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Disney+ Day, Dopesick e il dramma della dipendenza, ne parliamo con l'autore e gli attori

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In occasione del Disney+ Day arriva il 12 novembre con Star su Disney+ la serie Dopesick con Michael Keaton, dedicata al dramma della dipendenza da oppioidi negli States. Ne abbiamo parlato col creatore Danny Strong e con due degli interpreti, Will Poulter e Kaitlyn Dever.

Disney+ Day, Dopesick e il dramma della dipendenza, ne parliamo con l'autore e gli attori

In occasione del Disney+ Day il 12 novembre, prima celebrazione della piattaforma di streaming Disney+, arriverà sul servizio la miniserie Dopesick, nella sezione Star dedicata a un pubblico più adulto. Si tratta di un dramma in sette puntate dedicato alla tragedia della dipendenza da oppioidi e allo scandalo della Purdue Pharma, responsabile della commercializzazione dell'antidolorifico OxyContin. Nel nutrito cast, che porta in scena vittime e carnefici, ci sono Michael Keaton nei panni di un medico, Will Poulter in quelli di un responsabile vendite dell'azienda, Kaitlyn Dever nei panni di una delle vittime, nonché Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg e Rosario Dawson. Creatore della serie, sceneggiatore e regista dell'ultimo episodio è l'attore Danny Strong, che ha trasformato in fiction il libro inchiesta "Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America" della giornalista Beth Macy. Abbiamo incontrato quest'ultimo, Dever e Poulter per parlare dei contenuti dello scottante e traumatico racconto. Scopri Disney+

Dopesick su Disney+, storia di una tragedia che lascia increduli

Per chiunque abbia studiato lo scandalo Purdue e l'abuso di OxyContin, farmaco approvato ma causa di un'epidemia di dipendenza di oppioidi di gran lunga peggiore di ciò che avrebbe dovuto "curare", l'approfondimento della questione porta stupore. Vale anche per Danny Strong: "Cosa mi ha sorpreso? Tutto! Ho strutturato il racconto proprio intorno al mio shock di fronte a tanta disonestà. Ho basato la stagione su ciascuna prova, anche perché era un modo coinvolgente per raccontare".
Gli fa eco Kaitlyn Dever: "Sono rimasta sotto shock, era una cosa che ti faceva infuriare. È stata un'epidemia basata sulle bugie. Sapevo della crisi degli oppioidi, sapevo che esisteva, ma non avevo mai approfondito la cosa. Avevo però un paio di amici che avevano perso persone care. Non riuscivo nemmeno a credere al copione del primo episodio quando l'ho letto. Abbiamo suscitato reazioni positive già dalla gente che era sul set, per me ha significato molto: perché se non conosci qualcuno che è morto di un'overdose di oppioidi, conosci qualcuno che ci ha avuto almeno a che fare."
Will Poulter ammette che sapeva pochissimo della questione: "Ho studiato per lo show, mi hanno lasciato di sasso la metodicità e le malefatte di questa famiglia [i Sackler, ndr], la loro dedizione all'introduzione di questo farmaco. Hanno falsificato i dati per venderlo, continuarono a mentire pure in mezzo ai morti, davanti a quelli che avevano sviluppato una dipendenza." Leggi anche Disney+ Day, comincia la festa con un mese a 1.99 euro, aspettando il 12 novembre

Dopesick, perché una serie sulla dipendenza da oppioidi

Perché dedicare le sette puntate di Dopesick a raccontare la sofferenza causata da questo malsano business? "Fortunatamente niente di personale", ci racconta Danny Strong: "Non conoscevo persone che soffrivano di dipendenza, è stato il producer John Goldwin a propormi il lavoro, tratto dall'articolo del New Yorker del 2017, "House Built on Pain". Si capiva che i membri di quella famiglia, anche se dicevano di non contare nelle decisioni importanti della Purdue, non erano affatti passivi, controllavano davvero tutto loro. Bugie su bugie, bisognava fare qualcosa. Spero che gli spettatori capiscano letteralmente i crimini dell'azienda, e li capiscano meglio. Ma che capiscano anche le conseguenze della dipendenza, e che chi si trovi a viverla si senta così meno solo. È un appello: si può evitare che una cosa del genere accada in futuro? Volevo anche parlare della soluzione, non solo di come è successo tutto questo: alla fine proponiamo qualcosa, e funziona ancora di più (spero) perché mostro una terapia che aiuta sul serio, dopo avervi mostrato la sofferenza delle le persone. Viene danneggiato il lobo frontale, ci vogliono due anni per riprendersi. Voglio farvi capire perché l'oppio riduce la gente in quelle condizioni."

Kaitlyn ci spiega che il suo personaggio rappresenta simbolicamente un intero gruppo di vittime: "Bisognava disseppellire questa storia, è lo scopo della serie. Ti apre gli occhi. Cominciò tutto con le bugie, spero che vedendola la gente sviluppi più empatia verso chi soffre di dipendenza. Certo interpretarla è stata una sfida, ma le mie sfide da attrice sono nulla in confronto alle sfide reali delle persone che hanno sofferto. Ho cercato di tenerlo ben presente. C'era poi anche un interessante risvolto sociale, perché Betsy è una donna che lavora nelle miniere di carbone, non sarebbe un lavoro da donne."
Will Poulter snocciola numeri che colpiscono: "Vogliamo che la gente sappia la verità. Come siamo arrivati a questo? Chi ha avuto difficoltà e ha subito umiliazioni è stato considerato colpevole, ingiustamente. Ci sono stati per oppioidi 90.000 morti in meno di 35 anni, anche questa è una pandemia. Non possiamo dimenticare. È un segnale per non perdere d'occhio le ingiustizie sociali." Non teme che, in questo periodo, l'attacco a un farmaco possa alimentare lo scetticismo verso i vaccini? "Spero sinceramente di no. La Purdue era antiscientifica, promuovendo il prodotto senza fatti. L'introduzione del farmaco andava contro i principi scientifici, spero che la gente continui a credere nella scienza."

Dopesick, la sfida di Michael Keaton nella miniserie drammatica su Disney+

Avere davanti un mostro sacro della recitazione americana come Micheal Keaton non poteva non lasciare il segno su due giovani attori come Kaitlyn Dever e Will Poulter. La prima, che interpreta una paziente del dottore, confessa: "Ammiro Michael Keaton, è uno di quegli attori con i quali vorresti lavorare prima che sia finita. Mi sono commossa nelle scene con lui. Ero nervosa, ma quando abbiamo girato la prima scena, quella della prima prescrizione del farmaco, è stato gentilissimo, mi ha fatto proprio rilassare."
Diverso il rapporto tra il medico di Keaton e il rappresentante Billy interpretato da Will Poulter, che ci descrive così il proprio personaggio: "All'inizio è uno con buone intenzioni, ci crede, poi preferisce solo far soldi. C'è da notare che negli annunci di lavoro della Purdue non si voleva competenza scientifica nei rappresentanti, e lui non è in grado di gestire la cosa dal punto di vista scientifico. Sapevano già che era una truffa!" Un ruolo spinoso, reso più facile proprio dal rapporto lavorativo sul set con Keaton: "Le scene con lui erano la sfida maggiore, perché erano quelle in cui il mio personaggio doveva convincere questo dottore, ma alla fine sono state facili perché lui è così bravo... la mia scena preferita con lui è quella del diner, dove parliamo delle famiglie, l'abbiamo girata quasi senza stacchi, eravamo proprio immersi. È il momento in cui il mio Billy dimentica per un attimo di essere un rappresentante..." Scopri Disney+

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