Willie Peyote live @ Villa Ada Roma Incontra Il Mondo

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Willie Peyote live @ Villa Ada Roma Incontra Il Mondo

Non c’era bisogno di conferme: chi scrive, già lo pensava anche solo dall’ascolto dei suoi album, ma ieri sera a Villa Ada Roma Incontra Il Mondo, Willie Peyote ha definitivamente dimostrato di essere uno dei migliori artisti italiani degli ultimi dieci anni, in tutta la sua schiettezza, essenzialità e metodicità. Basti pensare che in mezzo al pubblico romano c’era anche Daniele Silvestri, che delle tre caratteristiche sopracitate è uno dei principali portabandiera da vent’anni e passa.

Partiamo dal fatto che le canzoni del rapper torinese sono scritte con attenzione e personalità, a differenza di gran parte della musica italiana di questo periodo, in cui si fa poca attenzione al testo e si preferisce pensare più che altro a come diventare “fenomeni” per raggiungere il prima possibile le vette delle classifiche e avere subito un bel conto in banca. A questo si aggiunge il fatto che dal vivo Willie Peyote, aka Guglielmo Bruno, non si fa accompagnare da un deejay che gli mette le basi al momento giusto: il suo sound è quasi del tutto organico, creato e rielaborato sul momento dalle mani esperte di musicisti tecnicamente e stilisticamente eccezionali, che lo sostengono senza mai prevalere, e per il puro piacere di realizzare insieme una performance di qualità.  

Se questo non è già abbastanza per argomentare l’affermazione iniziale di questa recensione, diciamo pure che è un appassionato di musica a tutto tondo, che non nasconde le sue fonti d'ispirazione, anzi le celebra e le inserisce nelle sue canzoni con profonda riverenza. Ieri sera, ad esempio, la sua “C’hai ragione tu” si è conclusa con una citazione di “Come Down” di Anderson Paak, “Turismi” è diventata la base perfetta per riprendere “Bitch Don’t Kill My Vibe” di Kendrick Lamar e “L’una di notte” si è trasformata in un mash-up con “Via con Me” di Paolo Conte. Ma in un'abbondante ora e mezza di concerto le citazioni sono state minime, perché non ne ha bisogno: ha già tanto da dire di suo e lo fa senza peli sulla lingua, senza manierismi o frasi fatte tra un pezzo e l'altro. 

È hip-hop old school, rap come si deve, pop quando è necessario rivolgersi a più orecchie e ora, stando all’ultimo singolo "L'effetto sbagliato", fresco di pubblicazione e presentato dal vivo proprio al pubblico romano, anche dance-funk. Non serve un live-report canzone per canzone per capirlo: dovete solo andare a sentirlo dal vivo. 



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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