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Lenny Kravitz live @ Postepay Rock In Roma 2015

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Non è da tutti riuscire nell'intento di soddisfare il pubblico suonando solo 12 canzoni su 10 album all'attivo. È da Lenny Kravitz!

Lenny Kravitz live @ Postepay Rock In Roma 2015

Non è da tutti, riuscire nell'intento di soddisfare il proprio pubblico suonando solo dodici canzoni su dieci album all'attivo. È da Lenny Kravitz, che ieri sera ci è riuscito eccome!

Con la sua sempiterna giovinezza, i suoi immancabili occhiali da sole, la giacca di pelle e i pantaloni attillati, è apparso sul palco del Rock In Roma poco prima delle 22 ed ha iniziato subito a sedurre la sua chitarra ed i presenti intonando "Frankenstein", tratta dal recente "Strut", mentre la sua eccezionale band manteneva costante un irresistibile groove dal suono ricco e deciso, tale che persino i lampioni, se avessero potuto, avrebbero scosso la testa a ritmo. 

Dopo "American Woman", la cover dei Guess Who ormai diventata di fatto una sua canzone, Kravitz ha iniziato a protrarre la durata dei saluti e dei complimenti, meritatissimi, ai suoi musicisti e alle tre coriste, per poi coglierci ogni volta di sorpresa suonando una hit dietro l'altra. 

Sul ritornello di "It Ain't Over 'Til It's Over", l'invito a cantare non è stato colto con efficacia dal pubblico che, forse ipnotizzato dal fascino e dalla voce di Kravitz, ha iniziato a riscaldarsi davvero con la successiva "Dancin' Til Dawn" e con l'aiuto fondamentale del sax di Harold Todd

Il fomento generale è scemato leggermente con "Sister", la cui esecuzione è durata forse più del dovuto, ma si è risollevato con la forza delle parole di "Believe" e gli assoli del trombettista ancheggiante Ludovic Louis, del bravissimo chitarrista à la Slash, Craig Ross e della splendida (epica!) batterista Cindy Blackman su "Always On The Run". 

"I Belong to You" è stato il preludio perfetto per la corsa alle transenne su "Let Love Rule", durante la quale, come di consueto, Lenny è sceso tra la folla a salutare i suoi fan e a far perdere i sensi alle donne in prima fila. Forse anche a qualche uomo..

"Fly Away" ha innalzato un muro di suono indistruttibile, fatto di note, voci, salti e urla, che hanno poi lasciato spazio ai brevi momenti di disagio per lo spegnimento delle luci, prima di rivedere tutti sul palco per il bis.

E che bis!!

Dopo "The Chamber", Lenny Kravitz ha iniziato a suonare "Are You Gonna Go My Way", ma non contento della piena interazione del pubblico, ha invitato sul palco un suo fan. Andrea Kashnjeti,  leader di una tribute band del cantante, si è goduto il suo momento mentre Kravitz lo ascoltava e lo riprendeva, finalmente soddisfatto. Bravo, Andrea! Abbiamo gioito tutti con te!

Che dire, quindi, di questo concerto? È stata una libidine uditiva e visiva.   

Qui la scaletta:

1. Frankenstein
2. American Woman (The Guess Who cover)
3. It Ain't Over 'Til It's Over
4. Dancin' Til Dawn
5. Sister
6. Believe
7. Always on the Run
8. I Belong to You
9. Let Love Rule
10. Fly Away

Encore:
11. The Chamber
12. Are You Gonna Go My Way 

(Foto di Mathieu Bitton)
 



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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