Speciali Serie TV

Anteprima Watchmen: Scopriamo la nuova serie tv di Damon Lindelof basata sul celebre fumetto

88

Appuntamento su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV dal 21 ottobre.

Anteprima Watchmen: Scopriamo la nuova serie tv di Damon Lindelof basata sul celebre fumetto

A pochi giorni dal debutto in tv, in Italia in contemporanea su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV da lunedì 21 ottobre, molti si chiedono: perché tornare a confrontarsi con il capolavoro di Dave Gibbons e Alan Moore? A dieci anni dall'adattamento cinematografico di Watchmen realizzato da Zack Snyder, un'opera assai complessa che non riscosse il successo che a nostro avviso meritava, HBO porta in tv una serie ambientata nello stesso universo creato dal fumetto. Per farlo, la rete americana dietro produzioni mastodontiche come Il Trono di Spade e Westworld si è affidata a Damon Lindelof, già autore di un altro show di culto del canale, The Leftovers. E la scelta si è rivelata azzeccata. Torniamo dunque alla domanda iniziale: perché un nuovo Watchmen? Fin dalle prime scene del pilota, la serie risponde in modo deciso: perché sotto la superficie, dietro le apparenze, la nostra società in qualche modo si trova ancora una volta sull'orlo del collasso.

Arrivato nel 1987, Watchmen raccontava di un mondo terrorizzato dallo spettro del conflitto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica, governato dalla paura e dalla divisione. Pochi lavori di fiction hanno rappresentato con tale potenza la disillusione e l'angoscia di quel periodo quanto il fumetto di Moore e Gibbons. La prima, enorme qualità della serie di Lindelof è quella di aver adattato quella visione nichilista all'America (e al mondo) dei giorni nostri. Un Paese dove l'odio e la discriminazione trovano sempre più spazio tra le pieghe sempre più deboli e slabbrate di un tessuto sociale diviso. Lo spunto di partenza della serie è non a caso il massacro razziale avvenuto a Tulsa nel 1921. E proprio la cittadina dell'Oklahoma, decenni dopo il sanguinoso evento, è l'ambientazione principale di Watchmen: un microcosmo dove i poliziotti sono costretti a nascondersi dietro fasce gialle per difendere la loro identità e dove un gruppo di estremisti di destra torna a colpire adoperando la maschera di Rorschach. Ma anche dove agenti dell'ordine e vigilanti si mescolano nel tentativo di ristabilire un ordine fatto anche di violenza, coercizione, negazione dei diritti dei cittadini. Protagonista della storia è Angela Abar (interpretata dalla pluripremiata Regina King), ex poliziotta ritiratosi per diventate il vigilante mascherato Sister Night, il cui compito non è soltanto scoprire cosa stia succedendo in città ma anche conoscere la verità sul proprio passato.

La serie di HBO è dunque un sequel aggiornato della graphic novel, sebbene a Lindelof non piaccia definirlo in questo modo. Sono passati trent'anni da quando il titano alieno è "precipitato" su New York uccidendo milioni di persone. Di quella catastrofe consumatasi nelle ultime pagine del fumetto si può ancora esperire in lontananza il riverbero doloroso sotto forma di pioggia, eppure da essa l'America non sembra aver imparato nulla: invece di ascoltare le ragioni altrui, tutti cercano ancora di imporre la propria. Con ogni mezzo. Ecco così che l'impeto morale lascia il passo al fanatismo, in un universo dove il confine tra giusto e sbagliato è sempre più confuso. Lindelof ha riproposto sapientemente la formula che già così bene aveva funzionato in The Leftovers, soprattutto nella prima stagione: la scelta si un'ambientazione più "piccola" - lontana dal cosmopolitismo della metropoli e quindi più facilmente soggetta alle correnti di pensiero estremiste dell'America rurale - funziona da cornice perfetta per una trama dove i personaggi incastrano le proprie vicende personali con il classico meccanismo narrativo della detection.

Watchmen

Per Lindelof la delineazione di un mondo distopico significa principalmente immergere i personaggi in un universo emotivo comune, dove poi ognuno di essi reagisce in maniera personale agli eventi: se in The Leftovers si potevano respirare il dolore e la disperazione creati dalla scomparsa dei propri amati, Watchmen è pervasa invece da un senso di insicurezza, di pericolo imminente, qualcosa di quasi irrazionale che spinge ad agire prima ancora che a riflettere. A rendere tale impulso ancora più feroce è l'ambiguità morale e ideologica in cui le figure in scena si muovono. Il discorso sul razzismo e sulle correnti di pensiero radicali presenti negli Stati Uniti di oggi sono affrontati da Watchmen in maniera diretta ma non retorica: ogni personaggio si spinge infatti ai limiti di un codice morale malleabile a seconda delle necessità. Sotto questo punto di vista il sesto episodio della serie si rivela il più esplicitamente "politico", magnifico esempio di ricostruzione storica che viene filtrato dalla stilizzazione della messa in scena, esponendo al tempo stesso quanto l'odio razziale abbia contaminato la società americana nei decenni passati e di conseguenza anche il presente. Insieme ad esso, anche il quinto capitolo di Watchmen diventa un momento fondamentale dello show, poiché svela definitivamente il personaggio di Looking Glass, nei precedenti episodi forse eccessivamente relegato a supporto della protagonista Sister Night. A interpretarlo un Tim Blake Nelson perfetto nel mostrare la durezza e insieme la fragilità psicologica del vigilante, ancora oppresso dal terrore vissuto la notte del (presunto) attacco alieno a New York. È questo personaggio a diventare metafora anche piuttosto esplicita di quanto l'America sia ancora ferita dall'11 settembre, e in qualche modo riesca a farci i conti molto meglio attraverso il velo della finzione distopica.

L'ultima, dolorosa conferma che Watchmen propone allo spettatore riguarda la metafora della maschera. Puntata dopo puntata lo show insinua l'idea che la propria identità venga celata al prossimo non tanto per ragioni di sicurezza quanto per difendersi dal dolore. Quello interno. Quindi da se stessi. Bisogna fare però una doverosa precisazione: questo articolo si basa sulla visione dei primi sei episodi. Non è quindi improbabile che quanto visto, vissuto e conseguentemente scritto possa essere ribaltato dalle puntate successive. Il che regalerebbe allo show creato da Lindelof uno spessore ideale e una potenza espressiva forse anche più penetranti di prima. Non ci resta che aspettare e vedere, dal 21 ottobre con la versione originale sottotitolata e dal lunedì successivo, alle ore 21:15, con la versione doppiata in italiano.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming