Sanremo 2019: intervista agli Ex-Otago in gara al Festival con Solo una canzone

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Sanremo 2019: intervista agli Ex-Otago in gara al Festival con Solo una canzone

Tra i debutti sul palco dell’Ariston di questo Festival di Sanremo 2019, c’è una band che in realtà è sulle scene da diciassette anni e che si è fatta notare dal grande pubblico con singoli come “Quando sono con te”, “Gli occhi della luna” e “Ci vuole molto coraggio”. Stiamo parlando degli Ex-Otago, che In questa 69esima edizione presenteranno il brano “Solo una canzone”, raccontando l’amore dal punto di vista di chi vive una relazione di lungo corso e cosa accade alle coppie quando il sentimento diventa maturo. Dopo la partecipazione al Festival, la band si imbarcherà in un instore tour per presentare il nuovo album “Corochinato”, in uscita l’8 febbraio, dopo di che dal 18 al 20 febbraio arriverà nelle sale italiane il docu-film Siamo Come Genova, che racconta la band come mai prima d’ora. Infine, ovviamente, Maurizio, Simone, Olmo, Francesco e Rachid si imbarcheranno nel Cosa Fai Questa Notte? Tour 2019. Abbiamo parlato di questo ed altro nell’intervista che potete leggere qui sotto.

Come state e come sono andate le prove?

Freschi come rose e brillanti come lavastoviglie!

C’è una posizione in cui vorreste essere piazzati in scaletta, oppure come va va?
Simone: Il prima possibile, per toglierci questo dente insomma. La sala d’aspetto è una fatica, tra l’altro è bruttissima.

Maurizio: Si, la red room sembra una asl, è un ambiente asettico.

Simone: Quando siamo entrati ci aspettavamo da un momento all’altro che arrivasse un’infermiera a farci il prelievo. Poi è arrivato Achille Lauro.

Che non credo sia molto bravo a fare i prelievi...

Simone: No, infatti, abbiamo evitato.

È il primo Festival a cui vi proponete oppure avete inviato altre volte la vostra candidatura?

Maurizio: Ci siamo proposti anche al Festival di Casarza Ligure, però non ci hanno preso (ridono). No, scherzi a parte, era la seconda volta che ci proponevano. Diciamo che è arrivata al momento giusto, con la canzone giusta. Abbiamo scritto questa canzone due anni fa, non per il Festival, e abbiamo presentato una rosa di canzoni, mi pare due o tre, ed è stata scelta questa.

Simone: Ci sono dei momenti in cui, per qualche caso fortuito, i pianeti si allineano e succede qualcosa. In questo caso è andata così per noi, come se fossimo stati piazzati in un percorso. A un certo punto di questo lungo percorso c’è una montagna e qualcuno da dietro ti dà una mano a scalarla e boom, arrivi su e poi si vede cosa c’è dopo.

E di cosa parla “Solo una canzone”?

Maurizio: Parla fondamentalmente di me e della mia compagna, ma è una situazione che è comune a tutti noi. Tutti noi stiamo vivendo delle storie d’amore longeve, per cui i sentimenti sono compresi e condivisi.

Perché avete deciso di dare al disco il nome “Corochinato”?

Maurizio: Perché intanto dare un nome a un disco è un momento di grande fatica, ma allo stesso tempo una cosa abbastanza stupida, nel senso che un disco vive di luce propria, non c’è bisogno di raccontarlo e di spiegarlo o di dargli un nome. Però, per comodità, diamo un titolo ai dischi e questa volta abbiamo provato a dare un titolo che andasse al di là dell’aspetto classico. In questo caso, il Corochinato è un aperitivo genovese, antico, raro, che si beve in pochissimi posti, e rappresenta meglio di altri titoli un modo di stare dentro la musica, di vedere il mondo in maniera sobria e particolare, estremamente legata al posto. Noi ambiamo a diventare prodotto tipico, da grandi, e crediamo fortemente che sia un valore abbinare un’opera d’arte a un territorio, Corochinato ci è sembrato il titolo migliore.

E sentite addosso un po’ di responsabilità ad essere i rappresentanti genovesi di questo Sanremo 2019?

