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Cos'è Schitt's Creek, la comedy che ha sbancato agli Emmy 2020

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Inedita in Italia, la serie di Eugene e Daniel Levy ha vinto 9 Emmy, incluso miglior comedy.

Cos'è Schitt's Creek, la comedy che ha sbancato agli Emmy 2020

Se questa mattina vi siete imbattuti in qualche titolone sulla stravittoria di Schitt's Creek agli Emmy 2020 e confusi vi siete guadati intorno con un po' d'imbarazzo, basta colpevolizzarvi. Infondo, la serie che ha vinto nove statuette al più prestigioso dei premi televisivi, la seconda più premiata della 72esima edizione e unica vincitrice tra le comedy non è mai andata in onda in Italia né si è mai avvicinata ad esserlo. Un po' assurdo, non trovate? Nessuno se n'è mai interessato. La stessa Television Academy se n'è accorta solo ora, dopo sei stagioni, quando tutto è finito. In attesa di capire se questo bagno di popolarità cambierà le cose, tanto in Italia quanto negli Stati Uniti, e tra poco vi spiegheremo perché, permetteteci di dedicare qualche riga alla storia di questa produzione il cui successo crescente ricorda un po' quello di Breaking Bad, un'altra fuoriclasse balzata agli onori dell'Academy e della cronaca grazie al passaparola.

Schitt's Creek: Cosa racconta e com'è nata

Iniziamo col dire che Schitt's Creek racconta la storia della famiglia Rose, formata dal ricco magnate delle videoteche Johnny (Eugene Levy), dall'ex attrice di soap opera Moira (Catherine O'Hara) e dai loro viziatissimi figli adulti David e Alexis (Daniel Levy e Annie Murphy). Sul lastrico dopo essere stati truffati dall'amministratore delle loro finanze, i Rose sono costretti a rifarsi una vita con l'unica risorsa rimasta loro: una piccola città chiamata Schitt's Creek, che Johnny aveva comprato per gioco a David come regalo di compleanno nel 1991. Mentre la famiglia si adatta al nuovo stile di vita, due stanze adiacenti in un motel fatiscente, i loro modi benestanti si scontrano con l'atteggiamento provinciale dei residenti di Schitt's Creek, tra i quali il sindaco Roland Schitt (Chris Elliott), sua moglie Jocelyn (Jenn Robertson) e l'amministratore del motel, Stevie Budd (Emily Hampshire).

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Creata dagli stessi Eugene e Daniel Levy, nella vita reale padre e figlio, con il personaggio interpretato da quest'ultimo tra i primi apertamente pansessuali raffigurati in tv, molto apprezzata anche dalla Gay & Lesbian Alliance Against Defamation per la sua rappresentazione attenta dei personaggi LGBTQ (lo stesso Daniel è apertamente omosessuale dall'età di 18 anni), Schitt's Creek è stata trasmessa dal canale canadese CBC (da Pop negli Stati Uniti) fino allo scorso aprile, quando si è conclusa con la sesta stagione. La serie era stata proposta inizialmente a HBO, Showtime ed ABC, nessuna delle quali però l'aveva ritenuta meritevole di un ordine. Daniel ha raccontato ad Out.com di aver avuto l'idea mentre guardava alcuni reality. "Mi chiesi cosa sarebbe successo se una di queste famiglie benestanti avesse perso tutto. I Kardashian sarebbero ancora i Kardashian senza i loro soldi?", ha spiegato. Si è fatto aiutare dal padre a sviluppare il progetto, ed è stato quest'ultimo a darle questo nome. Nella realtà, Schitt's Creek non esiste, e dopo essere rimasti vaghi sulla posizione dell'immaginaria cittadina, solo nel 2018 i Levy hanno rivelato che si trova in Canada.

La vittoria di Schitt's Creek agli Emmy

Tralasciando i premi tecnici, non meno importanti, quello di Schitt's Creek ai Primetime Emmy Awards di quest'anno è stato senza esagerazione un trionfo. La serie ha vinto come miglior comedy, per i migliori attori e attrici protagonisti e non protagonisti (i Levy, O'Hara e Murphy sono stati tutti premiati), per la migliore regia e per la migliore sceneggiatura, questi ultimi vinti entrambi da Daniel, nel primo caso insieme con Andrew Cividino. Per una serie canadese, si tratta del primo riconoscimento di questo tipo. "Schitt’s Creek è diventata il punto di riferimento per una nuova era di comedy a CBC", ha commentato il capo dei contenuti Sally Catto. "Questa è una delle più grandi comedy mai create. È amata ovunque e CBC è lieta di aver contribuito nel portare il meglio del Canada nel mondo. Siamo davvero onorati di aver lavorato con questo team infinitamente talentoso e orgogliosi di aver commissionato questo comedy rivoluzionaria che celebra i valori della famiglia e l'inclusività con una brillantezza e un umorismo senza pari".

E ora? La vittoria agli Emmy ha riacceso il dibattito attorno alla possibilità che le storie dei Rose possano tornare sullo schermo, eventualmente con un film tv. Stando a quanto dichiarato da Daniel ai giornalisti, non è da escludere (ci sono offerte che non possono essere rifiutate, giusto?), aggiungendo però di essere disposto a farlo solo se si presentasse un motivo valido. "Quello è stato il modo migliore in cui avremmo potuto concludere la serie. Quindi, se mi verrà in mente un'idea degna di queste persone meravigliose, a quel punto dovremo essere dannatamente bravi perché quello è stato un modo davvero carino per dire addio", ha detto l'attore, regista, sceneggiatore e produttore esecutivo. "Quindi, incrociamo le dita affinché a un certo punto ci venga in mente un'idea davvero buona. Ma mi piacerebbe lavorare di nuovo con queste belle persone".

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