Speciali Musica

Intervista a Thony

Cantautrice e attrice: la doppia sfida di una giovane promessa.

Intervista a Thony

Thony non è una novellina, ha infatti al suo attivo diversi demo, un contratto editoriale con Sony Publishing Italia e un disco dal titolo “With the Green in My Mouth”, uscito l’anno scorso in free download su Rockit e ancora privo di una label che ne abbia pubblicata una versione ufficiale.

Alcune tracce di quel lavoro vengono riprese in questo nuovo “Birds”, colonna sonora del prossimo film di Paolo Virzì (“Tutti i santi giorni”), nelle sale dal prossimo 11 ottobre. La cantante non si limita a descrivere con la musica le visioni del regista livornese, ha infatti una parte come protagonsita – accanto a Luca Marinelli – nel lungometraggio che narra la storia d’amore travagliata di due giovani, indecisi sul loro futuro e sulle loro vite.

Il disco sembra spuntare fuori dagli archivi della tradizione rock-folk americana e non ha nulla da invidiare alle uscite delle blasonate eroine del genere come Cat Power o Joan As A Police Woman, due artiste cui Thony è da sempre stata paragonata. I rimandi non si limitano infatti soltanto al folk intimista femminile, poiché utilizzano anche armonie accompagnate da archi, in questo avvicinandosi alla lezione di Nick Drake, o sonorità più rock (“Sam”), che la sintonizzano con il ricordo dell’indimenticabile Jeff Buckley.

La vedremo presto live, da dicembre, ma intanto ha risposto a qualche domanda su questo doppio impegno, al cinema e nella musica.

Thony, da dove nasce il tuo nome d'arte?

In realtà quando l'ho scelto non è stata una cosa molto pensata. Mi piaceva,era un nome divertente, creava un po' questa confusione tra uomo e donna, e lo trovo un nome molto bello anche per una donna.

E poi, c'è stato un precedente: quando ero al liceo avevo provato a giocare a calcio e a un certo punto i più grandi mi avevano regalato una maglietta con scritto "Toni" (Luca Toni), come un giocatore del Palermo...credo che mi prendessero in giro, perché non ero proprio portatissima!


Cosa troviamo dentro a questo album? L'immagine di copertina sembra molto evocativa e una sorta di preambolo alle canzoni.

Io ho lavorato con Alvvino che è un grafico e illustratore italiano che adesso vive e lavora a Berlino. Gli avevo mandato prima i testi e le canzoni perché volevo che facesse una grafica che rispettasse un po' questa idea di una cosa apparentemente scarna. Cosa che ha fatto con questo bianco e nero, con questo non colore, ma che in realtà è abbastanza articolato dentro, specchiato e che presenta molti lati da cui poterlo guardare, leggere, interpretare. E quindi lui ha fatto sua questa cosa al meglio, poi abbiamo deciso di non avere foto in copertina, che magari sarebbe stata anche una scelta più immediata, però io penso che lui sia molto bravo e che le sue illustrazioni diano qualcosa in più al disco.

Com'è nata questa avventura cinematografica con Paolo Virzì?

A luglio dell'anno scorso (2011) mentre io stavo cercando un'etichetta che mi affiancasse nella distribuzione e nella stampa del disco che avevo fatto prima di questo ("With the Green in My Mouth") sono stata contattata dalla produzione di Paolo Virzì che cercava un'attrice in primis che però sapesse anche suonare, visto che il personaggio del film doveva essere anche una cantautrice. Lui e Simone Lenzi, autore del libro da cui è tratto il film e autore e voce dei Virginiana Miller, hanno fatto una ricerca parallela cercando una musicista su MySpace...e hanno trovato me.

Secondo me MySpace è l'unica vera innovazione in ambito musicale e aggregativo e purtroppo dopo Facebook non viene praticamente più usato. Invece, per quanto riguarda il mio lavoro, ho avuto un sacco di contatti e ho conosciuto un sacco di persone con cui ho collaborato artisticamente ed effettivamente era l'unica cosa che ci metteva nella possibilità sia di poter ascoltare cose nuove che di farsi ascoltare...vorrei fare una campagna per far rivalutare MySpace!

Cantautore e attore sono artisti. Ci puoi parlare delle differenze tra i due tipi di esperienza?

Io non ho mai pensato di fare l'attrice...ok, da piccola magari avevo provato a fare le recite della scuola ma più per divertimento. C'è una differenza che intendo sottolineare: intanto ci sono dei cantanti che sono anche interpreti, nel senso che interpretano canzoni scritte da altri, e quindi in quel momento si calano in un'identità non propriamente loro anche se le canzoni vengono scritte "su misura". Se vuoi, è un po' quello che fanno anche gli attori, che mettono tanto di loro ma interpretano qualcosa scritto da altri. Nel cantautorato questo passaggio manca, cioè tu sei quello che canti quindi non hai bisogno di interpretare qualcosa, tu sei quella cosa. Non hai bisogno di fare un lavoro di interpretazione per capire cose c'è dietro quel testo, quella sceneggiatura. Sicuramente la novità di fare l'attrice, almeno per me che non ho avuto produzioni musicali in cui si lavorasse con altra gente, è che nel cinema è tutto una sinergia, sembra quasi un grosso live con regista, attori e tutte le persone che lavorano sul set e c'è bisogno di tanta sintonia perché le cose vengano bene o con magia, cosa che secondo me in questo film è successa.

Qual è di solito il processo creativo che si cela dietro i tuoi brani?

Con questo disco le cose sono andate un po' diversamente. Prima, spesso le canzoni avevano un tempo di elaborazione molto lungo. Quindi vuol dire che, anche se più o meno le atmosfere erano notturne perché i pezzi venivano scritti letteralmente sul letto, l'identità che ci puoi riconoscere è quel tipo di intimità tipica della tua camera, le canzoni avevano molto tempo per essere elaborate e cambiate, testi e musica. Le canzoni di questo disco invece, essendo state concepite su un progetto più ampio che è quello di una colonna sonora, sono state scritte in maniera molto più immediata, anche per soddisfare la richiesta di semplicità del regista stesso.

Scrivere canzoni per un film poi non si tratta di concepirne solo la musica: trovare un accordo tra vere e proprie canzoni e le immagini cui associarle richiede a chi le scrive una semplicità maggiore per non distrarre lo spettatore, ma per accompagnarlo nella visione senza che una cosa prevarichi sull'altra.

I temi di "Birds" sono nati subito dopo aver letto la sceneggiatura, quando ancora non erano iniziate le riprese, avendo avuto modo di confrontarmi anche con Paolo Virzì. La sua indicazione principale è stata quella di mantenere un suono acustico, delle sonorità molto intime, vicine, semplici, dirette. Ci siamo capiti subito con facilità, e il lavoro è risultato fluente e piacevole.

La situazione ideale per ascoltare il tuo album?

Ascoltate il mio album a volume altissimo, cosa che dovreste fare con tutta la musica, di prendersi del tempo e coglierne un'intimità che quando fai le cose di fretta magari ti sfugge.


Immagine © Alessandro Cantarini



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