Maurizio: Diciamo che rappresentare il nuovo pop italiano... (ride). No, cantiamo principalmente per noi, per emozionarci, per convincerci che le cose che stiamo facendo sono buone e per rispecchiarci nelle nostre canzoni. Certo è che sappiamo che abbiamo tanta gente che ci segue, ma sarebbe stupido dire che rappresentiamo e cantiamo per qualcuno, noi cantiamo perché sentiamo l’esigenza di farlo. Poi se molti ci seguono e ci amano, siamo felici di fare l’amore con loro.

Simone: Noi cantiamo per chi vuole che noi cantiamo per loro. È un circolo vizioso, non siamo noi a decidere per chi cantare, lo sceglie la gente.

Invece, a proposito del documentario Noi siamo Genova che uscirà a fine mese...

Rachid: In realtà già da lunedì saremo in giro per l’Italia, nelle principali città italiane, e ci diamo appuntamento nel cinemino più tenero, guarderemo insieme il documentario, brinderemo con del corochinato e poi bacini e via.

Simone: Sì, perché questo titolo, Corochinato, è anche un pretesto per dire “facciamo festa con gli otaghi”. Negli instore facciamo aperitivo e poi quando faremo il tour sarà la serata vera e propria, tutte le sfaccettature di ciò che può accadere in una notte insomma.

E nel tour che cosa farete per portare avanti questa serata?

Simone: Ma, pensavamo di suonare...

E a parte suonare?

Maurizio: stiamo costruendo un live, un concerto che riesca in qualche modo a raccontare noi al di là dell’aspetto musicale, considerando anche le mille facce legate all’ironia genovese, all’agrodolce tipico che deriva da questa città. Per cui sarà uno spettacolo che parla di musica, ma che fa anche divertire, sorridere, emozionare, o piangere chi lo sa. Stiamo mettendo a punto un po’ di giochini per coinvolgere anche il pubblico. Uno su tutti, la lotteria Otaga, con la mountain bike e la batteria di pentole come premio.

Simone: Un altro è spegnere tutte le luci e obbligare tutti a limonare col primo che capita.

Una canzone che vi viene in mente pensando al Festival di Sanremo?

Maurizio: Vita spericolata di Vasco Rossi
Olmo: Gli Uomini di Mia Martini
Francesco: Tutti i miei sbagli dei Subsonica
Simone: ma io dico Canzone di Milva, così restiamo in tema “Solo Una Canzone”. Ci ha preceduto ed è stata anche più sintetica.
Rachid: Io dico la più brutta, Caramella di Leo Leandro.

Speriamo non legga quest’intervista, non gli farà piacere saperlo...
Simone: e invece Leo Leandro sicuramente si fa una rassegna stampa quotidiana e attenta, e legge comingsoon.it di continuo! 

Qui il testo della canzone:

Solo una canzone
di M. Carucci - S. Bertuccini - F. Bacci - O. Martellacci 
R. Bouchabla - M. Carucci
Ed. Metatron/Garrincha Edizioni Musicali – Torino - Bologna

Resta con me
Perché la notte mi fa perdere
Poi non ho voglia di sognare
Perché domani è uguale
Resta con me
Anche se è una vita che usciamo insieme
Dormir con te stanotte è importante
Perché ci vogliamo bene
Non è semplice
Restare complici
Un amante credibile
Quando l’amore non è giovane
Non è semplice
Scoprire nuove tenebre
Tra le tue cosce dietro le orecchie
Quando l’amore non è giovane
È solo una canzone
Abbracciami per favore
A te posso dire tutto 
Tutto ciò che sento
Tutti cantano l’amore
Quando nasce quando prende bene
Quando tremano le gambe
Quando non c’è niente che lo può fermare
Ma tutte quelle storie
Che hanno visto almeno dieci primavere
Cento casini cento grandi scene
Mille pagine attaccate ancora insieme
Non è semplice
Restare complici
Un amante credibile
Quando l’amore non è giovane
Non è semplice
Scoprire nuove tenebre
Tra le tue cosce dietro le orecchie
Quando l’amore non è giovane
È solo una canzone
Abbracciami per favore
A te posso dire tutto 
Tutto ciò che sento
È solo una canzone
Abbracciami per favore
Con te voglio fare tutto 
Tutto ciò che sento
Resta con me 
Perché da solo non ho fame
Poi non è bello cucinare 
Solo per me
Solo per me
È solo una canzone
Abbracciami per favore
A te posso dire tutto 
Tutto ciò che sento
È solo una canzone
Abbracciami per favore



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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