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The Walking Dead World Beyond, parlano il creatore Matt Negrete, Julia Ormond e due dei giovani protagonisti

Al debutto di The Walking Dead World Beyond in Italia su Amazon Prime Video, abbiamo discusso della serie con uno dei creatori, Matt Negrete, e con gli attori Julia Ormond, Alexa Mansour e Nicolas Cantu.

The Walking Dead World Beyond, parlano il creatore Matt Negrete, Julia Ormond e due dei giovani protagonisti

Con la serie spin-off The Walking Dead: World Beyond partita in streaming su Amazon Prime Video, abbiamo avuto modo di incontrare uno dei suoi due creatori, Matt Negrete, insieme a Julia Ormond (interprete di Elizabeth, emissario della fantomatica Civil Republic), Alexa Mansour e Nicolas Cantu, due dei giovani attori protagonisti. Senza spoiler, vi forniamo solo il contesto della storia: l'adolescente Iris si fa carico di una comunità circondata da un muro, a nove anni dall'Apocalisse zombi. Mentre sua sorella Hope (Mansour) contesta la sua fedeltà a scatola chiusa alla lontana Civil Republic, il loro babbo è sempre lontano, reclutato proprio da quest'ultima per ragioni non svelate. In seguito a un preciso accadimento, Iris e Hope decideranno di sfidare il pericoloso mondo fuori, popolato da morti viventi, in compagnia di due amici coetanei, Silas ed Elton (Cantu).
Naturalmente la prima domanda ha riguardato il tempismo fatale dell'uscita di questa serie in concomitanza con l'emergenza Covid: la sua pubblicazione è stata infatti rimandata di diversi mesi... Guarda The Walking Dead: World Beyond su Amazon Prime Video

"L'eco della pandemia è ovviamente involontario", ci dice Matt, ma ora che sta scrivendo la seconda delle due sole stagioni previste, si rende conto che la voglia di uscire e vivere liberamente, provata dai quattro ragazzi che nella storia abbandonano la loro comunità protetta, è in fondo anche la sua. "Sento la nostalgia della normalità..." Più spiritosi in merito i ragazzi, perché Alexa si dice stupita della coincidenza: con i suoi amici si è sempre divertita a immaginare un mondo apocalittico di zombi: non solo adesso si trova in quello "ufficiale", ma anche la realtà non scherza. Molto più ironico di quanto la sua età farebbe immaginare, Nicolas Cantu ammette di non esser pronto alla pandemia, ma più che pronto al mondo di The Walking Dead: "E' stato facile immedesimarmi, io adoro Halloween!"

E' sempre il loquace e sardonico Nicolas che ci aiuta a capire le differenze tra questo spin-off The Walking Dead: World Beyond e la serie ammiraglia The Walking Dead: "E' una nuova prospettiva. Diciamo: solita Apocalisse, ambienti diversi, la natura torna a comandare". Alexa, che si dice convinta che in una vera emergenza del genere sarebbe molto portata a organizzare e guidare gruppi, pone l'accento dei temi sulla crescita, sull'idea che l'avventura dei quattro protagonisti sia un'opportunità per diventare grandi. Un romanzo di formazione, concetto confermato da Matt: "Devono lasciare il nido, è un po' come quando tuo figlio va per la prima volta a scuola, solo nel contesto di un'Apocalisse. Devono capire in cosa credere e devono capire cosa stia succedendo. La tensione è nel fatto che loro conoscono l'Apocalisse, ma non l'hanno mai provata sulla loro pelle."
Ma World Beyond è pur sempre uno spin-off: per Matt, partendo dall'idea di "John Hughes con gli zombi" e respirando lo Stand By Me di Stephen King, non è il caso di enfatizzare troppo le differenze, quanto la prospettiva: "Sicuramente cercavo quell'equilibrio fondamentale di orrore e dramma, ma la differenza qui è nel respiro più ampio. Non si tratta soltanto di sopravvivere, il mondo della storia è proprio più grande e ci sono più domande, per esempio sulla natura di questa Civil Republic."

A proposito di Civil Republic, Julia Ormond ha trovato molto appagante vestire i panni dell'emissaria Elizabeth: proprio perché indecifrabile e ambigua, richiedeva a lei stessa di capirla prima di recitare le battute. "Ti chiedi sempre in quel che dice cosa sia vero e cosa no. E' dissociata, ma forse è giusto che sia così. E' una brava leader? Ho dovuto per forza darmi una risposta. Qual è la sua bussola morale, o qual è stata in un primo tempo? E' una che intimidisce, il mistero che l'avvolge la rende impenetrabile." Ma d'altronde per Julia questo rispetta uno dei temi del franchise: "Chi è il buono? Chi è il cattivo?" L'idea che tutti debbano adattarsi al mondo che li circonda, in un qualche modo, rimane uno dei cardini di quest'universo.

Con un cast così variegato, per Alexa "Tutti si rivedranno in un personaggio, ce n'è per tutti. La mia Hope per esempio è una che dubita della sua intelligenza". Assai particolare è anche l'Elton di Nicolas, una macchina razionale, curioso, analitico. Gli chiediamo se il suo personaggio sia davvero così distaccato: "Tutti hanno una ragione per uscire, lui non è solo un razionale. La sua voglia di documentare tutto è anche la sua parte emotiva. Bilancia cuore e ragione, spinge lontano le emozioni, il che può essere una benedizione o una maledizione, a seconda dei casi".

Mentre Alexa e Nicolas elaborano sull'addestramento fisico svolto per le loro parti (Nicolas in particolare ha potuto sfoggiare un po' del karate che ha imparato), un collega che non teme spoiler vuole andare al cuore della questione: ci saranno legami con personaggi, enti o luoghi della serie principale? Alexa giura di non sapere nulla di connessioni future con il resto del franchise, mentre Nicolas, premettendo che se parlasse l'AMC gli troncherebbe la connessione internet al volo, non esclude la possibilità, sottolineando che della misteriosa Civil Republic bisognerà prima o poi sapere di più...

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