Sanremo 2019: classifica, pagelle e commenti sulla seconda serata del Festival

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Sanremo 2019: classifica, pagelle e commenti sulla seconda serata del Festival

Il vincitore di Sanremo 2019 è Mahmood con Soldi, Ultimo secondo, Il Volo terzo

Quando le figure del direttore artistico e del conduttore si fondono in un unico uomo di grande cultura e con un interminabile repertorio di canzoni a cui attingere, il karaoke è servito. Lo avevamo già potuto constatare l’anno scorso, nessuno (o quasi) pensava di scamparla in questo Festival di Sanremo 2019, e come volevasi dimostrare ieri sera Claudio Baglioni è tornato alla carica. La seconda serata della 69esima edizione avrebbe dovuto finire prima, invece, per tentare di risollevare gli ascolto e rifarsi della carenza di intrattenimento e sketch riscontrata nella serata precedente, gli autori hanno deciso di mettere in gioco tutto quello che potevano. Il risultato? Meno noia di ieri, ma si poteva anche finire prima.

Prima di entrare nel vivo dei commenti, vediamo la classifica provvisoria della sala stampa:

ZONA ROSSA (parte più bassa della classifica, i cantanti che hanno ricevuto meno voti)

Federica Carta e Shade

Nek

Negrita

Einar

ZONA GIALLA (una purgatoriale terra di mezzo)

Ex-Otago

Il Volo

Ghemon

Paola Turci

ZONA BLU (quella dove si trovano i cantanti con più voti)

Daniele Silvestri

Arisa

Achille Lauro

Loredana Bertè

Baglioni, come dicevamo, ha preso il sopravvento, tanto da ispirare il tweet per eccellenza della serata. Ha esordito con “Noi No”, che non finiva più, ha ricantato “E tu come stai?” nello sketch sulla punteggiatura con Claudio Bisio, che non finiva più, dopo di che ha duettato prima con Fiorella Mannoia, poi con Virginia Raffaele, e ancora con Riccardo Cocciante. Di tutte le sue apparizioni in scena, quella più riuscita ed emozionante della serata è stata al fianco di Marco Mengoni, in omaggio a Lucio Battisti. Tra l’altro: Claudio Baglioni e Marco Mengoni che cantano “Emozioni”... la rima, è deformazione professionale o un caso?

Virginia Raffaele si è fatta vedere di più rispetto alla serata precedente e ha divertito con uno sketch operistico poco originale, ma piacevole da seguire. Carino anche il tributo a Lelio Luttazzi con assist finale a Pippo Baudo, che stranamente si è congedato ed è riapparso per pochissimi minuti. Claudio Bisio si è riunito con Michelle Hunziker dopo vent’anni dall’amatissima conduzione di Zelig, inscenando una brutta influenza della soubrette in stile Laura Pausini, per poi regalarci cinque minuti di sorriso e ironia con l’aiuto de “La lega dell’amore” di Elio e le Storie Tese.

A mezzanotte sono apparsi Pio e Amedeo, a cui è stato affidato il compito di scrivere l’unico - per ora - sketch esplicitamente politico di questa edizione. Simpatici a tratti, soprattutto nelle frecciatine a Mina (“se uno non vuole apparire, se ne va a Campobasso, mica in Svizzera”) e al Ministro dell’Interno (“Perché lui è fatto così... Prima ti odia, te ne dice di peste e corna, ma poi dopo 2 o 3 anni ti ama... Ha fatto cosi anche con noi meridionali”), ma venti minuti sono davvero eccessivi. A mezzanotte e mezza è apparso Riccardo Cocciante, accompagnato da Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galatone, che seppure a tarda notte hanno reinterpretato in modo perfetto una perla della colonna sonora di Notre Dame De Paris: “Bella”. Infine, prima dei saluti, qualcuno forse si è reso conto che il tempo stringeva, per cui in quattro e quattr’otto sono saliti Michele Riondino e Laura Chiatti, che hanno cantato Un’Avventura di Battisti per promuovere il film e se ne sono andati senza nemmeno scambiare due battute con i conduttori. Poi, all’una di notte, Baglioni ha conferito alla famiglia di Pino Daniele Il premio alla critica: forse, in quel momento, Peppino Di Capri ha tirato un sospiro di sollievo per non essere stato scelto quest’anno. Magari era già al calduccio sotto le coperte.  

Passando alla parte musicale, ad un secondo ascolto le nostre pagelle dei 12 Big che si sono esibiti nella seconda serata sono le seguenti:

Achille Lauro: sì, ma anche senza autotune, in questo caso non serve.

Einar: purtroppo dimenticabile, anche se lui ha una bella voce.

Il Volo: Gianna Nannini, ma dove sei?

Arisa: canzone simpatica, e potrebbe funzionare all’Eurovision Song Contest.

Nek: semplicemente una rielaborazione di Fatti Avanti Amore. Meh

Daniele Silvestri: testo tagliente e incisivo, come sempre, anche se ritornello non pervenuto, ma è sicuramente una delle migliori canzoni di questo festival.

Ex-Otago: confermo che è una canzone d’amore non scontata, forse l’unica tra tutte le ballad di questo festival. L’unica cosa che stride è l’abbraccio del cantante con una donna diversa ogni sera, quando nella canzone parla della sua compagna e di come continuino a tenere vivo il proprio amore. (?)

Ghemon: è bello che ci sia una quota soul e lui è molto bravo sia a reggere il palco che a cantare, solo che il ritornello di Rose Viola è debole.

Loredana Bertè: in sala stampa si notava una somiglianza con “Left Outside Alone” di Anastacia, ma comunque tutti entusiasti.

Paola Turci: è una canzone gradevole ed è bello che Paola Turci si proponga in una veste più dolce e per certi versi inedita.

Negrita: sono come Ligabue: si ricopiano, per cui i pezzi più recenti risultano sempre deboli rispetto a quelli passati. Tra l’altro, in molti sui social, compreso Frankie Hi-Nrg, hanno notato una somiglianza con “L’estate sta finendo” dei Righeira.

Federica Carta e Shade: confermo che è una versione Disney di “I Like the way you lie” di Eminem e Rihanna.

 Arrivederci a domani per i commenti sulla terza serata. 



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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