News Musica

Sanremo 2018: intervista a Roberta Giarrusso e Riccardo Di Pasquale di Fenix Entertainment

La casa di produzione che ha contribuito alla presenza di Mirkoeilcane sul palco dell'Ariston ci presenta il proprio lavoro.

Sanremo 2018: intervista a Roberta Giarrusso e Riccardo Di Pasquale di Fenix Entertainment

Esistono migliaia di aziende ed etichette discografiche con un progetto definito ed un unico obiettivo: capitalizzare. Fortunatamente, però, c'è anche qualche eccezione, come ad esempio la Fenix Entertainment, casa di produzione che ha contribuito a portare Mirkoeilcane sul palco del Festival di Sanremo 2018. La società, fondata alla fine del 2016, è nata dall’idea degli imprenditori Riccardo Di Pasquale, ex manager di banca d’affari e grandi gestioni patrimoniali, e Matteo Di Pasquale, manager esperto di organizzazione, processi e gestione delle risorse umane, unitamente a Roberta Giarrusso, amata attrice-cine-televisiva. 

Il loro scopo è contribuire alla realizzazione di prodotti di qualità, che siano legati alla musica, al cinema o al teatro. In occasione del Festival abbiamo potuto parlarci e farci spiegare meglio su cosa lavorano e come hanno conosciuto Mirko. 

- Come sta andando qui a Sanremo? Vi siete fatti dei contatti?

Roberta Giarrusso: Sta andando molto bene. A Sanremo è inevitabile farsi dei contatti, è praticamente il fulcro delle pubbliche relazioni, sia per quanto riguarda la musica, grande protagonista di questa manifestazione, che per quanto riguarda il lato televisivo, del cinema, anche perché come sai noi non siamo solamente un’etichetta discografica. Nasciamo prima di tutto come produzione cinematografica. Io e Riccardo abbiamo deciso di unire le nostre due passioni, che sono appunto la musica ed il cinema, e che si può dire siano due arti che camminano in parallelo.

- Come vi siete conosciuti?

Roberta: Sempre grazie al cinema, quando lui ha prodotto il suo primo film, che è stata un’esperienza un po' “negativa” da un lato, dall’altro invece è stata un’opportunità, perché ci siamo conosciuti appunto. 

- Negativa in che senso?

Riccardo Di Pasquale: È stata un’operazione in cui noi siamo entrati in corsa, quindi non avendo potuto partecipare dall’inizio, c’erano tante cose che avremmo voluto cambiare, ma non abbiamo potuto farlo. Il film era MMA Love Never Dies e il trailer fece dei numeri disarmanti, milioni e milioni di visualizzazioni, quindi le aspettative del pubblico erano molto alte, però entrando in corsa non abbiamo potuto fare molto. Poi comunque lì ci siamo conosciuti, ci siamo uniti nel lavoro e abbiamo deciso di formare una squadra e di allargarci anche alla musica, perché per noi è fondamentale. Noi abbiamo diversi progetti, il cui punto in comune è sempre la qualità. Abbiamo tanti ragazzi giovani nel nostro roster, perché ci piace lavorare con giovani di qualità. Per noi è importante anche fare cinema perché magari oggi la carriera di un giovane difficilmente non parte al di fuori di un talent o di Sanremo, quindi noi possiamo, laddove è contestualizzato in un progetto corretto, inserire uno dei nostri artisti nella colonna sonora di un film e dargli quel tipo di visibilità. Ci stiamo dando tanto da fare, nel corso dell’ultimo anno ci siamo ritrovati a Cannes e al Festival di Venezia con due film che abbiamo co-prodotto, cioè Diva e La Lucida Follia, quindi diciamo che siamo nati da poco, ma sta andando bene. 

Roberta: Poi il nostro fiore all’occhiello è stato la produzione della colonna sonora di Napoli Velata, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, e così ci siamo anche introdotti nella musica per il cinema. 

 - Che genere di progetti, oltre a Mirko, state contribuendo a far uscire?

