altro termine - questa volta dispregiativo - per definire i non-umani. Spetta quindi all'ispettore umano Rycroft 'Philo' Philostrate (Bloom) trovare il colpevole prima che questo possa colpire di nuovo, mettono così a repentaglio la pace a Row. Un uomo del popolo riservato e meditabondo che all'occorrenza sa ricorrere alle mani, Philo è appesantito da un grande segreto che coinvolge la sua ex amante, Vignette Stonemoss (Delevingne), una fata tanto feroce quanto vulnerabile che ha lasciato la sua patria dopo aver creduto che Philo fosse morto in guerra. Scioccata e anche un po' irritata di scoprire che non è così, Vignette, uno dei rifugiati, rischia ora di mettere in pericolo il mondo di lui proprio mentre lavora al caso più importante della sua carriera.

Philo, Vignette e il loro rapporto sono i protagonisti assoluti della storia, e Carnival Row dedica loro lo spazio di cui hanno bisogno, anche attraverso ricostruzioni ambientate nel passato. Questo sacrifica un po' lo sviluppo dei molti altri personaggi, sebbene sapere che la serie sia stata già rinnovata per una seconda stagione sembri rassicurare del fatto che gli autori avranno tempo per farlo, se lo vorranno. Particolarmente affascinante è Piety Breakspear, la spietata matriarca interpretata dall'attrice de Il Trono di Spade Indira Varma, anche la moglie connivente di un politico amichevole coi fae (Jared Harris, Chernobyl). Arty Froushan (Knightfall) è l'affascinante playboy Jonah Breakspear, mentre Tazmin Merchant interpreta l'insolente e ficcanaso Imogen Spurnrose, attratta suo malgrado da una creatura molto diversa da lei. C'è poi Karla Crome (Under the Dome) nei panni dell'incantevole poetessa fae Tourmaline Larou, e David Gyasi (Interstellar) in quelli di Agreus Astrayon, un fauno vestito in modo impeccabile che prova piacere nello spezzare l'ordine della società elitaria in cui si è infiltrato. Il risultato complessivo è un racconto la cui mitologia può sembrare a volte inutilmente complessa, ma che risulta senz'altro accattivante, anche quando non si sta assistendo a una folle scena di sesso interspecie. Quello degli ideatori è in effetti un lavoro d'amore, per un genere che continua ad affascinare il pubblico come pochi altri, e che nel panorama televisivo attuale si colloca a pieno diritto tra i suoi massimi rappresentanti.

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