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I 70 anni di Cher: le metamorfosi di una grande artista

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Dagli anni '60 ai 2000 si è reinventata innumerevoli volte, senza mai perdere colpi.

I 70 anni di Cher: le metamorfosi di una grande artista

"Se potessi tornare indietro, rifarei tutto esattamente come ho fatto, perché a volte le cose funzionano, a volte no. In ogni caso, bisogna andare avanti. Gli sbagli sono solo questo, errori.  

Il 20 maggio Cher compie 70 anni: sette decenni di vita vissuta da vera artista, sfuggendo alle consuetudini e camminando sempre a testa alta, un passo dietro l'altro, in barba agli insuccessi, senza mai perdere ritmo. 

Tanti sono stati i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga carriera - un Oscar come miglior attrice (Stregata dalla Luna), un Emmy (Cher: The Farewell Tour), diversi Golden Globe (The Sonny and Cher Comedy Hour, Silkwood, Moonstruck) e un Grammy (Believe) - come sono state tante le sue metamorfosi, che ripercorriamo con questo speciale, in una manciata di immagini e momenti fondamentali.   

Torniamo indietro ai primi anni '60, in cui Cherilyn Sarkisian era appena un'adolescente. Era un giorno di novembre del 1962 quando, per caso, entrò in un bar di Los Angeles e incontrò un tale di nome Salvatore Bono, che in quegli anni lavorava per il grande Phil Spector ai Gold Star Studios di Hollywood. I due diventarono ben presto ottimi amici, poi amanti, conviventi e infine colleghi, un giorno in cui Cherilyn accompagnò Bono al lavoro, si trovò a sostituire una corista assente e con la sua voce attirò l'attenzione di Phil Spector, che la scritturò come corista e la fece partecipare ad alcuni dei più grandi successi del periodo, come "Be My Baby" dei Ronettes, "You've Lost That Lovin' Feelin" dei Righteous Brothers, e "A Fine, Fine Boy" di Darlene Love. Accumulata un po' di esperienza, Cherilyn subì la sua prima metamorfosi, prima con lo pseudonimo di Bonnie Jo Mason e la registrazione di un singolo di poco successo dal titolo "Ringo, I Love You", poi, al fianco di Sonny Bono, in Cleopatra.

Frangetta lunga, capelli neri e eyeliner marcato: con questo nuovo look si lanciò ufficialmente nel mondo dello spettacolo, insieme al compagno Sonny, autore, arrangiatore e produttore di tutte le canzoni, inizialmente con il nome di Caesar and Cleo, e dopo poco tempo, precisamente nel 1964, con il duo Sonny & Cher. Il primo successo arrivò con la canzone "Baby Don't Go", e nell'estate del 1965, con l'uscita dell'album "Look At Us", ne arrivò uno ancora più grande, grazie al singolo "I Got You Babe", che li portò ad esibirsi in alcune delle più importanti trasmissioni televisive del periodo - dall'Ed Sullivan Show, ad American Bandstand fino ad arrivare a Top of the Pops - e a fare un primo cameo sul grande schermo in Wild on the Beach. 

Nell'aprile del 1966 uscì il secondo album, "The Wondrous World of Sonny and Cher", che i due portarono in giro per il mondo, facendo il tutto esaurito praticamente ovunque e diventando un fenomeno mediatico ancora più rilevante. 

Era il periodo delle pellicce, degli stivali per Sonny e dei piedi nudi per Cher, in cui il loro nome veniva accostato a celebrità del calibro di Elvis Presley, Beatles e Rolling Stones. Ed erano anche i primi anni in cui Cher iniziò a pubblicare singoli da solista, come "Bang Bang (My Baby Shot Me Down)" ed il tema di "Alfie" scritto da Burt Bacharach e Hal David. L'anno seguente, nel 1967, uscì il terzo disco, "In Case You're In Love", ennesimo trionfo, che convinse Sonny a realizzare su due piedi un film che li vedesse da protagonisti. Malgrado il titolo promettente, però, Good Times non raggiunse i risultati sperati, come anche Chastity, il successivo film scritto e prodotto da Sonny, con protagonista Cher.
Con l'ascesa del rock psichedelico, la loro immagine pulita e quel pop di facile ascolto cominciarono a risultare obsoleti: la carriera del duo entrò quindi in una fase di stallo, favorita anche dalla nascita del primo figlio, Chastity Sun Bono.
Era giunto il momento di cambiare un'altra volta, e in questo caso tutto iniziò dall'ambiente. Da Los Angeles a Las Vegas. 

Nel 1970, Sonny e Cher si misero i loro vestiti migliori e debuttarono in uno speciale televisivo chiamato The Nitty Gritty Hour, un varietà con sketch comici e performance dal vivo, che li fece tornare all'apice del successo e convinse i produttori del film The New Scooby-Doo Movies a chiamarli come ospiti. L'anno seguente i due passarono sul canale CBS con The Sonny and Cher Comedy Hour e sulla cresta dell'onda pubblicarono un nuovo album dal titolo "All I Ever Need Is You". 

Un qualunque spettatore, vedendoli scherzare e punzecchiarsi in televisione, mai avrebbe messo in dubbio la loro unione.

