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Europe: Intervista a Ian Haugland, batterista della band

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Il gruppo sarà in tour fino a fine Ottobre per poi tornare in studio per registrare il nuovo album.


Abbiamo avuto l'occasione di parlare con il batterista degli EuropeIan Haugland, che ci ha raccontato delle cose dell'ultimo disco, della scena rock e del mondo della musica digitale, qui la nostra intervista:

D: Walk the Earth è uscito diverso tempo fa. Che cosa è successo nel corso di questo periodo?

R: Siamo stati in tour praticamente tutto il tempo da quando l'album è uscito. Siamo stati in Sud America e per la prima volta in Australia, e le corso dell'estate abbiamo suonato in numerosi festival europei. Quindi siamo stati piuttosto impegnati!

D: Siete soddisfatti della riuscita del disco?

R: Siamo molto contenti del risultato! Sia i fan che la critica hanno accolto benissimo l'album, e abbiamo ricevuto diversi premi prestigiosi quest'anno, come lo Swedish Grammy Award, e siamo stati accolti nella Swedish Rock’n Roll Hall of Fame.

D: Come mai avete scritto una canzone sulla Rivoluzione Francese?

R: Credo che Joey stesse pensando a vari eventi storici che hanno pavimentato la strada per le democrazie moderne, e le hanno modellate, come la Rivoluzione Francese.

D: Come avete scelto il regista del video?

R: Lavoriamo con lo stesso regista, che è Patric Ulleaus, dai tempi del video di "Last Look At Eden". Ci piacciono le sue idee grafiche, è molto professionale, lavora molto velicemente e ha un grande senso dell'umorismo. 

D: Cosa pensate della scena rock e metal attuale?

R: Penso che ci siano in giro band davvero fatastiche, come i Greeta Van Fleet, che per esempio proiettano l'eredità del rock classico verso il futuro. 

D: Sono stato al Barcelona Rock fest la settimana scorsa, e gli headlider erano sempre i soliti vecchi nomi, come Ozzy Osbourne, Helloween, Judas Priest, Scorpions e Kiss: come mai solo queste band storiche sono in grado di attrarre un numero così elevato di fan?

R: Credo sia perché tutte le band che hai nominato hanno cominciato a suonare in anni quando la musica, le rockstar, i dischi e i concerti erano al centro delle vite dei giovani ben più di quanto non sia adesso. La gente guardava alle rockstar come a delle divinità, e voleva essere come loro. Questo ha aiutato la costruzione di carriere lunghe e di successo per questi artisti, di cui si continua a parlare. Oggi forse i giovano vogliono far parte della stessa hype di cui parlavano i loro genitori, tornare indietro a quei tempi mitici.

D: Chi potrà mai ereditare questo ruolo?

R: Non credo ci saranno mai dei nuovi Led Zeppelin, o dei nuovi Pink Floyd, perché oggi la musica, per i giovani, è solo una piccola parte di una distrazione più grande, che non è fatta della sola musica. Sono sicuro ci saranno sempre grandi rockband capaci di emergere, ma non prenderanno mai il posto delle band simbolo degli anni Settanta e Ottanta, e non diventeranno mai più grandi di loro.

D: Dopo tutti questi anni e una carriera incredibile, è ancora bello essere una rockstar?

R: Credo che in realtà sia più divertente essere una rockstar oggi che non negli anni Ottanta. Allora tutto era così folle, surreale e frenetico, che non avevamo il tempo di goderci realmente il successo. Oggi tutto è più rlassato, e abbiamo il controllo di tutto quello che rigaurda la band, invece di avere manager fuori di testa e avide compagnie discografiche. Mi diverto davvero molto di più in questi giorni. 

D: Qual è la tua opinione sulla musica in streaming? Credi che Spotify, Apple Music e le altre realtà siano la soluzione al download illegale?

R: Credo che siano certamente molto meglio del download illegale. Anche se non pagano altrettanto bene come vendere i dischi, almeno il fenomeno è sotto controllo e agli artisti arrivano dei soldi. 

D: Dove preferite esibirvi? Europa, Stati Uniti...?

R: Non credo che ci sia una parte del mondo dove sia meglio esibirsi rispetto alle altre. Ogni pubblico è diverso, e fantastico in maniere diverse. Posso dire di essere davvero riconoscente della possibilità di suonare davanti a persone diverse in ogni parte del mondo. È più di quando la maggior parte delle persone arrivano a fare. 

D: E cosa c'è nel vostro futuro?

R: Il tour europeo prosegue fino alla metà di ottobre. Il prossimo anno faremo ancora concerti, e inizieremo a buttare giù quello che diverrà il nuovo album degli Europe. 

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  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
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