Schede di riferimento
Recensioni Musica

Graspop Metal Meeting 2016

2

Più che una recensione, queste righe vogliono essere il resoconto di un gruppo di amici che ogni anno sceglie un festival differente da andare a vedere per "staccare la spina" per qualche giorno.

Graspop Metal Meeting 2016

Più che una recensione, queste righe vogliono essere il resoconto di un gruppo di amici che ogni anno sceglie un festival differente da andare a vedere per “staccare la spina” qualche giorno e, perché no, potrebbe fare da input per  tutti quelli che vogliono fare una “vacanza alternativa” con i propri amici.

Dopo lunghi preparativi (acquisto biglietti per il Graspop, volo andata e ritorno da Bruxelles, ricerca di una casa abbastanza grande per tutti e prenotazione della macchina in affitto), il 16 giugno arriviamo in Belgio e ci rendiamo subito conto che, ahimè, le condizioni metereologiche (che variano da pioggia a pioggia drammatica per arrivare a diluvio universale) non ci avrebbero assistito.

Trascorsa la serata in casa (causa, ehm, maltempo), la mattina dopo eravamo pronti e agguerriti nei nostri impermeabili per andare al Graspop Metal Meeting.

Arrivati nel parcheggio Vip (quello per la stampa e per chi aveva pagato un biglietto maggiorato), parcheggiamo il furgone sul prato adibito ad accogliere una piccola parte delle migliaia di auto che arrivano da tutta Europa. Essendo venerdì 17 e avendo avuto non poche difficoltà di parcheggio a causa del fango, degli oscuri presagi su cosa ci avrebbe aspettato all’uscita hanno cominciato ad assillare la compagnia…

Cambiati i biglietti con i classici braccialetti che si usano in manifestazioni di questo tipo (stavolta dotati di chip da passare sugli scanner all’ingresso), approdiamo ai – non troppo rigorosi, in realtà – controlli all’ingresso (metal detector e “perquisa” degli zaini) e infine all’area concerti.

L’impatto è notevole: un piccolo quartiere creato dal nulla e nel nulla (il festival si svolge in un’area completamente libera che si trova nei pressi di Dessel, piccola città di neanche 9000 abitanti nel nord del Belgio) costruito esclusivamente per fare musica.

Bancomat, cambio denaro in “token” (moneta usata all’interno dell’area), la via del Metal Market, stand della birra Jupiler (birra locale partner del GMM) e chioschi che vendono i cibi più svariati, da una - assai dubbia – variante belga di pizza margherita, alla gettonatissima Loempia (una sorta di involtino primavera che pare piacere ai belgi grandi e piccini).

Due palchi giganteschi troneggiano in fondo all’enorme area concerti e altri tre, due grandi tendoni e un palco più piccolo, ai lati dell’area.

Il bill della manifestazione è nutritissimo, si va dai Black Sabbath agli Slayer, per passare dai Megadeth agli Iron Maiden.

In questi situazioni, si deve avere chiaro cosa vedere, perché molto spesso ci sono più concerti contemporaneamente, perciò l’utile app che il festival mette a disposizione gratuitamente è assai gradita.

Recensire tutti i gruppi che abbiamo visto sarebbe un’impresa titanica, quindi mi limiterò a quelli che ci sono piaciuti di più: i Sabbath in ottima forma (Ozzy compreso), fanno sempre la loro porca figura e mi dispiace davvero che questo sia l’ultimo (?) tour della monumentale band capitanata da Tony Iommi.

Di primo livello anche le prestazioni dei Megadeth, Disturbed, e Amon Amarth.

Eravamo anche pronti per vedere King Diamond, ma uno di noi, Nanöch, accusa sintomi di coliche (forse causati dalle Loempie) e decidiamo di tornare mestamente a casa.

Secondo giorno di diluv… ehm, di festival: ricomposto in qualche modo il nostro malaticcio compagno e muniti degli impermeabili a tenuta stagna d’ordinanza, ci godiamo la giornata con degli ottimi RIval Sons e dei divertenti Volbeat (purtroppo il tempo è stato talmente brutto che siamo riusciti a vedere ben poco).

Il terzo giorno si annuncia meno drammatico - meteorologicamente parlando – , così ci gustiamo in pieno il GMM vedendo Anthrax, Trivium, gli inarrivabili Iron Maiden (li attendiamo a breve al Rock In Roma, il 24 luglio) e dei divertentissimi Twisted Sisters a chiudere la manifestazione.

Come già detto, le band che ho nominato sono solo quelle più blasonate, ma il numero complessivo è davvero impressionante.

Insomma, il festival è divertente e ben organizzato, e come grandezza dell’area si colloca a metà strada tra il mastodontico Wacken Open Air e il più raccolto Hellfest; qualche appunto lo si potrebbe fare sia alle persone che lavorano negli stand e che parlano per la maggior parte solo fiammingo (!) e qualche parola di inglese maccheronico, che ai cartelli, anch’essi solo in fiammingo.  Non essendo il Belgio, poi, famoso per il clima mite e temperato, forse andava studiato un modo per far stare gli spettatori all’asciutto (non un miracolo, bastavano delle tettoie) e di sicuro un modo per evitare che le macchine parcheggiate (si, gli oscuri presagi sul parcheggio vip si sono avverati, facendo sprofondare il nostro furgone e costringendoci ad aspettare i soccorsi per più di due ore) finiscano sepolte dal guano.

Detto questo, come al solito, l’organizzazione nord europea risulta decisamente più efficiente della nostra e il festival è stato davvero divertente: consigliato a tutti quelli che vogliono trascorrere qualche giorno in un mondo surreale dove il metal regna sovrano. 

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming