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"Non torno in Formula 1 per i ristoranti, ma per vincere”: Alonso ci parla di Fernando, docuserie disponibile su Amazon Prime

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Un anno folle, in giro per il mondo e in cerca della vittoria della Tripla corona: la 24 ore di Le Mans e la 500 miglia di Indianapolis, dopo la vittoria in F1 a Monaco. Il grande pilota Alonso ci racconta Fernando, docu-serie in cinque parti già disponibile su Amazon Prime Video.

"Non torno in Formula 1 per i ristoranti, ma per vincere”: Alonso ci parla di Fernando, docuserie disponibile su Amazon Prime

Ma chi l’avrebbe mai detto? Fernando Alonso è simpatico. Lui sorride, un po’ ironico, un po’ stufo per il fatto che in tanti sembrano stupirsi di vederlo protagonista di un documentario, in cui appare ben più aperto e disponibile rispetto alla fama un poco scontrosa del due volte campione del mondo di Formula 1. Rigorosamente a distanza, anche perché confessa un certo timore per il Covid-19, che lo porta a un rispetto maniacale della prudenza, è collegato dalla sua casa di Lugano per incontrare alcuni giornalisti per presentare Fermando. Si tratta di una docuserie in cinque puntate già online su Amazon Prime Video che segue le sfide dell’annata 2019 del pilota, prodotta dalla spagnola MediaPro, colosso catalano dell’audiovisivo, anche produttore del nuovo film di Woody Allen, Rifkin’s Festival.

Sono un combattente, non mollo mai, la competizione è sempre nella mia testa, non posso cambiare come sono fatto.” Sorriderà anche, ma Alonso rimane un vincente, per molti il più completo dei piloti di formula 1, nonché uno dei più vincenti, che ha già ufficializzato che l’anno prossimo tornerà in F1 con la Renault, scuderia con la quale nel 2005 e 2006 ha vinto i suoi due titoli mondiali. “Naturalmente mi piacerebbe tanto il terzo titolo, non torno per provare i ristoranti delle varie città, ma per vincere”, ci ha detto. “O vinci o no, se arrivi fra i primi sei non se lo ricorda dopo poco più nessuno, l’obiettivo è vincere, molti piloti hanno grandi aspettative per poter competere con la Mercedes con i nuovi regolamenti, che dovevano esordire nel 2021 e per la pandemia sono stati invece rinviati al 2022. Difficile sapere cosa accadrà, ci sarà penso più equilibrio.”

Un ritorno in qualche modo atteso, visto che nei due anni lontano dal paddock non ha mai chiuso del tutto le porte a un suo ritorno. “Non era programmato, ma ho avuto un costante dialogo con la Renault. Dicono che sono il più completo? Sono d’accordo, sono molto completo, credo da 9 in ogni aspetto, ma qualcuno può far meglio di me in qualche ambito, credo di poter competere in ogni circostanza. Se come atleta fai bene in ogni categoria poi alla fine vinci. Ti scopri come pilota e ti adatti, metti alla prova le tue qualità, enfatizzando i punti forti e nascondendo quelli deboli.”

La doc serie di concentra sul pilota, ma anche sull’uomo, dal bambino che ha iniziato a 3 anni a guidare i kart nella natìa Oviedo, nelle Asturie, fino alla vita quotidiana a casa, Lugano in Svizzera, insieme alla compagna, la modella e influencer milanese Linda Morselli, al suo impegno con il marchio di abbigliamento madrileno che ha fondato, Kimoa, sempre in primo piano negli abiti e accessori che indossa. Al centro le grandi sfide del 2019: la 24 ore di Le Mans e in generale il mondiale di Endurance, la 500 miglia di Indianapolis e la grande novità, l’incredibile sfida della Dakar, nel deserto africano. Obiettivi diversissimi uno dall’altro, che dimostrano la sua voglia di mettersi costantemente in gioco, uscendo dalla propria comfort zone.

“Ognuno può pensarla come vuole, ci sono persone che non hanno una visione così positiva di me, forse potranno cambiare idea. Indubbiamente mi piacerebbe, ma non ne sono preoccupato, ognuno può avere la sua opinione. Sui social tutti criticano le figure pubbliche, mi interessano solo i pareri della mia famiglia o delle persone con cui lavoro. Forse chi pensa male di me potrebbe chiedersi come mai, visto che non mi conosce? All’inizio non ero entusiasta all’idea di avere una camera, o due, che mi seguivano sempre, anche a casa durante la mia vita personale. La gente potrà vedere anche quello, oltre alla vita attiva di un pilota. Col tempo mi sono abituato alla troupe, delle persone fantastiche, e dopo pochi minuti la camera è diventata invisibile e mi sono comportato in maniera naturale, senza recitare.

Un anno molto intenso per lui, quello scorso, ma Alonso non ha dubbi se deve sintetizzare quella più elettrizzante. “La Dakar. È uno di quegli eventi che accade una volta sola all’anno, non è come un mondiale di F1 in cui puoi recuperare successivamente se sbagli. O vai bene o hai perso un anno intero. Sono momenti tesi e sociali, sfide particolarmente appassionanti. Alla Dakar non vivi in un hotel a 5 stelle, ma in una tenda, è tutto molto estremo e diverso, ti arricchisce molto. Quello che è sicuro è che l’elemento del gioco e della competizione è sempre presente nella mia vita; meglio non perdere, perché non la prendo per niente bene”.

A marzo il ritorno in Formula 1, sempre con il numero 14 Renault, una nuova sfida che sarà al centro di una nuova stagione di Fernando, le cui riprese sono già partite, che racconterà la sua preparazione per il gran ritorno, per un ragazzo metodico e concentrato, con una passione ancora viva che gli fa rispondere così, alla domanda su quale sia il ricordo più elettrizzante della sua carriera. “Non cito i successi mondiali, quando già sapevo di essere un bravo pilota, ma gli inizi, sono stati i momenti nei kart da ragazzino quelli veramente cruciali, in cui era in gioco la possibilità di fare veramente questa carriera nella vita.

Guarda Fernando su Amazon Prime Video

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