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Baby: Arriva la stagione 2 della serie italiana prodotta da Netflix

Dal 18 ottobre i nuovi sei episodi saranno disponibili sulla piattaforma streaming.

Baby: Arriva la stagione 2 della serie italiana prodotta da Netflix

"Gli adolescenti sono le creature più invisibili all'occhio dei propri genitori".
Lo dice il 37enne regista Andrea De Sica, ormai profondo conoscitore dell'adolescenza più di quanto ogni madre o padre possa pensare di sapere sul proprio figlio. La prima stagione di Baby è stata vista da 10 milioni di account in 190 paesi del mondo, secondo i dati diramati da Netflix, un numero certamente più alto se si considera che ogni abbonamento può essere usufruito da due a quattro utenti contemporaneamente. Un successo, insomma, tale da non far uscire dal tunnel produttivo le persone coinvolte che a un anno di distanza sono riuscite a consegnare altri 6 nuovi episodi, disponibili dal 18 ottobre sulla piattaforma streaming del colosso americano. 

"La prima stagione era soprattutto sui personaggi, sull'approfondimento psicologico, mentre quest'anno ci muoviamo oltre la scuola e i locali notturni... andiamo negli hotel" spiega De Sica, affiancato dalla regista Letizia Lamartire che ha diretto gli episodi 3 e 4. In questa seconda stagione Chiara e Ludovica, sempre interpretate da Benedetta Porcaroli e Alice Pagani, "cominciano a prostituirsi con tutte le conseguenze che questa cosa comporta", continua il regista, "questa storia ci porta anche ad esplorare il lato più intimo familiare, ma non mi limiterei a definire Baby come una serie sulla prostituzione, quanto piuttosto una serie sui segreti degli adolescenti".
Baby esercita un certo fascino sul target di riferimento che va dai 13 ai 19 anni e non solo, i contenuti sono trasversali tanto da interessare gli spettatori fino ai 25 anni. Persino gli under 12 trovano il modo di vederla iniziando proprio ad avere loro stessi i primi segreti.

Essendo la serie sempre disponibile su Netflix, con la nuova stagione imminente, i riscontri arrivano continuamente sui social network e spesso direttamente rivolti alle attrici. "A me tanti ragazzi e ragazze mi scrivono raccontandomi anche le loro storie, ci ringraziano per aver fatto un progetto che li facesse sentire vicini" racconta Benedetta Porcaroli, la quale è convinta che ci sia qualcosa di "molto universale in Baby, quasi tutti gli adolescenti si riconoscono in almeno uno dei nostri personaggi". Rispetto al personaggio di Chiara dice che "attraverso il sesso manifesta la sua libertà e trova una via d'uscita da quelle ipocrisie in cui si sente rinchiusa da tutta la vita".
"Anche per me c'è una grande empatia con la mia fan base", si allaccia al discorso Alice Pagani che definisce la sua Ludovica "un personaggio forte, aiuta ad affrontare difficoltà adolescenziali di fronte alle quali non sai come muoverti". "Il mio personaggio insegna che ci sono tante strade, alcune giuste e alcune sbagliate" continua Alice, "e quello che pubblico sui miei social è un punto di riferimento per chi mi segue, lo so, e faccio molta attenzione a cosa comunico". 

Ma Baby non significa soltanto adolescenza. Come sostiene Nicola De Angelis, produttore per Fabula Pictures, "non è un classico teen drama dove la componente adulta è quasi inesistente, qui gli adulti ci sono e vanno a integrare la storia, completando il coming-of-age di tutti i ragazzi. Grazie a loro abbiamo lo specchio dei ragazzi, le figure che dovrebbero essere i loro punti di riferimento ma non è così, anzi è il contrario". Sulla questione interviene Claudia Pandolfi, il cui personaggio " è la meno responsabile perché non è un genitore e non è comunque un esempio per i ragazzi... o forse sì, fa delle scelte che dimostrano loro che bisogna liberarsi da certe gabbie". L'attrice si espone e parla da madre di due figli che vorrebbe liberi, "vorrei intervenire il meno possibile nell'educazione, dandogli indicazioni ma lasciando a loro gli errori affinché possano imparare dalle proprie scelte anche sbagliate".
Se avevamo conosciuto Simonetta, la madre di Ludovica, come una donna "sbagliata, asociale e che non sa stare con i piedi per terra", per usare le parole di Isabella Ferrari che torna ad interpretarla, "in questa seconda serie scopre che sua figlia è una baby squillo e la vediamo voltarsi dall'altra parte, cosa a cui come madre io stessa non ci sto moralmente, ma che come attrice mi affascina".

Scritta sempre dal collettivo di sceneggiatori e storyteller noto come Grams, la nuova stagione di Baby conta, oltre che sulle sopracitate PorcaroliPagani, PandolfiFerrari, sui ritorni di Riccardo Mandolini, Brando Pacitto, Mirko Trovato, Chabeli Sastre Gonzalez, Lorenzo Zurzolo, Giuseppe Maggio, Tommaso Ragno, Galatea Ranzi, Massimo Poggio e Mehdi Nebbou. Si uniscono al cast Max Tortora, Thomas Trabacchi, Denise Capezza, Sergio Ruggeri e Filippo Marsili.
Per quanto riguarda la colonna sonora, oltre ai brani originali prodotti per la serie dall'artista Yakamoto Kotzuga, come accaduto per la prima stagione, figurano anche pezzi della scena musicale italiana ed internazionale contemporanea firmati da Billie Eilish, Dark Polo Gang, Nerone, Coez e il brano “Non avere paura”, primo singolo da solista di Tommaso Paradiso che chiuderà la serie.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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