Roberta: in questo momento siamo molto concentrati su Mirko, siamo presissimi da questo grosso progetto con lui, abbiamo l’album in uscita e ne dovrà scrivere un altro più in là. Per quanto riguarda la produzione cinematografica, bollono in pentola diversi progetti, tra cui anche il teatro. 

Riccardo: Sì, non possiamo anticipare nulla di preciso, ma possiamo dirti che abbiamo acquisito questo spettacolo direttamente da Broadway, un musical. Stiamo cercando di poter fare entertainment a 360°, quindi musica, teatro, cinema... vogliamo fare progetti di qualità. I giovani che abbiamo in pancia oltre a Mirko sono Federica Morrone, recente vincitrice del Premio Bianca D’aponte, una cantautrice fantastica che a 18 anni scrive testi e musica con un equilibrio pazzesco, sia a livello personale che nella composizione. Poi noi possiamo sembrare un po’ di parte, ma comunque sia alla fine sono le competizioni che ti dicono se stai facendo bene e Federica, nell’ultimo anno, ha vinto diversi premi. Stessa cosa per Mirko, che ha vinto Premio Tenco, Premio Bindi, Musicultura in diretta su Rai Uno... insomma, per noi è già un bel traguardo essere qui. 

Roberta: È il nostro primo Festival, sia per la Fenix che per Mirko, quindi siamo orgogliosissimi. È una grande soddisfazione, soprattutto per Mirko, che ha 30 anni, è ancora giovane ma è comunque una vita che scrive canzoni. Quindi già essere qui è una vittoria, ma sarebbe anche ipocrita dire che non ci piacerebbe vincerlo questo Festival. Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno! 

- Con Mirko come vi siete conosciuti invece?

Riccardo: Tramite mio fratello, anche lui all’interno della società, dove ognuno ha il proprio compito. Lo ha sentito in un locale, L’Asino Che Vola, e ce ne ha parlato, ci ha detto che era stato pazzesco e quindi poi lo abbiamo contattato. 

Roberta: Come facevano una volta i vecchi talent scout! Infatti la più grossa soddisfazione per noi è che Mirko ha fatto come facevano i vecchi cantanti. Lui non viene da un talent, ha fatto il percorso più difficile che hanno fatto tanti cantanti, come ad esempio Tiziano Ferro. 

Riccardo: Tre della nostra scuderia escono da L’Asino Che Vola. Poi abbiamo personaggi sparsi a livello nazionale che ci segnalano talenti ed ora anche auto-segnalazioni. E vorrei precisare una cosa: Mirko e tutti gli altri artisti che abbiamo in pancia hanno in comune una grandissima umiltà, una caratteristica che cerchiamo sempre oltre alla bravura.

- Prossimi progetti?

Riccardo: Abbiamo tre soggetti, di cui due in lavorazione e un libro da 250.000 copie vendute che sta sceneggiando una Palma D’Oro. Insomma, stiamo lavorando su cose di qualità con la speranza che possa andare bene.

- La vostra sede è a Roma?

Riccardo: Assolutamente sì, a Viale Mazzini. Anche se dovrei dire che la sede legale è a Roma, mentre la sede operativa è a Fiumicino, nella valigia! Trovarsi dentro casa è un po’ difficile.

Roberta: Dovremmo prenderci un appartamento a Fiumicino o alla Stazione Termini! (ride).

- Qual è la caratteristica principale di Fenix?

Riccardo: Lavorare col sorriso. Se per gli artisti cerchiamo l’umiltà e la semplicità, nel nostro ufficio cerchiamo chi sorride, perché questa è una passione alla fine. È un lavoro bellissimo, e se ti piace ci metti tanta passione.

- Avete intenzione di trasferirvi più in là anche da un’altra parte, dato che il mercato della musica qui in Italia e a Milano?

Riccardo: Su Milano siamo già coperti, dato che il nostro vice-presidente Tito Silvestri, direttore generale della Warner, vive lì. Speriamo che crescendo potremo anche arrivare dall’altra parte dell’oceano. Io ho una serie di obiettivi, un piano d’affari abbastanza interessante, diciamo anche poco umile. Però, ad esempio, l’anno scorso ho detto a Roberta: “non ti preoccupare, ti porto al Festival”.

