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Skunk Anansie - [email protected], la nostra recensione

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E siamo arrivati alle nozze d'argento tra gli Sunk Anansie e il music business.

Skunk Anansie - 25Live@25, la nostra recensione

E siamo arrivati alle nozze d'argento tra gli Sunk Anansie e il music business: 25 anni di carriera non sono pochi, e allora perché non festeggiarli con uno scintillante live contente i loro più grandi successi?

Dopo l'esperienza “unplugged” di An Acoustic Skunk Anansie (Live In London) del 2013, questo live – la prima release dopo il modesto Anarchytecture del 2016  - [email protected] è un doppio album contenente il meglio di tutta la produzione della band. Ovviamente non si tratta di “una” performance, ma della raccolta di selezionate esibizioni (dallo storico collaboratore Jeremy Weathey)che la band ha tenuto durante diverse tournée.

Che dire, era da parecchio che non ascoltavo un live così coinvolgente: Martin “Ace” Kent (chitarra), Richard “Cass” Lewis (basso), Mark Richardson (batteria) e Skin alla voce (al secolo Deborah Dyer) hanno un tiro pazzesco, e non dimostrano assolutamente di sentire gli anni sul groppone; sebbene dopo gli anni novanta e il relativo scioglimento (gli SA si sono sciolti nel 2001 per intraprendere dei progetti solisti e si sono riuniti nel 2009) , la produzione in studio non sia stata delle migliori – gli anni di Paranoid & Sunburnt, Stoosh e Post Orgasmic Chill sono storia vecchia -, la band londinese dimostra che dal vivo non è cambiato assolutamente nulla, e i ragazzi riescono ancora perfettamente ad accompagnare la divina Skin che a oltre 50 anni suonati, canta come un usignolo e mostra un aspetto da ragazzina.

La scelta dei brani appare adatta a tutti, sia per i fan storici che vogliono risentire i classici, sia per chi non ha ancora avuto la fortuna di incappare nella musica del combo inglese.

26 brani per una tracklist perfetta, dunque, che partono da Charlie Big Potato per passare da I Can Dream, Twisted, Hedonism, Secretly, Weak e You'll Follow Me Down, senza dimenticare brani più recenti come Because Of You o Death To The Lovers, o delle chicche del passato come Litte Baby Swstikkka e Selling Jesus.

Insomma, una grande dimostrazione di energia e voglia di esibirsi da parte della band che aspettiamo nel bel paese quest'estate, più precisamente a Roma, l'8 luglio alla Cavea dell'Auditorium durante il festival Rock In Roma.

Da ascoltare e da vedere assolutamente.



  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
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