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ReWind: The Beatles - Sgt. Pepper’s Lonley Hearts Club Band

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L'album diventa presto il simbolo della Summer Of Love.

ReWind: The Beatles - Sgt. Pepper’s Lonley Hearts Club Band

Immaginate un periodo molto più colorato di quello che stiamo vivendo, un periodo decisamente più ottimista e più “semplice”, un periodo in cui si aveva più tempo per assaporare tutte le cose, come – per esempio -  l’uscita di un disco,nello specifico del disco che la rivista Rolling Stone ha messo al primo (!) posto della classifica dei migliori 500 album di tutti i tempi: Sgt. Pepper’s  Lonely Hearts Club Band.

Siamo nella lontana estate del 1967, quando il 1° giugno viene pubblicato (in Gran Bretagna era uscito il 26 maggio) Sgt. Pepper’s  Lonely Hearts Club Band: l’album ottiene sin da subito un enorme successo, vendendo 32 milioni di copie in tutto il mondo, restando 27 settimane in cima alla classifica inglese e 15 in cima a quella americana e diventando presto il simbolo della Summer Of Love, la trasformazione del movimento beatnik nella controcultura hippy.

La psichedelia nasce, secondo molti, proprio con le sonorità di Sgt. Pepper’s  Lonely Hearts Club Band, che mette in note un fantastico mondo di colori, suoni, e immagini evocative. In realtà il movimento hippy ha origine in un quartiere di San Francisco (California), Haight-Ashbury, dove grazie ai prezzi popolari dovuti al decadimento della zona, si erano trasferiti molti artisti bohémien che hanno fatto del quartiere un polo di attrazione per tutti i giovani contrari alle norme imposte dalla società e che trovavano rifugio nella musica rock e nella sperimentazione delle droghe.

Proprio nel 1967 il quartiere in questione diventa meta di un vero e proprio pellegrinaggio di decine di migliaia di hippy, grazie ai media cominciano a parlare della California come “centro” del movimento culturale e grazie anche al Monterey Pop Festival, meno conosciuto precursore di Woodstock al quale partecipano nomi come The Jimi Hendrix ExperienceThe Who, Steve Miller Band, The Mamas and Papas, Janis Joplin (al suo debutto) e molti altri.

Inizialmente un “concept” basato sui ricordi dell’adolescenza della band  trascorsa a Liverpool, l’album prende presto altre strade e McCartney propone alla band di far finta che a suonare sia un’immaginaria band militare dei primi del ‘900 di nome, appunto, Sgt. Pepper’s Lonley Hearts Club Band, che avrebbe lasciato al gruppo tutta la libertà di sperimentare nuove sonorità.

Dopo l’uscita di Pet Sound dei Beach Boys di Brian Wilson, e di Freak Out dei Mothers Of Invention di Frank Zappa, McCartney comincia a vedere le incredibili potenzialità che le nuove tecnologie (come i registratori multitraccia oppure il Mellotron, avo delle moderne tastiere) offrono in fase di registrazione e, avendo i Beatles deciso che non si sarebbero più esibiti live (la questione meriterebbe un articolo a parte, ma sinteticamente si può dire che, tra il pubblico che urlava impedendo a tutti l’ascolto e la paura di essere uccisi, l’attività live della band era diventata più un problema che altro), la possibilità di sperimentare è pressoché infinita.

Now our performance is that record.
Ora, la nostra esibizione è questa registrazione.
Paul McCartney

Il risultato è – secondo molti – il più bell’album mai registrato:

ricordare la qualità, l’originalità e la bellezza della tracce contenute in Sgt. Pepper appare riduttivo, così come risulterebbe tautologico osannare brani come Lucy In The Sky With Diamonds o A Day In the Life (secondo molti l’apice compositivo del due Lennon/Mc Cartney), perciò credo sia più interessante pensare a ciò che è girato intorno alla release.

Tali e tante erano le tracce da inserire, che due pezzi da 90 come Strawberry Fields Forever e Penny Lane - che avrebbero dovuto essere inserite nell’album - vennero lasciate fuori e uscirono come doppio singolo (double A side) slegato da Sgt Pepper.

129 giorni e più di 700 ore sono serviti per dare alla luce questo album di qualità incredibile, simbolo di una corrente di pensiero e che è diventato anche un caposaldo della Pop Art, con la sua copertina che ha fatto epoca. La cover – forse – più famosa al mondo, vede la presenza, oltre che degli stessi Beatles muniti di mustacchi, delle loro statue di cera del museo di Madame Tussauds (raffiguranti il periodo della Beatlesmania), di foto di personaggi che il gruppo ritiene fondamentali, da Bob Dylan a Marlon Brando, da Marlene Dietrich a Marilyn Monroe, da Oscar Wilde a Lewis Carrol, da Hilter a Gseù (richiesti fortemente da Lennon, ma non approvati dalla produzione). Tra le tante chicche, Sgt. Pepper è il primo album rock/pop con i testi stampati all’interno della copertina.

A 50anni dalla sua uscita, Sgt Pepper’s Lonley Hearts Club Band resta una pietra miliare della musica leggera e rappresenta non solo la musica di un periodo storico, ma la sua stessa anima. 



  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
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