ReWind: Alice Cooper - Trash

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ReWind: Alice Cooper - Trash

Con l'album "Trash" di Alice Cooper si torna indietro di trent'anni precisi con uno dei miei dischi preferiti in assoluto.

Gli anni 70 sono passati da un pezzo e il buon Alice (al secolo Vincent Furnier) è una decade sana che non trova più posto nelle classifiche mondiali. Il periodo è quello dei capelli cotonati, lucida labbra ed enormi, imbarazzanti spalline, e pare che non ci sia più posto per il piglio grandguignolesco del cantante americano. I primi eighties sono un periodo complesso per l'artista americano e vedono Furnier combattere contro i propri demoni personali (leggi alcolismo, droghe e conseguente rehab) e affrontare il divorzio da Sheryl Cooper; tutto questo lo porta ad allontanarsi sempre più dalla scena musicale (considerando anche lo scarsissimo successo dei modesti Zipper Catches Skin (1982) e DADA (1983).)

Ma Cooper non si arrende e rimessosi in piedi dopo la riabilitazione entra in studio a preparare la propria rinascita con la doppietta Constrictor (1986) e Raise Your Fist and Yell (1987), che riscuotono un certo interesse anche grazie ai singoli He's Back (The Man Behind The Mask), utilizzato nel film horror Venerdì 13 e Prince Of Darkness, colonna sonora nell'omonimo film di John Carpenter. Ma a Cooper non basta essere entrato di striscio nella Top 200, così decide di rivolgersi al guru del pop metal Desmond Child, produttore e compositore assai in auge in quel periodo, con all'attivo collaborazioni di tutto rispetto come Kiss, Bon Jovi, Aerosmith, Bonnie Tyler, Cher e Joan Jett. Il risultato di tale unione è Trash, uno dei maggiori successi del cantante. Alla stesura dell'album partecipano in veste di autori e di musicisti, artisti del calibro di Steven Tyler (Aerosmith), Joe Perry (Aerosmith), Jon Bon Jovi, Ritchie Sambora (Bon Jovi), Diane Warren e Joan Jett.

Il compito di lanciare il disco spetta a Poison, tutt'oggi uno dei brani più belli della discografia di Cooper, che lascia intendere fin da subito come la release sia più in linea con il metal melodico che impazza nelle classifiche di quegli anni. Il rock di House Of Fire, la ballatona Only My Heart Talkin', la struggente Hell Is Living Without You e la pungente Bed Of Nails, SONO gli anni '80.

E così Trash, con 10 tracce una più bella dell'altra, raggiunge la seconda posizione in Inghilterra e il numero 20 negli States, arrivando a vendere oltre due milioni di copie.

Cavalcando l'onda del successo e della qualità di Trash, nel 1991 Cooper darà alle stampe Hey Stoopid, altro capolavoro di pop metal... ma questa è un'altra storia.

Da ascoltare di corsa.



Ampelio Bonaguro
  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
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