Tuttavia, nel corso della terza stagione del programma le frecciatine che si scambiavano iniziarono a diventare piccole verità ed il loro matrimonio iniziò a sgretolarsi, portandoli al divorzio, finalizzato il 27 giugno del 1975 sotto gli occhi di tutto il mondo.

Tra i due, il favorito dalla critica era Sonny e lui ne approfittò lanciando un suo show, The Sonny Comedy Revue, che a dispetto dei pronostici fu cancellato dopo solo sei settimane.

Cher, invece, reduce dalla vittoria di un Golden Globe come miglior attrice in una serie televisiva, si reinventò ancora e creò un programma a suo nome, tutto nuovo, che debuttò il 16 febbraio del 1975 con la partecipazione di Flip Wilson, Bette Midler e Elton John, e di tantissime altre grandi star. A questo punto sembrava, proprio che i due avessero preso strade diverse e così fu per 12 mesi, dopo i quali si riconciliarono brevemente e tornarono fianco a fianco, seppur ancora divorziati, con The Sonny & Cher Show. Ma non c'era più la stessa intesa, la magia di un tempo, i loro obiettivi erano cambiati: per questo, la loro storia d'amore e professionale si concluse ufficialmente nel 1977.  

Nel frattempo Cher aveva già trovato un nuovo compagno, Gregg Allmann degli Allman Brothers, dal quale aveva avuto il suo secondo figlio, Elijah Blue Allman, ma dopo pochi anni, nel 1978, firmò nuovamente le carte per il divorzio e fece cancellare all'anagrafe i suoi cognomi, Bono e Allman, per diventare semplicemente Cher. 

La sua carriera musicale da solista, senza alcun aiuto da parte di nessuno, cominciò a tentoni con l'album "Stars", in cui la cantante diede il massimo, ottenendo in cambio scarso richiamo di critica e pubblico. Seguirono altre apparizioni televisive e dischi, come "Take Me Home" e "Prisoner", "I Paralyze", e la fondazione di una band rock punk-new wave con il fidanzato di allora Les Dudek, ma nessuno di questi progetti riuscì a smuovere la situazione e così Cher cambiò nuovamente immagine, decise di darsi alla recitazione e di trasferirsi a New York. Iniziò a Broadway con Robert Altman, per poi passare al grande schermo sotto la direzione di Mike Nichols, al fianco di Meryl Streep e Kurt Russel in Silkwood, grazie al quale ricevette la sua prima candidatura all'Oscar e un Golden Globe. La svolta da attrice proseguì a gonfie vele con Dietro la Maschera, Le Streghe di Eastwick, Suspect e Stregata dalla luna: con quest'ultimo arrivò il riconoscimento più importante, un Oscar come miglior attrice in una commedia. 

Riguadagnatasi il plauso del pubblico e della critica, all'età di 41 anni decise che era giunto il momento di tornare alla musica, e con l'aiuto del manager John Kalodner firmò un contratto per tre album con la Geffen Records. Il primo, "Cher", le cui canzoni erano firmate, tra gli altri, da Diane Warren, Bon Jovi e Michael Bolton, vendette 3 milioni di copie nel mondo, ma mai quante "Heart of Stone", del 1989. Con il secondo album si spogliò di tutto ciò che era stato fino ad allora e nel video del singolo "If I Could Turn Back Time" si mostrò nuda in mezzo ad un gruppo di marinai. 

Gli anni '90 si aprirono con il film Sirene, per il quale interpretò anche le canzoni "Baby I'm Yours" e "The Shoop Shoop Song (It's In His Kiss)", e con la pubblicazione di "Love Hurts", che la proiettò in cima alle classifiche di tutta Europa. A gennaio del 1998, mentre si trovava a Londra, ricevette dal figlio Chastity la terribile notizia della morte di Sonny Bono in un incidente sciistico ad Aspen. Nonostante fossero passati più di 20 anni dal loro divorzio, Cher rimase ovviamente molto colpita dalla morte dell'ex marito. Lo ricordò in un toccante elogio funebre come "il personaggio più indimenticabile che io abbia mai incontrato", raccontò la loro storia in numerosi speciali televisivi e a lui dedicò il suo successo più grande: "Believe".

A seguito di questi avvenimenti, la sua immagine ha subito ancora una volta un cambiamento: in un primo tempo è divenuta più seria, riflessiva, ha pubblicato un'autobiografia dal titolo "The First Time" e recitato nel film "Un tè con Mussolini" di Franco Zeffirelli; poi, nel 2000 si è data al rock, con "not.com.mercial" spiazzando i fan del suo sound dance, al quale è tornata qualche tempo dopo con l'album "Living Proof". Nel 2010 ha fatto il suo ritorno anche sul grande schermo con il film Burlesque, al fianco di Christina Aguilera, che ha messo decisamente in ombra con la sua performance. Tre anni fa ha pubblicato un nuovo album, "Closer to the Truth", dal quale ha tratto con successo i singoli "I Hope You Find It" e "I Walk Alone". Il video di quest'ultimo è una raccolta di tutte le sue metamorfosi: ce lo rivediamo, augurandole un buon compleanno!



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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