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Sanremo 2019: classifica, pagelle e commenti sulla terza serata del Festival

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Alle 23:20 sembrava che stesse per finire tutto, stranamente, in tempi brevi. Poi è riapparso Claudio Baglioni con la chitarra. Tutto sommato, però, è stata la migliore delle tre serate.

Sanremo 2019: classifica, pagelle e commenti sulla terza serata del Festival

Il vincitore di Sanremo 2019 è Mahmood con Soldi, Ultimo secondo, Il Volo terzo

Alle 23:20 di ieri, durante la terza serata del Festival di Sanremo 2019, ho scritto quest’appunto: “per adesso è stata facile da seguire, più scorrevole e ritmata delle precedenti”. Un’ora dopo, i 12 Big della serata avevano finito di esibirsi da un pezzo, Baglioni tornava sul palco con la chitarra per cantare “E Tu...” e la sala stampa, con un moto à la Walking Dead, recuperava le forze per accompagnarlo in questo ennesimo estratto dal suo repertorio. Insomma, la speranza che potesse finire prima dell’una, con Claudione nazionale, è stata delusa per l’ennesima volta, ma almeno finalmente gli sketch e le esibizioni dei superospiti sono stati dosati a dovere.

Prima di entrare nel vivo dei commenti, vediamo la classifica provvisoria della sala stampa:

ZONA ROSSA (parte più bassa della classifica, i cantanti che hanno ricevuto meno voti)

Anna Tatangelo

Nino D’Angelo e Livio Cori

Boomdabash

Patty Pravo e Briga

ZONA GIALLA (una purgatoriale terra di mezzo)

Enrico Nigiotti

Motta

The Zen Circus

Francesco Renga

ZONA BLU (quella dove si trovano i cantanti con più voti)

Simone Cristicchi

Mahmood

Irama

Ultimo

Il momento che passerà alla storia è stato l’incontro di Ornella Vanoni e Patty Pravo sullo stesso palco, e quel bacio che si sono scambiate suscitando il clamore del pubblico e di Virginia Raffaele. Proprio lei, ieri sera ha realizzato uno degli sketch più divertenti di quest’edizione fino ad ora, con l’aiuto di Bisio, dell’orchestra e di un grammofono. Evitabile, invece, la brutta copia della scenetta di Kristen Wiig e James Corden su “Hallelujah”, col pretesto dell’omaggio a Sergio Endrigo. Il duetto su “Notte Prima degli Esami” di Antonello Venditti e Claudio Baglioni è stato prevedibilmente trascinante, come anche il medley di Umberto Tozzi e Raf, in cui il pubblico composto dell’Ariston si è lasciato andare ad un coro da curva sud. Dagli ospiti cantautori alle uscite promozionali, il passo è stato breve e a farlo ci ha pensato Serena Rossi con l’omaggio a Mia Martini per l’arrivo su Rai1 di Io Sono Mia. Ma la vera sorpresa della serata è stato Fabio Rovazzi, che a mezzanotte è riuscito a rianimare la platea compiendo, in un certo senso, un sacrilegio, ma divertendo tutti prima con un’interpretazione teatrale del testo di “Mi Fa Volare”, poi con l’apparizione a sorpresa di Fausto Leali: talmente a sorpresa che neanche lui sapeva cosa dovesse fare. Insomma, tutto sommato è stata la migliore delle tre serate fino ad ora portate a casa.

Per quanto riguarda le canzoni, queste sono le nostre pagelle:

Mahmood – è l’unica con un ritornello forte di questo Festival. Dovrebbe vincere.

Enrico Nigiotti – il testo è bello, però la canzone non è da podio

Anna Tatangelo – in fin dei conti non è una brutta canzone, anche se probabilmente già al terzo ascolto sarà difficile da riascoltare.

Ultimo – meglio della prima esibizione, senza pianoforte gestisce meglio la voce, anche se è sempre impreciso. Comunque ha il pubblico dalla sua.

Francesco Renga – Renga che fa Renga. Nulla di più, nulla di meno.

Irama – rispondendo al ritornello, in realtà non si sente molto il pathos che cerca di trasmettere servendosi persino dell’aiuto di un coro gospel. È un brano costruito ad hoc.

Patty Pravo e Briga – confermo che è una canzone un po’ anonima, se non fosse i momenti di confusione di Patty Pravo.

Simone Cristicchi – è una poesia/canzone, con un arrangiamento troppo pomposo, ma molto sanremese.

Boomdabash – i Boomdabash che fanno i Boomdabash, già pronti per l’estata.

Motta – al secondo ascolto è meglio, però manca una modulazione vera e propria.

Zen Circus – anche per loro, al secondo ascolto si capisce di più il testo e dal vivo rende meglio che nella versione registrata.

Nino D’Angelo e Livio Cori – è una canzone gradevole, alla fine, però stenta a entrare in testa.

E adesso non resta che aspettare la serata dei duetti e la proclamazione del vincitore della 69esima edizione. Ci siamo quasi, restiamo uniti (cit). 



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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