Roberta: È vero, eravamo sul corso, siamo passati davanti all’Ariston durante il Festival e cercavamo di vedere almeno le ultime due serate. Io ero incinta del quinto mese e la prima cosa che mi ha detto è: “io ti prometto che l’anno prossimo ti porterò al Festival”. Io l’ho guardato e gli ho detto: “Sì, vabbè, come valletta!”, ma lui era convinto e alla fine è stato così!

- Che ne pensate del Festival quest’anno?

Riccardo: quest’anno c’è una grande qualità nelle scelte artistiche e la conduzione è ottima. Michelle Hunziker è bravissima.

Roberta: Sì, anche Pierfrancesco Favino è strepitoso! Io poi sono molto contenta per Claudio Baglioni che ha fatto davvero un gran festival e i risultati parlano chiarissimo. Mi piace questo suo ruolo un po’ distaccato, che vige sugli altri conduttori, perché d’altronde lui ci tiene a precisare di non essere un conduttore e questa cosa è molto divertente, l’ho trovato molto autoironico. Mi sono piaciuti molto anche gli ospiti e questa connessione tra cinema e musica: c’è molto cinema all’interno del Festival, con due attori che presentano, Favino al Festival ed Edoardo Leo e gli altri al DopoFestival. Mi piace anche che non ci sia l’eliminazione, penso che per un artista sia meglio sapere semplicemente quanto è gradita la sua canzone.

- Anche per Mirko suppongo.

Riccardo: Su Mirko c’è da dire che è un ragazzo pronto. Pronto perché ha un equilibrio oramai tale che giallo, rosso, blu, verde, viola... a lui non importa, per lui è già una grandissima emozione essere qui. Lui ha cominciato a scrivere musica quando era piccolo, il suo primo concerto è stato quello dei Pooh. Poi ci teniamo a precisarlo, perché lui poi da fuori può sembrare poco entusiasta.

Roberta: Sì, è vero, in realtà lui è uno che interiorizza molto, esterna una pacatezza e una tranquillità che spesso possono essere scambiate per strafottenza, invece non è così. Lui è uno molto attento, che si informa, che si prepara prima delle interviste, perché ha paura di sbagliare.

- A me è dispiaciuto molto leggere molti commenti su Twitter di persone che non hanno ascoltato davvero la canzone...

Roberta: È vero, molta gente non ha ascoltato, ha sentito e basta. Però il testo è scritto da lui e lui sa come deve interpretare questa canzone. Anche molti personaggi pubblici hanno scritto commenti che potevano anche risparmiarsi, dato che è sempre un ragazzo e a volte essere così cattivi è un gesto troppo forzato e gratuito. Comunque devo dirti che la maggior parte delle persone sono dalla sua parte e dal canto nostro lui è stato bravissimo.

Riccardo: Per noi è già una grandissima vittoria che lui si esibisca qui, ripeto. Perché poi è un brano totalmente decontestualizzato dall’aspetto politico: è semplicemente una storia raccontata per esprimere i sentimenti che può provare un bambino. 

Roberta: Noi la prima volta che abbiamo sentito questa canzone abbiamo pianto, perché ti arriva veramente un cazzotto allo stomaco. Ed è successo a tante altre persone, anche la stampa è dalla sua parte e abbiamo sentito tanti commenti positivi. Poi ieri ha ricevuto il Premio Enzo Jannacci e ringraziamo il Nuovo Imaie per questo.

- Io vi ringrazio per il vostro lavoro e per aver contribuito a far conoscere Mirko.

Riccardo: grazie, ma va ringraziata anche la commissione artistica, perché probabilmente in anni passati non lo avrebbero preso in considerazione, dato che è un brano un po’ particolare. È il classico gioco degli incastri.

Roberta: Sì, il momento giusto è stato questo, ed è anche grazie alla Giuria di Qualità che Mirko ha potuto raggiungere questo traguardo.

Riccardo: Poi vi invitiamo ad ascoltare l’album di Mirko, perché ci sono molti brani davvero interessanti!

- Lo faremo senz'altro!

Seguite con noi tutte le ultime notizie su Sanremo.



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming