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Sanremo innesca una nuova polemica: più musica italiana in radio

A firmare la vera e propria proposta di legge, l'ex direttore di Radio Padania, Alessandro Morelli.

Sanremo innesca una nuova polemica: più musica italiana in radio

Nonostante si sia concluso da giorni, il Festival di Sanremo continua ad innescare polemiche nuove, soprattutto politiche. L'ultima in ordine di tempo è in realtà una vera e propria proposta di legge, fatta dal Presidente della commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera, nonché ex direttore di Radio Padania, Alessandro Morelli, che ha chiesto di "dedicare almeno un terzo della programmazione giornaliera radiofonica in Italia alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione".

Nel testo della proposta, si stabilisce anche che "la vigilanza sull'applicazione della presente legge sia affidata all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni" e che "in aggiunta a quanto espressamente previsto dalla normativa vigente, l'Autorità, a fronte della reiterata inosservanza delle disposizioni di cui alla presente legge, possa in ultima distanza disporre la sospensione dell'attività radiofonica da un minimo di otto a un massimo di trenta giorni". 

"La vittoria di Mahmood all'Ariston dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetta alla musica", ha dichiarato Morelli, molto probabilmente senza tenere conto delle classifiche di streaming e di vendita che confermano la vittoria a tutto tondo del cantante milanese con "Soldi": "Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese attraverso gli strumenti che ho come parlamentare". 

Dalla parte di Morelli si è schierato subito Al Bano, che in una dichiarazione rilasciata a Repubblica ha affermato: "Bisogna fare come in Francia dove le radio trasmettono il 75 per cento di musica nazionale e il 25 per cento di musica straniera. Solo una canzone italiana su tre è poca cosa. Almeno sette su dieci!". 

Per il momento, i dirigenti delle radio principali d'Italia non hanno ancora commentato, ma nel 2017 Luigi Lupo di Sentireascoltare aveva raccolto nell'articolo "Quote di musica italiana nelle radio? Le opinioni di alcuni speaker e addetti ai lavori" diverse dichiarazioni da alcuni dei principali protagonisti dell'industria musicale nostrana, proprio dopo che una proposta simile era stata avanzata da Dario Franceschini. "Su RTL 102.5", aveva ad esempio dichiarato il presidente del network Lorenzo Suraci, "diamo spazio a tutti gli artisti e la musica italiana è sempre molto presente in palinsesto con percentuali importanti. In senso assoluto non è concepibile dare obblighi e imposizioni editoriali, a maggior ragione quando si parla di realtà private che non godono di alcun tipo di finanziamento statale".



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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