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Blocco 181: Su Sky e NOW una storia di amore e crimine in un'altra Milano

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La nuova serie debutta su Sky Atlantic e in streaming su NOW venerdì 20 maggio alle ore 21:15.

Blocco 181: Su Sky e NOW una storia di amore e crimine in un'altra Milano

Dopo aver raccontato la criminalità organizzata in Gomorra: La serie e ZeroZeroZero, senza sconti e con risultati straordinari, prima affacciandosi e poi abbracciando lo scenario internazionale, a Sky Italia, il racconto del male, di chi sopravvive trasgredendo le leggi e prevaricando - anche brutalmente - sul prossimo, continua con la nuova serie italiana Blocco 181. Un'altra storia crime, ma diversa dalle precedenti. Intanto, "qui parliamo di microcriminalità e piccolo spaccio locale", ha spiegato il vice presidente esecutivo di Sky Studios Italia e Germania Nils Hartmann. Poi, questa è anche se non soprattutto la storia di un amore non convenzionale. Al centro del racconto troviamo tre giovani personaggi i quali si esprimono attraverso la relazione sentimentale che instaurano. Un rapporto nato dall'idea di creare una serie che reinterpretasse la storia di Romeo e Giulietta attraverso la chiave del triangolo amoroso.

A questa innovazione narrativa e anche stilistica si aggiunge inoltre la precisa volontà di qualificare il racconto con una specifica anima sonora e musicale, portata alla sua realizzazione grazie al coinvolgimento unico nel suo genere per il nostro Paese del pioniere del rap italiano Salmo. Non solo come supervisore e produttore musicale, anche come produttore creativo e attore. Blocco 181 debutta su Sky Atlantic e in streaming su NOW venerdì 20 maggio, intratterrà il pubblico con otto episodi spalmati su quattro settimane e, prima del pubblico, ha convinto così tanto i vertici di Sky da essere stata già rinnovata per una seconda stagione.

La storia di Blocco 181: Milano. L'amore. Il crimine

Nella serie non è peculiare soltanto la storia d'amore tra i tre protagonisti. Inedita è anche la Milano che fa da ambientazione alle loro vicende. Non la Milano del centro, elegante e grandiosa, né quella dei nuovi quartieri finanziari, moderna e dinamica. È la Milano della periferia: multiculturale, apparentemente abbandonata a se stessa, in rovina e pericolosa. Tutto quello che Milano non dà a vedere. Siamo nel Blocco, un fazzoletto dell'hinterland abbarbicato su un alveare di appartamenti abusivi, terreno di sguardi truci e sospetti. Da una lato c'è la sua gente, per lo più giovani senza speranza che proteggono lo spaccio organizzato di cocaina. Dall'altro i pandilleros della Misa, latinos tatuati, famelici e pronti a dare la vita per la loro gang. Nello scontro quotidiano a colpi di pistola e machete si inserisce l'amore intimo e passionale tra tre ragazzi che non hanno nulla in comune tranne un destino che sembra già scritto. Fino a quando non provano a cambiare tutto.

Bea è una ragazza latino-americana sensuale e indomita divisa tra la fedeltà alla propria famiglia e la voglia di cambiare vita. Non lascia che nessuno le dica dove stare e ambisce a essere la secondera, sebbene sia affascinata anche dalla spensieratezza di una vita senza tutte quelle regole. "Bea è una ragazza molto forte che non comprende la sua cultura, non riesce a capire questo mondo maschilista", ha raccontato l'attrice colombiana Laura Osma. "Non è che voglia attaccarlo. Vuole capire il motivo per cui sia fatto in quel modo. È una donna che in quanto tale deve rispettare alcune regole che però non comprende. Ancora di più nella sua cultura, l'unica che conosce, determinati ruoli spettano agli uomini. Non possono essere ricoperti da donne, semplicemente perché non hanno un pene". L'incontro con Ludo e Mahdi, due anime perdute come lei alla ricerca di un'intima tenerezza, "i primi che la ascoltano, la capiscono, non la giudicano", cambia la sua prospettiva, tuttavia appesantendo il suo conflitto interiore tra la sua cultura, l'amore e la sua ambizione.

Interpretato da Alessandro Piavani, Ludo appartiene alla gabbia dorata della Milano borghese. È un festaiolo compulsivo dall'anima trasognata, amante dell'amore libero. Tra una sigaretta e una striscia di coca, mostra solo a pochi la sua tenerezza di cuore, sfregiata da una famiglia assente. Lavora come cavallino del coca delivery non per necessità ma per sfuggire alla sue preoccupazioni. "Ludo è il ponte tra il mondo del Blocco e il mondo della Misa", ha detto Piavani. "È lui che incontra Bea, è lui il primo a fidarsi di lei ed è attraverso lui, attraverso i suoi occhi, che anche il suo migliore amico Mahdi riesce a fidarsi. Quindi è un po' quello che accende questo amore a tre". Mahdi, interpretato da Andrea Dodero, è un ragazzo del Blocco, nato e cresciuto tra le diroccate vie di periferia. Di origini nordafricane, è calmo, pacato, gentile, ma sa dare risposte pronte e decise quando necessario. Soffoca la sua anima dionisiaca finché non trova la fiducia di lasciarsi andare con Ludo e Bea, liberandosi gradualmente dal suo ferreo controllo personale. "Inizialmente è un po' incasellato in questo mondo che è il Blocco. È affezionato al Blocco, a suo zio, Rizzo [il boss del quartiere minacciato dall'arrivo dei pandilleros], e quindi non riesce a vedere una via d'uscita", ha spiegato Dodero. "Con l'arrivo di Bea, in un primo momento è quasi geloso del suo rapporto con Ludo. Non si fida di lei e pensa che possa fargli del male. Ma poi cresce e si apre, e nascerà questo amore non descritto che però funziona ed esiste".

Blocco 181

I ruoli di Salmo

Come attore, Salmo veste i panni di Snake, l'armato braccio destro di Lorenzo (Alessandro Tedeschi), che ha abbandonato il Blocco per la Milano Bene, lasciandovi l'amico d'infanzia Rizzo (Alessio Praticò), ma che qui torna per gestire la sua organizzazione del coca delivery. Estremamente intuitivo, Snake è anche posato, ermetico e silenzioso. Al Blocco tutti lo rispettano perché sanno che il suo pugno è sempre pronto a tenere in riga cavallini e nemici. Conosce le regole della strada e non elargisce il suo affetto a nessuno, se non al suo vecchio rottweiler. Per il rapper quella della recitazione è stata una sfida affascinante, voluta, ma difficile. "È stato davvero traumatico. Non traumatico recitare. Traumatico vedermi nello schermo", ha raccontato. "Vi assicuro che fare i videoclip è diverso da recitare. È tutta un'altra cosa. È come quanto ti registri la voce per la prima volta. Dici: 'Ammazza che m***a la mia voce!'. È stato più o meno così quando mi sono visto sullo schermo".

Salmo è anche supervisore e produttore musicale di Blocco 181, che vi sorprenderà ma non sta a significare che durante la visione degli episodi ascolterete la sua musica. "Ho cercato in tutte le maniere di non metterci la mia musica. Di fare musica ma di non mettere la mia", ha spiegato. "Probabilmente molti si aspetteranno di vedere la serie di Salmo con la musica di Salmo, e invece no. Assolutamente. Ho cercato di fare completamente il contrario. Non c'è la musica di Salmo dentro, ma c'è qualcosa che la richiama. Si sente che lo stile è quello ma non è la mia musica".

Blocco 181

Una favola nera iperrealistica

Giuseppe Capotondi, che ha diretto gli episodi della prima stagione con Ciro Visco e Matteo Bonifazio, parla di Blocco 181 come di "una favola nera, scura, anche erotica e sentimentale, verosimile ma non vera. Nulla di documentaristico o neorealistico sulla periferia di Milano. Il titolo stesso: 181 è un numero civico di via Giambellino che è stato demolito. È l'unico che non c'è. E per questo la nostra periferia è ricreata da varie periferie milanesi. Non è che vogliamo raccontare la realtà o il disagio della Barona o del Gratosoglio. È una favola nera, una storia d'amore su un innesto crime molto duro". Visco ha sottolineato la difficoltà di incasellarla in un genere preciso. "Ancora oggi, non vi saprei dire il genere", ha detto. "All'interno di Blocco 181 coesistono una serie di realtà - anche se trasfigurate - iperrealiste che non permettono una categorizzazione. Oggi siamo in una situazione individuale, mondiale, dove è difficile dare una categorizzazione oppure non è più necessario come un tempo. Ecco, Blocco 181 in questa realtà si inserisce perfettamente".

Prima serie italiana prodotta internamente da Sky Studios, "Blocco 181 nasce come una scommessa un po' corsara su quello che può offrire una storia criminale anomala", ha continuato Hartmann. "Un'epopea criminale su cui lasciar germogliare una storia d'amore di oggi, un Romeo e Giulietta (+ Romeo) o una West Side Story dei nostri tempi 'liquidi', del grande amore che può nascere - come già insegnava Truffaut - fra tre persone diversissime".

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