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Paola Cortellesi parla della "sua" Petra Delicato e perché se n'è innamorata

Appuntamento con la produzione Sky Original su Sky Cinema e in streaming su NOW TV dal 14 settembre.

Paola Cortellesi parla della "sua" Petra Delicato e perché se n'è innamorata

Petra Delicato, ispettrice della polizia di Barcellona, è uno personaggio amatissimo creato nella metà degli anni '90 dalla scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, che per la prima volta ha raccontato la storia e le indagini di questa donna dal carattere complesso nel romanzo Riti di morte. Paola Cortellesi, attrice di casa nostra dal talento indiscusso, la fa sua nella nuova produzione Sky Original Petra, quattro storie in onda su Sky Cinema e in streaming su NOW TV dal 14 settembre ogni lunedì alle ore 21:15 le quali sembrano avere tutti i numeri per piacere al pubblico generalista, un po' una novità per la fiction di Sky. Per Cortellesi si tratta di un tuffo - ben riuscito, bisogna ammetterlo - nel genere crime, una novità per la signora della commedia. La sua Petra, un ex avvocato e un'ispettrice della mobile di Genova che dall'archivio si ritrova catapultata in prima linea a risolvere casi di omicidio e violenza è, come i lettori se l'aspettano, spigolosa, diretta e un po' antipatica che non ha paura del confronto, né del giudizio altrui. In conferenza stampa, l'attrice ha spiegato cosa l'ha attratta di questo personaggio e perché ha accettato di interpretarlo in questa sua non comune incursione nel piccolo schermo.

Paola Cortellesi: Ecco cosa mi ha attratto di Petra

Come molti, Cortellesi nutre una grande passione per il materiale originale, un sentimento comune a gran parte delle persone coinvolte nel progetto. "Mi sono innamorata del personaggio nei romanzi, perché è una donna fuori dall'ordinario, che non deve comportarsi in un certo modo per accontentare gli altri", ha detto l'attrice ponendo una sottolineatura immaginaria al suo essere, in definitiva, libera. Mi sono innamorata poi dei rapporti [che Alicia Giménez-Bartlett] ha raccontato nei suoi romanzi, come il rapporto di Petra con Antonio Monte". Interpretato da Andrea Pennacchi, per Sky già in 1994, lui è il vice ispettore che affianca Petra nelle indagini, un uomo di mezz'età, vedovo, sensibile al buon cibo e pronto a menare le mani quando serve il quale ha convinzioni ben radicate su come funzioni il mondo. Il loro "è un rapporto speciale, indefinibile ma straordinario", ha spiegato Cortellesi. "È oltre l'amicizia. Inspiegabile e per questo speciale".

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In Petra, Cortellesi ha ritrovato la regista Maria Sole Tognazzi, con la quale aveva lavorato nel premiatissimo film del 2003 Passato prossimo, qui dietro la macchina da presa di tutte e quattro le storie. L'attrice ha definito un "regalo" averla ritrovata dopo tanti anni. Un sentimento ricambiato. "Sono stata una lettrice dei romanzi di Alicia, che amo molto. Quando ho saputo di Paola, l'idea di poterla rincontrare era per me un'occasione imperdibile", ha detto Tognazzi.

Petra: Il punto di vista di Maria Sole Tognazzi

"Quando ho letto i primi quattro romanzi, ho riscontrato subito delle affinità rispetto a quello che ho sempre voluto raccontare della figura femminile - non convenzionale, libera di scegliere come vivere la propria vita", ha continuato la regista. "Quello che ho cercato di fare nella trasposizione, partendo dal lavoro straordinario fatto [da Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia, ai quali si aggiunge per un episodio Enrico Audenino] con le sceneggiature e dal materiale originale, è stato capire come equilibrare, come raccontare questa storia fatta di humor e suspense". In effetti, Petra è una donna senza peli sulla lingua, con chiunque le capiti a tiro. Onesta con gli altri e con se stessa. Ma anche un'ispettrice attenta, riflessiva e coraggiosa sul campo.

"È stato un gruppo di lavoro meraviglioso", ha aggiunto Tognazzi. "Per me era importante essere fedele ai romanzi", nonostante la scelta di italianizzare l'ambientazione spostando la storia nella città ligure. Una scelta che inizialmente ha sconvolto Giménez-Bartlett, ma poi si è rivelata ragionata e vincente per il prodotto. "Abbiamo capito che Genova era un elemento fondamentale. La terza protagonista". Tuttavia, ha assicurato la regista, "con Barcellona ci sono delle attinenze forti. Sono due città che hanno molte cose in comune. Il tipo di ambienti che avevamo a disposizione mi hanno portato a capire che volevamo dare un tono mediterraneo alla serie. Ho lavorato con Paola, costruendo il personaggio, con molto amore, cercando da una parte di essere federe e dall'altra di essere originale".

Foto: Luisa Carcavale

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