Sanremo 2019: classifica, pagelle e commenti sulla prima serata del Festival

-
104
Sanremo 2019: classifica, pagelle e commenti sulla prima serata del Festival

Un'edizione armonica in tutto e per tutto. Forse troppo? Per questo bis alla conduzione e alla direzione artistica del Festival di Sanremo, Claudio Baglioni ha deciso di abbassare di molto la soglia massima dei BPM, di ridurre all'essenziale la scenografia, di dare più spazio alle ballate e di prediligere sketch poco “scomodi”. Insomma, tutto piuttosto piatto: la musica è al centro, sì, ma regge difficilmente per cinque ore di fila, figuriamoci per altre quattro serate. Tra l’altro, il pubblico di Rai Uno non sembra voler seguire una nuova rotta, considerando che nella classifica provvisoria della prima serata sono finiti in zona rossa tutti gli artisti più in voga in questo momento tra i giovani.

Qui sotto la classifica provvisoria della prima serata del Festival:

Fascia BLU (quella dove si trovano i cantanti con più voti)

Ultimo
Loredana Bertè
Daniele Silvestri
Irama
Simone Cristicchi
Francesco Renga
Il Volo
Nek

Fascia GIALLA (una purgatoriale terra di mezzo)

Enrico Nigiotti
Negrita
Paola Turci
Anna Tatangelo
Patty Pravo e Briga
Arisa
BoomdaBash
Federica Carta e Shade

Fascia ROSSA (parte più bassa della classifica, i cantanti che hanno ricevuto meno voti)

Mahmood
Achille Lauro
Nino D’Angelo e Livio Cori
Einar
Ghemon
Motta
Ex Otago
Zen Circus

Ma vediamo più nel dettaglio cosa è successo nella prima serata di Sanremo 2019.

Dal punto di vista televisivo, Claudio Bisio, Virginia Raffaele e Claudio Baglioni hanno fatto il minimo indispensabile per portare a casa un risultato decente, farcendo tutto con tanti momenti da finti impacciati che si potevano evitare. Baglioni si è messo da parte un po’ di spazio per riproporre il suo repertorio (anche se l’apertura con “Via” sembrava più una premonizione di ciò che avrebbe pensato il pubblico a fine serata). Bisio si è ritagliato qualche minuto per un monologo in difesa di Baglioni e per rispondere ai giornalisti che continuano a fossilizzarsi sulla “questione migranti”, ha esaminato i testi delle sue canzoni più famose per arrivare alla conclusione che, in realtà, Baglioni è ed è sempre stato un sovversivo (“un uomo si lamenta ad alta voce del governo e della polizia, e la digos ha un fascicolo aperto su di lui da anni”), un anti-militarista (“cosa c’è andato a fare a Porta Portese? A comprarsi dei blue jeans al posto di quella divisa!”), e un anarchico. Trovata simpatica, anche se è probabile che ottenga l’effetto opposto.

Virginia Raffaele non è stata molto al centro della scena ed era forse troppo concentrata sulle presentazioni. Nonostante questo, non sono mancati dei momenti divertenti, come l’imitazione di Patty Pravo davanti a Patty Pravo, quella più breve di Michelle Hunziker (che sicuramente ripeterà nelle prossime serate) e lo sketch con Pierfrancesco Favino in cui hanno interpretato un medley tra Mary Poppins, i Queen e Sister Act. Rivedibile in un altro momento, invece, il tributo al Quartetto Cetra con Claudio Santamaria: a mezzanotte è un po’ tardino per ascoltare “Nella Vecchia Fattoria”, invece delle restanti canzoni in gara.  

E a proposito delle canzoni in gara, quest’anno si sente una prevalenza di testi recitati, invece che intonati. Daniele Silvestri ha riproposto una formula simile a “Il Mio Nemico”, ma senza ritornello, sedendosi su un banco di scuola e chiamando Rancore a interpretare la seconda strofa. Potrebbe meritare il Premio della Critica, ma nulla di più, perché è difficile da ricordare al di là della riflessione che suscita sul momento. Simone Cristicchi ha interpretato una vera e propria poesia dedicata alla natura, sostenuta da un arrangiamento a tratti pomposo, che però sembra aver emozionato molti spettatori. Gli Zen Circus si sono portati anche gli sbandieratori sul palco per spiegare la dittatura dell’amore, ma non sono stati molto coinvolgenti, come anche Ghemon, che per il momento, seppur bravissimo dal punto di vista vocale, non sembra avere in gara un brano che resta. Federica Carta e Shade hanno provato a ricreare la coppia Eminem-Rihanna, ma senza un gran risultato, mentre Achille Lauro ha voluto proporre una versione 2019 di Una Vita Spericolata con “Rolls Royce”, ma per farsi capire dal pubblico di Rai 1 dovrebbe scandire un po’ meglio le parole.

Tra le ballad, le uniche che non si basano su frasi fatte sono “Solo una canzone” degli Ex-Otago e “Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti, anche se entrambe non molto incisive, e “L’ultimo ostacolo” di Paola Turci, una canzone diversa dal suo repertorio e più vicina a un brano che avrebbe potuto cantare Annalisa. Sopra le aspettative la coppia Nino D’Angelo e Livio Cori, anche se la performance era forse troppo teatrale, come anche quella de Il Volo sulle note di “Musica che resta” – di cui tra l’altro ci si chiede cosa abbia scritto Gianna Nannini, perché di lei e della sua penna non c’è traccia. Della canzone di Patty Pravo e Briga, è rimasto impresso più il pianista alzatosi per andare al bagno, che il testo.

Le più ritmate sono “Soldi” di Mahmood, che ha un sound molto interessante e un ritornello facilissimo da memorizzare e ballare; “Mi sento bene” di Arisa, un mix tra una canzone Disney e un pezzo di Raffaella Carrà; e “Per un milione” dei Boomdabash, la tipica canzone estiva dei Boomdabash.

Il momento migliore di tutta la prima serata è stata la performance di Giorgia: un’esibizione magnifica, soprattutto nel duetto con Baglioni su “Come Saprei”. La domanda è: perché non torna a cantare canzoni di questo tipo, invece di registrare album di cover?
Per tutto il resto, ci riaggiorniamo domani.



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
Lascia un Commento
Lascia un Commento